Guerra contra la droga, non contro i poveri

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Guerra contra la droga, non contro i poveri.

Basta uccidere i poveri col pretesto della droga! Questa denuncia l’hanno fatta coraggiosamente i Redentoristi delle Filippine, il cui governo (o regime) sta portando avanti una sanguinosa campagna contro i trafficanti di droga. Solo che ad essere uccisi (tante volte sul posto) sono i poveri giovani usati e manipolati dai ricchi e crudeli trafficanti di droga, ai quali invece vengono concesse opportunità di difesa e di soluzione. Ed è grave che il Presidente stesso delle Filippine in molte occasioni ha incitato la polizia a condurre una guerra omicida verso i poveri ed ha ammesso che l’obiettivo della sua guerra contro la droga sono i poveri. – La Dichiarazione dei Redentoristi è una coraggiosa denuncia, che va condivisa contro ogni forma di violenza di potere.

Dichiarazione dei Redentoristi delle Filippine sulla guerra contra la droga
Basta uccidere i poveri!

1. Noi Redentoristi delle Filippine, costituiti dalla Vice-Provincia Manila e dalla Provincia di Cebu, esprimiamo la nostra indignazione per la recente ondata di uccisioni in concomitanza con la guerra del governo contro la droga. Come missionari dediti a servire i poveri e gli abbandonati, condanniamo la guerra contro la droga come guerra verso i poveri. La maggior parte delle vittime di omicidi extragiudiziali sono persone povere. La polizia è diventata più implacabile in quanto il presidente stesso ha in molte occasioni incitato la polizia a condurre una guerra omicida verso i poveri e ha ammesso che l’obiettivo della sua guerra contro la droga sono i poveri.
D’altra parte, i ricchi signori della droga e i politici corrotti rivendicano che ai corrieri della droga venga dati un giusto processo di legge.
Ben 6,4 miliardi di dollari di shabu (Metanfetamina cloridrato) sono entrati liberamente nel paese a causa dei legami dei ricchi signori della droga con i politici e con i funzionari doganali. In tutto ciò non vi è stato un segno di disapprovazione da parte del Presidente e di altri funzionari della classe alta.

2. Come cristiani siamo sconvolti dalla perdita totale del rispetto per la dignità della vita e i diritti umani da parte delle operazioni di polizia. Siamo sconcertati che in un paese cristiano come il nostro, le uccisioni sono tollerate, persino sostenute. Ci rammarichiamo del fatto che tra la nostra gente esista una fede divisa e che tale fede non vede alcuna connessione tra i valori evangelici e la sorgente della fede cristiana e le sofferenze e le uccisioni del popolo.

3. Come filippini siamo gravemente preoccupati per il tipo di società che siamo diventati. Che tipo di persone siamo diventati? Dopo più di un anno di guerra contro la droga, il nostro paese si è trasformato in un grande campo di uccisione. La morte è all’ordine del giorno. La cultura di uccidere con impunità è la nuova normalità. D’altra parte prevalgono una cultura del silenzio e un clima di paura. Tra le uccisioni quotidiane, molte persone continuano la loro vita, non mostrano alcuna empatia alle vittime e accettano la guerra di governo contro le droghe come un male necessario.

4. Condannare la guerra alla droga non pregiudica la nostra posizione contro essa. Anche prima del governo di Duterte, abbiamo denunciato la minaccia delle tossicodipendenze nelle nostre proclamazioni e programmi. Tuttavia, non abbiamo solo denunciato; abbiamo anche organizzato programmi e servizi alle vittime della tossicodipendenza come consulenza, progetti di sostentamento e meccanismi di sostegno alla comunità.

5 Chiediamo al governo di rispettare la legge e di mantenere la vita. Chiediamo al governo di fermare le uccisioni. La “guerra contro le droghe” che in realtà è una guerra ai poveri deve terminare. Adesso!
Chiediamo alla chiesa di difendere la santità della vita durante questi periodi pericolosi. Invitiamo tutte le persone di buona volontà ad assistere le povere vittime della guerra di droga e partecipare a programmi costruttivi per contrastare gli effetti negativi della tossicodipendenza.

La Madre del Perpetuo Soccorso, preghi per noi affinché l’ondata delle uccisioni nel nostro paese possa finire!

Padre Ariel Lubi, CSsR, Superiore Vice-Provinciale, Vice-Provincia Redentorista di Manila
Padre Nico Perez, CSsR, Superiore Provinciale, Provincia Redentorista di Cebu

Ricòrdati, Signore, di quanto ci è accaduto,
guarda e considera la nostra umiliazione. (Lamentazioni, 5, 1)

(fonte: CSSR News, August 23, 2017).

Basta uccidere i poveri col pretesto della droga! Questa denuncia l’hanno fatta coraggiosamente i Redentoristi delle Filippine, il cui governo (o regime) sta portando avanti una sanguinosa campagna contro i trafficanti di droga. Solo che ad essere uccisi (tante volte sul posto) sono i poveri giovani usati e manipolati dai ricchi e crudeli trafficanti di droga, ai quali invece vengono concesse opportunità di difesa e di soluzione concordata.
Condividi l'articolo