I reperti archeoligici della provincia di Vibo

Il sindaco di Tropea Rodolico scrive una lettera alle autorità competenti

Una lettera mirante a tutelare gli interessi legittimi delle Comunità nei cui territori il materiale è stato rinvenuto

Giuseppe Rodolico Sindaco di Tropea - foto Libertino
Giuseppe Rodolico Sindaco di Tropea – foto Libertino

On.
Dario FRANCESCHINI
Ministro dei Beni e delle Attività
Culturali e del Turismo

Dott.
Gino FAMIGLIETTI
Direttore Generale Archeologia

 

 

Oggetto: reperti archeologici;

La Gazzetta del Sud nei giorni 9 e 10 dicembre del 2015, con due ampi articoli allocati nella pagina della Provincia di Vibo Valentia, ha sollevato il problema della ricchezza archeologica di Vibo e della sua Provincia anche in funzione della sua fruizione da parte del turismo culturale.
Tale prospettiva rappresenta per la città di Tropea, polo turistico di eccellenza nel territorio, una straordinaria opportunità ed una occasione per inserirsi in quei circuiti delle nuove forme di turismo che sempre di più si vanno affermando: da quello culturale tout court, a quello della terza età, a quello crocieristico e così via.
E’ di tutta evidenza che l’ampliamento della offerta turistica con l’utilizzazione del patrimonio storico-artistico di cui il Vibonese è ricchissimo, con le sue testimonianze risalenti ai primi insediamenti umani in Calabria, per essere stato grande protagonista nel periodo storico magno-greco e romano, con una significativa importanza anche nel periodo normanno-federiciano e nell’età moderna è un obiettivo a cui è ineludibile rapportarsi in quanto rappresenta per questo territorio la maggiore possibilità di cambiamento in positivo.
Il giornalista Antonio Fortuna nei suoi articoli non solo solleva in maniera intelligente e condivisibile il problema ma evidenzia alcune emergenze nascenti dalla gestione per il passato della politica archeologica sul territorio una risorsa a cui non si può rinunciare.
In questa ottica assume devastante rilevanza quanto viene poi annotato relativamente all’esistenza nei magazzini del Museo V. Capialbi di Vibo Valentia di un notevole patrimonio di reperti, frutto di decenni di scavi e di scoperte in tutto il territorio vibonese, che mai è stato utilizzato per il museo di Vibo e che non è mai stato consegnato ai territori, dove erano stati rinvenuti, che pure hanno musei adeguati e potevano gestire tale materiale per arricchire l’offerta culturale e che comunque hanno oggettivamente diritto a dire la loro sull’uso di questa importante testimonianza di storia locale.
Non solo questo scopriamo, e di ciò va dato merito alla Gazzetta del Sud ed al suo giornalista prof. Fortuna Antonio, ma soprattutto che una grande mole di materiale archeologico, catalogato e non catalogato, è stato trasferito inopinatamente dal museo di Vibo, al comune di Soriano, pur avendo tale materiale provenienza da località di moltissimi Comuni della Provincia: fra cui anche Tropea e Ricadi.
Trasferimento fatto con rapidità e senza intoppi burocratici, sorprendenti a fronte delle defaticanti e vessatorie condizioni che le sovraintendenze impongono ai cittadini ed agli enti locali.
La Dirigente Dott.ssa Iannelli giustifica questo fatto in base all’accordo di qualche anno fa con il Comune di Soriano, accordo genericamente citato e che non specifica né la data né i contraenti né tanto meno i motivi in base ai quali materiale di questi territori vibonesi vengono essere destinati ad un Comune, quello di Soriano, che non ha museo specifico per il materiale trasferito e che nulla a che fare con la quasi totalità dei reperti che gli vengono consegnati e che invece sono assai importanti per i territori da cui provengono.
Versione questa del detto accordo smentita da precedente dichiarazione della stessa dott.ssa Iannelli, riportato pure questo dalla stampa on-line.
Per quello che mi riguarda, quale sindaco della Città di Tropea, considero veramente incredibile che reperti archeologici che si appartengono al territorio di Tropea-Ricadi, in particolare penso a quello delle necropoli alto-medioevali di Santa Domenica di Ricadi, siano stati mandati a Soriano quando a Tropea è operativo, funzionante ed assai visitato ed apprezzato da migliaia di turisti, un pregevole museo che nasce dalla passione civile di chi lo ha costituito e di giovani che in termini volontari prestano la loro opera e che è dotato di una sezione archeologica di materiale locale predisposto con la stessa Direttrice di Vibo Valentia inaugurata appena l’anno scorso. Museo assai importante per Tropea che va arricchito e non spogliato di possibili acquisizioni. Va anche ricordato che lo stesso comune di Ricadi custodisce del materiale ritrovato in quel territorio e si sta attrezzando di un museo per tale scopo.
E’ interesse straordinario di questo Comune che tutto questo materiale collegato a Tropea venga restituito alla città che ha, per come detto, un museo operativo e una sezione archeologica già funzionante in grado di custodire e mettere in mostra con tutte le garanzie di legge queste testimonianze della storia tropeana.
A fronte di ciò non si capisce perché tale materiale sia stato custodito per tanti anni nel museo di Vibo Valentia senza alcuna utilizzazione e valorizzazione e perchè venga oggi trasferito a Soriano alla cui storia i reperti non appartengono se non in minimissima parte.
Si chiede pertanto un intervento di codesto Ministero ed alle Direzioni a cui è indirizzata questa lettera mirante a tutelare gli interessi legittimi delle Comunità nei cui territori il materiale è stato rinvenuto con la preliminare immediata revoca del provvedimento di affido fatto dalla ex direttrice dott.ssa Iannelli al Comune di Soriano
Per tutto quanto sopra si chiede formale incontro anche per discutere le modalità di utilizzo del materiale di cui si discute.
Con osservanza.

Dott. Giuseppe Rodolico Sindaco di Tropea

Condividi l'articolo