Il degrado ambientale di Tropea

C.S. dell’Assessore alle Politiche Sociali Dott. Rosalia Rotolo

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni sulla “capitale del turismo calabrese”

L’Assessore alle Politiche Sociali                                                                         Dott. Rosalia Rotolo - foto Libertino
L’Assessore alle Politiche Sociali Dott. Rosalia Rotolo – foto Libertino
Si discute spesso di degrado ambientale con particolare riferimento all’inquinamento dell’aria, dei fiumi, dei laghi, del mare. Fenomeni questi diffusi un po’ ovunque e che nelle regioni meridionali vedono aggiungersi il degrado dovuto all’improprio smaltimento dei rifiuti solidi urbani abbandonati indiscriminatamente dappertutto. Se poi aggiungiamo che nei paesi europei economicamente più arretrati, come il nostro sud, le preoccupazioni ambientali sono poste in secondo piano dalle pubbliche amministrazioni e gli interventi di salvaguardia sono rarissimi se non inesistenti ed addirittura avversati, il quadro è veramente desolante.
In questi ultimi quattro mesi di amministrazione a Tropea notevoli sono stati gli sforzi dell’Assessore all’Ambiente Dott. Tropeano perché passasse nella cittadinanza e nella pubblica opinione la necessità irrinunciabile della raccolta differenziata, anche se non sempre all’immane impegno è venuta una risposta convincente. Tuttavia il processo educativo è partito e siamo fiduciosi che crescerà nel tempo la risposta adeguata allo sforzo profuso.
Accanto al degrado ambientale c’è però da non dimenticare un fattore di concausa che è il degrado sociale. Tutti i parametri europei dimostrano che i territori in stato di abbandono e rovina son o quelli più interessati al degrado ambientale. Sono quelli del sottosviluppo caratterizzati da povertà, da mancanza di lavoro ed emarginazione.
Alcune zone della nostra Tropea soffrono e sono prive di adeguate infrastrutture (strade, marciapiedi, fognature, parchi, eliminazione delle barriere architettoniche, servizi per i disabili), per non parlare delle condizioni delle scuole. Le stesse abitazioni spesso sono degradate a causa della mancanza di lavori di manutenzione. Queste situazioni hanno creato anche nella nostra cittadina che si fregia a ben ragione del titolo di “capitale del turismo calabrese” situazioni di profondo disagio sociale ed in qualche caso di miseria, con la conseguente diffusione di comportamenti illegali, abbandoni scolastici e disoccupazione.
Se Tropea vuole migliorare la sua immagine deve costruirsi una realtà sociale diversa. Il nostro vero brand sarà quello di un messaggio che universalmente racconta e dice che qui da noi si vive e si sta bene. Costruire un processo socialmente solidale della realtà turistica significa avere un riscontro eticamente e socialmente equo nei riguardi dei soggetti locali più deboli.
Queste motivazioni inducono a sostenere, nel rispetto assoluto dei dettati della legge, che una quota pur minima derivante della ricchezza proveniente dal turismo sia destinata opportunamente, coscientemente e convincentemente al sociale.
Vorrei augurarmi ed augurarvi di essere ascoltata.

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