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I problemi con la posta

Il disappunto dei lettori per i disservizi a Tropea

Veniamo chiamati in causa per fare il punto sull’ennesimo pasticcio del nostro servizio postale

Gentilissimo Direttore Salvatore Libertino,
mi rivolgo a Lei per chiederLe di rivolgere la Sua attenzione ai numerosi disagi che vivono gli utenti di via Libertà in merito alla consegna della posta. Vi ringrazio in anticipo se potete rivolgere la vostra attenzione al problema.
Grazie mille,
Antonella

L’ufficio postale di Tropea – foto Barritta

Carissima Antonella e carissimi lettori,
chiedete a noi e non alle Poste Italiane il perché non ricevete più la posta come eravate abituati tempo fa, quando emergeva l’efficienza dei postini che erano del luogo ed esercitavano il loro lavoro.
Oggi, vista la mancata efficienza del servizio da almeno due settimane, siete costretti a recarvi presso l’ufficio postale a ritirare la vostra corrispondenza. Spesso trovate un efficiente personale, che capisce il disservizio e si mette a disposizione per cercare mettere una pezza ai disagi creati dall’Ente, ma non per questo non cerca di minimizzare – di fronte al vostro disappunto – il fatto che vi ritroviate a ritirare della posta con dentro utenze da pagare già scadute, che sarete costretti a pagare con la mora.

Ma l’azienda non si crea nessun problema, anzi dichiara che il modello “Posta” è in una fase evolutiva. Proprio così, per carenza di personale, il mondo delle poste è in una fase evolutiva. E voi per questo non ricevete più la posta come avveniva anni fa. Ricapitolando, il mondo delle poste e, in questo particolare momento, anche il vostro recapito stanno vivendo una fase “evolutiva”. La riorganizzazione, influenzata pesantemente da un presunto esubero di 10.700 unità, prevede una riduzione del personale usando strumenti quali il fondo di solidarietà, gli esodi incentivati, la ricollocazione verso gli sportelli. Nel contempo si aumenteranno i carichi di lavoro per i restanti e sarà creato un nuovo prodotto… il portalettere Asi.
Il “postino telematico“ (cito testualmente il verbale di accordo del 27 luglio) prende forma. Prende forma ma solo concettualmente, perché – a quanto sembra – risulta difficile reperire il personale interno disposto volontariamente ad interpretare un ruolo così dinamico. Dinamico perché l’Asi dovrà lavorare tutti i pomeriggi (dal lunedì al venerdì). Dinamico perché l’Asi dovrà lavorare il sabato mattina e – cosa fondamentale –  il dinamico portalettere dovrà essere bravo nel vendere. Avete capito bene: bravo nel vendere! Cosa? I tanti prodotti offerti nel catalogo delle poste, ad esempio. Il dinamico portalettere Asi avrà un rapporto molto più stretto con la “sua” clientela e avrà un rapporto molto più “hard” con il suo palmare. E come hanno pensato i creativi dirigenti di incentivare questa nuova figura? Con lo stesso sistema che si usa nei supermercati, cioè il sistema a punti. Vendi questo, e… oplà, un punto qua. Vendi quello, ed eccoti due punti là! E tra una vendita e l’altra il portalettere Asi vedrà, nella sua ben misera busta paga, l’ennesimo obolo aziendale. C’è da dire, però, che i primi 39 punti racimolati dal dinamico portalettere Asi sono a zero euro. Quindi l’Asi, dopo aver contribuito con le consegne e le vendite a rendere reale l’ insana ma creativa idea dell’ azienda, non troverà nulla nello stipendio se non riuscirà a raggiungere il punto numero 40. Fosse così, saremmo di fronte all’ennesimo tentativo di levare quel poco di dignità rimasta ai lavoratori. A voi l’ardua sentenza.


20 dicembre 2013


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