Il Bersagliere tropeano Francesco Russo

Uno dei tre “ragazzi del ‘54” ancora in vita

L’unico calabrese della spedizione presente al raduno nazionale del 16 maggio

Il tropeano Francesco Russo, unico calabrese della spedizione
Questa storia ha inizio lontano nel tempo. Alla fine della seconda guerra mondiale, a seguito degli accordi di pace di Parigi, gran parte del territorio della Venezia Giulia con Gorizia e Monfalcone vennero affidate all’Italia, mentre l’Istria e la rimanente parte della regione Giulia, assegnate alla Jugoslavia di Tito.
Trieste si ritrovò sotto l’egida dell’ONU, dove fu istituita l’Allied Military Govemment-Free Territory of Triest (il territorio libero di Trieste) con un governo militare alleato. Nel 1953, a seguito di manifestazioni, disordini, moti rivoluzionari e scioperi, inneggianti l’annessione di Trieste all’Italia, la protesta degenerò nel sangue per mano Inglese.
Questi episodi indussero gli alleati a risolvere la questione tanto che, nell’Ottobre del ’54 a Londra, gli Stati Uniti, l’Italia e il Regno Unito, con a latere la Jugoslavia ormai dipendente dall’occidente, sottoscrivevano un Protocollo d’intesa secondo cui il Territorio Libero di Trieste veniva spartito in due zone, assegnate rispettivamente all’Italia, con la città di Trieste, ed alla Jugoslavia che nel frattempo era riuscita ad ottenere qualche chilometro in più di territorio.
Il 26 Ottobre del 1954 le truppe italiane entrano finalmente a Trieste; qui, inizia la nostra storia: tra gli ottantuno Bersaglieri che portarono il Tricolore in città c’era il tropeano Francesco Russo, unico calabrese della spedizione.
Il ministro Ignazio La Russa con il tropeano Francesco Russo e la moglie
Francesco, Ciccio come si vuol far chiamare, entra a Trieste fiero per quel che sta facendo, onorato oggi, come ieri, di aver ridato Trieste all’Italia e l’Italia ai triestini. Ciccio Russo, oggi ottantenne, da Tropea si sposta volentieri due volte l’anno, accompagnato dalla moglie, per partecipare ai raduni dei Bersaglieri ed alle manifestazioni organizzate dalla sezione triestina “Enrico Toti” di cui con immenso orgoglio fa parte.
Ciccio era presente anche all’ultimo raduno nazionale del 16 maggio a Milano, invitato personalmente dal Presidente nazionale, Generale del Corpo d’Armata, Benito Cochesci, come uno dei tre “ragazzi del ‘54” ancora in vita. Ciccio Russo è diventato negli anni il punto di riferimento della sezione Bersaglieri di Trieste, insieme ad un suo caro amico compagno del cinquantaquattro, il Generale di Brigata Antonio Bianchi.
Intervenendo ad una manifestazione a Verdello in provincia di Bergamo, ospite con la sezione di Trieste, ha voluto salutare con queste parole: . Ciccio oggi si gode la sua meritata pensione, la bella famiglia, i figli ed i nipoti, mostrando con soddisfazione gli attestati di riconoscimento e le foto con personalità istituzionali, appese alle pareti del negozio che ancora oggi gestisce con il figlio, con un pizzico di rammarico nel pensare che, nel suo paese, in pochi conoscono la sua storia.  

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Caterina Sorbilli
Caterina Sorbilli

Docente nelle scuole del I ciclo, collaboratrice storica di Tropeaedintorni.it, è giornalista pubblicista iscritta all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria nell’elenco pubblicisti.