Ha soccorso Israele suo servo

Verso il Congresso eucaristico diocesano con Maria

30. Ha soccorso Israele, suo servo ricordandosi della sua misericordia.


Meditazioni e preghiere

 

Il Congresso Eucaristico Diocesano si terrà a Mileto (VV)
nei giorni 4-7 giugno 2012

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La meditazione

Lettore Dalla «Redemptoris Mater» di Giovanni Paolo II, n. 45

«Ecco il tuo figlio». Si può dire che in queste stesse parole venga pienamente indicato il motivo della dimensione mariana della vita dei discepoli di Cristo: non solo di Giovanni, che in quell’ora stava sotto la Croce insieme alla madre del suo Maestro, ma di ogni discepolo di Cristo, di ogni cristiano.
Il redentore affida sua madre al discepolo e, nello stesso tempo, gliela dà come madre.
La maternità di Maria che diventa eredità dell’uomo è un dono: un dono che Cristo stesso fa personalmente ad ogni uomo.

Il Redentore affida Maria a Giovanni in quanto affida Giovanni a Maria. Ai piedi della croce ha inizio quello speciale affidamento dell’uomo alla Madre di Cristo, che nella storia della Chiesa fu poi praticato ed espresso in diversi modi.
Quando lo stesso apostolo ed evangelista, dopo aver riportato le parole rivolte da Gesù sulla Croce alla madre ed a lui stesso, aggiunge: «E da quel momento il discepolo la prese con sé» (Gv 19,27), questa affermazione certamente vuol dire che al discepolo fu attribuito un ruolo di figlio e che egli si assunse la cura della Madre dell’amato Maestro.
E poiché Maria fu data come madre personalmente a lui, l’affermazione indica, sia pure indirettamente, quanto esprime l’intimo rapporto di un figlio con la madre. E tutto questo si può racchiudere nella parola «affidamento».

L’affidamento è la risposta all’amore di una persona e, in particolare, all’amore della madre.
La dimensione mariana della vita di un discepolo di Cristo si esprime in modo speciale proprio mediante tale affidamento filiale nei riguardi della Madre di Dio, iniziato col testamento del Redentore sul Golgota.
Affidandosi filialmente a Maria, il cristiano, come l’apostolo Giovanni, accoglie «fra le sue cose proprie» la Madre di Cristo e la introduce in tutto lo spazio della propria vita interiore, cioè nel suo «io» umano e cristiano: «La prese con sé».

Così egli cerca di entrare nel raggio d’azione di quella «materna carità», con la quale la Madre del Redentore «si prende cura dei fratelli del Figlio suo», «alla cui rigenerazione e formazione ella coopera» secondo la misura del dono, propria di ciascuno per la potenza dello Spirito di Cristo.
Così anche si esplica quella maternità secondo lo spirito, che è diventata la funzione di Maria sotto la Croce e nel cenacolo.

Parola della Chiesa.
Rendiamo grazie a Dio.

 La preghiera

Guida
Maria, supplica Dio, nato da te, che mandi pace e calma alla sua Chiesa. Per la forza delle tue preghiere, o madre dell’Altissimo, doni egli alla terra e ai suoi abitatori la pace piena!

Tutti
Lode a colui che è sorto da Maria, * che l’ha fatta sua madre e che in lei si è fatto fanciullo. * Sia benedetto il re dei re che si è fatto uomo * e che ha innalzato la stirpe umana all’altezza del Paradiso. * Lode a colui che l’ha mandato a nostra redenzione * e gloria allo Spirito Santo che cancella i nostri peccati!
(Balaj Siro, Preghiere e inni).

Preghiamo
Per intercessione di Maria, tua e nostra Madre, dona alla tua Chiesa, Signore, di contemplarti nella preghiera, di sperimentarti nella misericordia e di testimoniarti nella carità.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Madre mia, per il tuo amore verso Dio, ti prego di aiutarmi sempre, ma specialmente al termine della mia vita. Non lasciarmi mai, finché non mi vedrai salvo in cielo, a benedire e a cantare le tue misericordie per tutta l’eternità. Amen (S.Alfonso).

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