Il cardinale e il suo carceriere

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Il cardinale e il suo carceriere.

All’indomani del recente Concistoro dei cardinali eletti, il neo cardinale di Etiopia ha raccontato la sua esperienza in prigione durante la dittatura di Menghistu, sette mesi di carcere nel 1980, quando era un giovane sacerdote. Alcuni anni dopo la fine della dittatura, Souraphiel andò a incontrare l’uomo che lo aveva condannato senza vere accuse, né processo e lo perdonò.

Il 66enne neocardinale Berhaneyesus Demerew Souraphiel, dal 1999 arcieparca di Addis Abeba, ha confidato la propria emozione per l’inaspettata nomina cardinalizia ed ha raccontato come sia stato vittima del regime filocomunista ed anticlericale di Menghistu Hailè Mariàm. Ecco come ha raccontato la sua storia.
“In prigione rimasi sette mesi, fu davvero terribile ma grazie a Dio ne sono uscito vivo. I tribunali di questo regime comunista, come molte dittature, potevano condannarti anche alla fucilazione, senza alcun processo e senza alcun diritto alla difesa, e ciò avveniva con molta facilità…
Perdonare è sempre difficile ma chiunque si definisca cristiano deve essere il primo a farlo. Del resto lo diciamo ogni giorno nel Padre nostro: “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Anche in famiglia il perdono è essenziale. Il perdono è fondamentale nella nostra convivenza, è una grazia del Signore.
Per me non è stato facile riconciliarmi con chi mi ha fatto del male, comunque, molti anni dopo la mia prigionia, sono andato a trovare la persona che mi mise in carcere, quando lui, a sua volta, finì in carcere per i crimini commessi durante la dittatura. Lo andai a cercare e lui rimase molto commosso per la mia visita, quindi mi chiese perdono: io gli risposi che lo avevo perdonato già molti anni prima. È quello che dovremmo fare tutti con i nostri persecutori. Noi cristiani dovremmo essere i primi a chiedere perdono e a perdonare: penso a quello che fece San Giovanni Paolo II con l’uomo che attentò alla sua vita”.
(fonte: Zenit.org 16 Febbraio 2015)

Per conoscere.
L’Etiopia è “un paese cristiano sin dall’antichità”, dove il patrimonio più prezioso è sempre stata la fede, nonostante il cristianesimo a maggioranza copto-ortodosso, ma sono numerosi anche i fedeli alla Chiesa di Roma. L’Etiopia è l’unico paese che ha conservato la sua fede, nonostante le tante sfide che hanno coinvolto l’area del Corno d’Africa e, dopo la Russia, è il paese con il maggior numero di cristiani al mondo.

Il neocardinale Berhaneyesus Demerew Souraphielsette ha subito mesi di carcere nel 1980, quando era giovane sacerdote. vittima del regime filocomunista ed anticlericale di Menghistu. Alcuni anni dopo la fine della dittatura, Souraphiel andò a incontrare l’uomo che lo aveva condannato senza vere accuse, né processo e lo perdonò.
Il neocardinale Berhaneyesus Demerew Souraphielsette ha subito mesi di carcere nel 1980, quando era giovane sacerdote. vittima del regime filocomunista ed anticlericale di Menghistu. Alcuni anni dopo la fine della dittatura, Souraphiel andò a incontrare l’uomo che lo aveva condannato senza vere accuse, né processo e lo perdonò.
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