I martiri di oggi si raccontano_1

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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I martiri di oggi si raccontano: una catena ed un lucchetto come rosario.

Coraggiosi, eroici, martiri dei nostri tempi, la loro testimonianza è ammirevole e commovente, una storia indelebile della fede cristiana che resiste e sopravvive nella persecuzione. – Torturati, offesi, vilipesi, ricattati, picchiati, ma i cristiani ad Aleppo in Siria e Erbil in Irak offrono la loro sofferenza per la salvezza anche dei persecutori.

Giornata di grande intensità emotiva e di fede il 23 agosto al Meeting di Rimini.
Padre Douglas Al-Bazi, parroco di Mar Eillia ad Erbil, in Iraq ha raccontato la sua storia e quella di altra gente.
Dopo aver ricordato che fino al 2003 in Iraq c’erano circa due milioni di cristiani e oggi ne sono rimasti poco più di duecentomila, padre Douglas Al-Bazi ha spiegato “Sono nato in questo paese e ho amici musulmani, noi cristiani siamo il sale di questo paese. Oltre tutto siamo la fascia più istruita della popolazione”.
Padre Douglas è stato rapito e torturato per nove giorni. La sua prigionia è stata durissima, è un miracolo che abbia avuto il coraggio di rimanere.
“Mi hanno spaccato il naso, – ha raccontato – colpito col martello in bocca e su una spalla e un disco della colonna vertebrale. Per quattro giorni sono stato lasciato senz’acqua. Tenevano alto il volume della televisione per non farsi sentire e mi colpivano ogni sera. Poi mi lasciavano incatenato con un lucchetto”.
Per sopravvivere e non perdere il senno e la fede, padre Douglas ha utilizzato dieci anelli della catena come Rosario e il lucchetto per il Padre nostro.
“Ci sono stati anche momenti di calma, – ha continuato – dove quelle stesse persone che mi picchiavano la sera poi mi interrogavano su come comportarsi con la moglie ed io dicevo loro di essere carini con lei”.
Interrompendo il racconto padre Douglas si è rivolto alla platea: “Vi sembro spaventato? La stessa cosa si può dire della mia gente Gesù ci ha detto di portare la propria croce, ma l’importante non è questo ma seguire, sfidare, impegnarsi. Se ci distruggeranno in Medio Oriente, l’ultima parola sarà ‘Gesù ci ha salvato’”.
In maniera sobria e intensa padre Douglas ha confessato che prima o poi lo uccideranno, e comunque se questo accadrà – ha chiesto – “pregate per la mia gente, aiutate e salvate la mia gente. Non sono preoccupato tanto per me quanto per la mia gente”.
♦ “Proprio nella terra dove Dio, chiamando Abramo, ha destato la coscienza dell’uomo facendosi dare del Tu, si è manifestata una violenza cieca del fanatismo” (don Stefano Alberto).
(fonte: zenit.org).

Padre Douglas Al-Bazi, parroco di Mar Eillia ad Erbil, in Iraq è stato rapito e torturato per nove giorni. La sua prigionia è stata durissima, è un miracolo che abbia avuto il coraggio di rimanere.
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