“Il caso del porto di Tropea”

Le dichiarazioni del Sindaco di Tropea Adolfo Repice

“Oggi il Consiglio di Stato ha revocato la decisione di sospensiva adottata”

Il Sindaco di Tropea, Adolfo Repice - foto Libertino
Il Sindaco di Tropea, Adolfo Repice - foto Libertino

Le dichiarazioni rilasciate dal consigliere provinciale Nino Macrì mi sconcertano, in quanto superano nettamente il limite dell’opposizione politica.
È inammissibile e gravissimo che un consigliere provinciale, eletto con i voti dei Tropeani, invece di sostenere un’azione amministrativa finalizzata esclusivamente al perseguimento dell’interesse pubblico, commenti quotidianamente tutti i passaggi della vicenda giudiziaria in corso (dei quali è sempre tempestivamente informato), prendendo pubblicamente le parti della società medesima e del presidente La Torre, e osannandone l’operato.
In Italia esistono molti porti che funzionano come quello di Tropea e anche molto meglio, ma che al contrario di quanto avviene a Tropea, apportano vantaggi economici considerevoli ai comuni che li ospitano.
Il caso del porto di Tropea è tanto eclatante da essere unico in Italia; e dunque non si comprende per quale ragione l’Amministrazione Comunale avrebbe dovuto rinnovare alla Società Porto una concessione scaduta, così avallando e prorogando nel tempo gli effetti disastrosi della sciagurata decisione presa nel 2001, a totale discapito dell’interesse collettivo.
Prendo quindi definitivamente atto che Macrì, come anche il consigliere di minoranza Vallone, ritengano giusto che gli azionisti della società ed il suo presidente La Torre si siano arricchiti alle spalle del comune e che auspichino che ciò avvenga anche in futuro; ciò mi indigna da cittadino, prima ancora che da sindaco e mi induce a chiedermi il perché dei rappresentanti politici abbiano tanto a cuore gli interessi di una società privata e contro l’interesse della loro Città.
Oggi il Consiglio di Stato ha revocato la decisione di sospensiva adottata, inaudita altera parte, nella giornata di ieri. Il provvedimento perché sono risultate determinanti le produzioni documentali degli Avvocati Morcavallo del Foro di Cosenza ed Assisi del Foro di Vibo.

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