I cartelloni della discordia

Macrì: «L’ultima nefandezza dell’amministrazione Euticchio»

Stefanelli: «Un dono fatto a mie spese, e questo è il ringraziamento»

Il 2 giugno alcuni tabelloni su cui sono impresse immagini di Tropea sono stati installati in bella vista in tre strade principali della cittadina tirrenica. Gli impianti in questione recano la dicitura «Assessorato al Commercio, benvenuti a Tropea». I cinque tabelloni sono stati donati al Comune di Tropea i primi di Maggio da Francesco Stefanelli, allora assessore al Commercio, con una missiva protocollata al n° 20900. La presenza di questi tabelloni, come già accaduto lo scorso anno, sta facendo discutere. Molti sono coloro che ritengono tali tabelloni di buon gusto e capaci di adornare quegli angoli di strada, offrendo al contempo al visitatore il benvenuto ed un “assaggio” delle principali attrattive turistiche, sia architettoniche che paesaggistiche di Tropea. Altri, invece, pensano che tali gigantografie siano inutili, superflue o, addirittura, delle brutture. Di tale avviso l’ex consigliere comunale Giovanni Macrì, che intervenne lo scorso anno per ottenere la rimozione dei tabelloni, spiegando che servivano solo a «pubblicizzare le opere d’arte» di Stefanelli, e solo a seguito delle sue rimostranze gli impianti vennero rimossi «verso la fine dell’estate – prosegue Macrì – perché abusivi». Macrì spiega che proprio qualche giorno fa, in qualità di consigliere provinciale presentò «un’interrogazione per chiedere una serie di chiarimenti in merito ai numerosi impianti pubblicitari abusivi istallati lungo la rete stradale provinciale, impianti che, unitamente allo stato di fatiscenza da terzo mondo in cui versa la rete viaria, ne accentuano la pericolosità e ne amplificano il degrado». Da quando i cartelloni sono ricomparsi Macrì non se ne è stato a guardare, definendoli «l’ultima nefandezza dell’amministrazione Euticchio». Ancora secondo Macrì, quest’atto rappresenterebbe «in modo emblematico il livello ed il concetto di legalità sposato dalla definitivamente archiviata amministrazione Euticchio & C.». Secondo Macrì l’installazione fatta dall’allora in carica assessore al Commercio Stefanelli è stata condotta «in spregio alla normativa di riferimento, cioè il Codice della strada ed il Regolamento comunale Edilizio, ed in violazione dei diritti dei terzi, atteso che due dei tre impianti sono stati montati, senza alcuna preventiva autorizzazione, sopra il ponte ferroviario lungo la SP 17».
Interpellato, Stefanelli spiega di non voler mettersi al livello «di bassezze da bambini capricciosi» e di aver «solo cercato di dare un volto nuovo a Tropea per i turisti che arrivano in città, perché le ritenevo cose nuove, che sino ad allora non c’erano, mentre in altri paesi esistono da tempo cartelloni di benvenuto. Al di là della spesa che ho sostenuto personalmente – prosegue Stefanelli – per adornare il Comune, queste critiche sono quello che ricevo in cambio da persone che certamente non vogliono il bene del paese e non vogliono che vengano manifestate le bellezze di questo paese. Non la prendo sul personale, ma penso che oggi non sia il poster a procurare problemi a Tropea, chi vuol bene alla città dovrebbe occuparsi dei problemi veri». Intanto, mentre i toni della discussione iniziavano ad alzarsi, nella giornata di oggi i tabelloni sono stati tolti.

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Francesco Barritta
Francesco Barritta

Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.

One thought on “I cartelloni della discordia”

  1. Riceviamo e pubblichiamo una replica del consigliere provinciale Giovanni Macrì alle affermazioni dell’ex-assessore Francesco Stefanelli:

    Con riferimento alla breve replica di Stefanelli.

    1) Quelli che Stefanelli definisce “doni fatti al Comune” (sulla cui utilità, gusto e bellezza tanto ci sarebbe da dire) rappresentano gigantografie di foto che l’ex assessore vende al pubblico e/o utilizza come propri lavori fatti a scopo di lucro; il dono, dunque, non è fine a se stesso avendo lo stesso evidente scopo pubblicitario.
    2) In ogni caso, l’attività posta in essere dall’assessore Stefanelli resta illecita dal punto di vista amministrativo, perché in contrasto con le disposizione del Codice della Strada e perché difforme dal regolamento edilizio comunale; dal punto di vista civile perché svolta in assenza di ogni forma di autorizzazione da parte di soggetti terzi che hanno subito la violazione del loro patrimonio; infine, con ogni probabilità, penalmente rilevante, trattandosi di attività edilizia abusiva commessa da un soggetto che ha abusato delle sue funzioni.
    La città di Tropea potrà ben fare a meno del dono di Stefanelli e della sua attività di assessore.

    Giovanni Macrì

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