Il buon tempo si vede dal mattino

Riceviamo e pubblichiamo

“Il management dell’Asp 8 che ha ritenuto di stilare l’Atto Aziendale assieme a pochi intimi”

Antonio Piserà, Referente Provinciale di Vibo Valentia - foto Stroe
Antonio Piserà, Referente Provinciale di Vibo Valentia – foto Stroe
Se è vero che il buon tempo si vede dal mattino, è altrettanto vero che la speranza,benchè sia l’ultima a morire,di un risanamento della sanità in questo territorio per decenni martoriato da improvvisati “timonieri” diventa mera utopia, un miraggio che può sedurre ed illudere solo gli sprovveduti o gli ottimisti più disincantati.
E’ la riflessione più ovvia che il cittadino può fare di fronte alle notizie di stampa relative alla stesura del nuovo Atto Aziendale. L’iniziativa assunta dal management dell’Asp 8 che ha ritenuto di stilare l’Atto Aziendale assieme a pochi intimi non ci sembra, però, possa configurarsi sotto il profilo del merito e del metodo come un obiettivo teso a incrementare l’assistenza sanitaria e, quindi, la tutela della salute qualitativamente appropriata dei cittadini. Tant’è che i fatti parlano da soli.
Nel momento in cui importanti avvenimenti, come la stesura dell’Atto Aziendale, vengono a caratterizzare la politica sanitaria vibonese sia quella ospedaliera che extraospedaliera, da parte dei sindaci della provincia e in modo particolare da quello del capoluogo, Elio Costa, deputato per legge a convocare la Conferenza dei sindaci, si registra un silenzio tombale che non giova certo alla sanità e ai cittadini utenti, che denota una apatia e un’indolenza di fronte ad eventi così importanti oltre ad essere indice di scarsa responsabilità.Proprio per questo è lecito e doveroso chiedersi: perché nel redigere l’Atto si è voluto restringere la cerchia ad una ristretta “aristocrazia” che su temi di interessi fondamentali non ha certo l’esclusività della conoscenza? Perché a questi personaggi si è voluto conferire la patente di unici depositari delle capacità, dell’autorevolezza e della conoscenza specifica? Perché non vi è stato un dibattito approfondito con tutte le componenti che governano la sanità, in modo particolare con i sindaci, entro cui incanalare entro i limiti della decenza e della obiettività i complessi problemi della sanità del territorio la cui pregnanza e serietà avrebbe dovuto escludere ogni forma di autoreferenzialità o, peggio, di strumentalizzazione politica? Atteso che l’Atto Aziendale dovrà essere patrimonio di tutti, perché non sono state cointeressate e coinvolte nel processo di ristrutturazione e di razionalizzazione anche le libere forze sociali,sindacali,associazionistiche, in grado senza dubbio di contribuire fattivamente alla ricerca di soluzioni dei tanti problemi che affliggono la sanità e di fornire contributi,suggerimenti a chi istituzionalmente è preposto a guidare e gestire l’Asl 8.
A tutt’oggi nessuno è in grado di sapere se l’Atto Aziendale rifletta le reali problematiche sanitarie ospedaliere e territoriali,se,in sostanza,porterà quel salto di qualità dei servizi ai cittadini,se il risanamento è solo un miraggio e uno specchietto per le allodole da illudere solo gli sprovveduti,oppure un atto concreto da sperare che per il futuro nella sanità saranno possibili grandi interventi innovativi, tali da renderla altamente competitiva.
Da quanto è trapelato l’Atto Aziendale, propedeutico al PSR (Piano Sanitario Regionale), sta per essere trasmesso al Commissario regionale Scura senza il parere (obbligatorio) dei sindaci,dei sindacati, delle forze politiche e del volontariato che,se responsabilizzati,avrebbero potuto apportare suggerimenti e correzioni alla definizione del nuovo strumento organizzativo e gestionale.
La quasi segretazione dell’Atto Aziendale e il mutismo attorno ad esso sono di fatto atti illiberali e contrari ad ogni criterio di trasparenza che è il principio basilare di ogni regola democratica. A tutt’oggi, inoltre, non è dato nemmeno sapere se vi sarà un solo distretto, anzicchè tre, se verrà mantenuta la pletora di strutture semplici o complesse a livello amministrativo, se verranno abolite in tutto o in parte le postazioni di continuità assistenziale (guardie mediche), se le strutture periferiche (Tropea-Soriano-Serra) avranno dignità di ospedali oppure verranno convertite o declassate a semplici strutture poliambulatoriali, se verranno attuati i LEA (livelli essenziali di assistenza), già istituiti per legge, in maniera omogenea,in particolare nelle aree di assistenza territoriale domiciliare,l’erogazione delle prestazioni in tempi appropriati alle necessità delle cure,la tutela della salute mentale,della salute di anziani e disabili,dei tossicodipendenti, della sanità veterinaria, della sicurezza nei luoghi del lavoro.
Si è preferito invece la segretazione per cui siamo tutti costretti ad accogliere l’importante strumento organizzativo a scatola chiusa. Pertanto prima che venga trasmesso per essere approvato dalla Giunta regionale sarebbe quantomai opportuno che il sindaco Costa convocasse la Conferenza dei sindaci al fine di pervenire attraverso un dibattito appropriato con tutte le componenti che governano la sanità alla determinazione di obbiettivi chiari che possano tradursi in risultati visibili.
La speranza è che,diversamente da quanto avvenuto in passato,il sindaco di Vibo, questa volta, data l’importanza dell’evento, non sia riluttante a convocare i suoi colleghi.
Forse non è chiaro, i sindaci per legge sono il punto di riferimento centrale per l’organizzazione sanitaria aziendale,sia nella fase di progettazione che in quella di erogazione dei servizi. La Conferenza dei sindaci, difatti,contribuisce a definire le linee di indirizzo per l’impostazione programmatica delle Aziende, esamina il bilancio pluriennale e il bilancio di esercizio, verifica l’andamento generale dell’attività, contribuisce alla definizione dei piani programmatici.
Stante tutto ciò, sindaco COSTA se c’è batta un colpo!!!

Referente Provinciale “Noi con Salvini”
Antonio Piserà

Condividi l'articolo