I chiarimenti di Giovanni Macrì di “Forza Tropea”

Riceviamo e pubblichiamo

Un analisi delle motivazioni poste a fondamento del provvedimento di scioglimento del comune di Tropea

Gruppo Consiliare Forza Tropea Il Capogruppo Avv. Giovanni Macrì
Gruppo Consiliare Forza Tropea
Il Capogruppo
Avv. Giovanni Macrì
A dispetto di quanto affermato in modo malizioso da qualche testata giornalistica, non risulta da alcun atto formale che la commissione di accesso sia stata nominata ed inviata al comune di Tropea per verificare la presenza di candidati discutibili e contigui alla criminalità nelle liste contrapposte a quella vincitrice. Comunque sia, qualora ciò fosse stato vero, tale legittima e corretta azione, ossia l’estensione dell’indagine a tutto campo, non ha dato l’esito evidentemente auspicato da qualcuno risultando, dalla proposta di scioglimento avanzata dal Ministro, e prima ancora dalla relazione del Prefetto, l’estraneità dei rappresentanti e candidati delle liste “Forza Tropea” e “Progettiamo Tropea” rispetto ad ogni ipotesi di infiltrazione.
In tali documenti non v’é la benché minima traccia di condotte ambigue, giammai rilevanti, addebitabili ai consiglieri di minoranza ovvero ai candidati delle due liste.
Diversamente, la commissione, quindi il Prefetto con la sua relazione, non avrebbero esitato ad evidenziare tali criticità. Dunque, non posso trattenermi dall’esprimere la mia soddisfazione per un resoconto che ha ratificato quanto giá sapevo ossia la specchiata onestà dei candidati della lista che ho avuto l’onore di guidare.
Per questo motivo le avventate e tendenziose affermazioni fatte da qualche giornalista, subdolamente incomplete e verosimilmente volte a compiacere chi, dopo essersi svegliato da un lungo letargo, tenta di lucrare su tale vicenda, sono diffamatorie e, pertanto, saranno perseguite nelle competenti sedi.
Aggiungo, per completezza di informazione e per rinfrescare la mente a qualche blogger da strapazzo, che il programma della lista Forza Tropea, il solo a non essere frutto di un dilettantistico copia ed incolla, bensì aderente alla realtà perché frutto di mesi di dura fatica, era l’unico ad affrontare, con un capitolo dedicato, il nevralgico aspetto dell’uso e della valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità.
Passando ora, molto brevemente, alle motivazioni poste a fondamento del provvedimento di scioglimento, non v’è chi non veda nelle azioni attribuite agli eletti nella lista Tropea Futura (con i dovuti e doverosi distinguo) un quadro squallido con aspetti estremamente preoccupanti che, nella migliore delle ipotesi, se non accuratamente chiariti, denotano la totale inadeguatezza di chi ci ha amministrato. Mi sono più volte intrattenuto su quanto avvenuto in campagna elettorale, sul dopo elezioni e sul caso Bretti e non intendo per il momento ritornarci, aggiungo solo che chi pensava di trarre vantaggi politici da una vicenda così dolorosa per la nostra comunità ha ricevuto un’amara ricompensa.
Concludo con un accenno al tanto criticato metodo di confezionamento delle liste in occasione delle competizioni elettorali (quelle vere!).
Poiché nelle elezioni amministrative i candidati, a differenza di quanto avviene per i nominati in Parlamento, debbono essere votati dai cittadini, la ricerca viene effettuata tra i soggetti capaci di intercettare il consenso e quindi il voto in ragione della loro personalità (complessivamente considerata) e della positiva azione sociale esplicata nei contesti più disparati. Molti miei concittadini, che spesso si dilettano nel criticare il metodo della selezione e la qualità di chi nella competizione ci mette la faccia, declinano l’invito a candidarsi non sempre per nobili motivi.
Effettivamente, il rifiuto, a volte legato al carattere riservato, alla scelta di tenersi lontani dall’arena politica e alla difficoltà di conciliare il gravoso impegno politico con gli altri già assunti, in alcuni casi è dovuto al puro egoismo, alla consapevolezza di aver fatto poco o nulla per la comunità quindi alla mancanza certa di consenso, o ad esigenze lavorative che rendono inopportuna e pericolosa l’esposizione politica.
Questo ultimo motivo, a volte, nasconde i più sporchi e subdoli interessi e riguarda i nostri concittadini peggiori, ipocriti e senza scrupoli che, abusando del proprio lavoro, condizionano pesantemente e spregevolmente il voto delle persone più deboli e fragili, riuscendo così a ritagliarsi un ruolo determinate in una lista in competizione senza il coraggi odi esporsi.
Il mio auspico è che alla prossime elezioni questi sporchi sciacalli umani camuffati da benefattori, che hanno determinato l’esito della scorsa tornata elettorale, vengano emarginati ovvero abbiano il coraggio di porsi al giudizio dei cittadini a volto scoperto.

Avv. Giovanni Macrì (Forza Tropea)

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