Il depuratore Argani resterà fermo

Mancano 70mila euro per revisionarlo

L’impianto ultimato 7 anni fa non è a norma. Occorre realizzare una nuova cabina elettrica. Il Prefetto chiederà alla Regione i finanziamenti necessari per l’ammodernamento.

“Senza soldi non se ne canta messa”, non poteva che esordire così il sindaco di Tropea, Antonio Euticchio, di fronte ai dati di fatto. E i reali fatti dicono che anche quest’anno il depuratore Argani non sarà messo in funzione. Servono ben 70mila euro per la revisione e per l’acquisto di macchine, ormai, non più a norma. Della questione è stata investita la prefettura. Da un recente incontro, dove hanno preso parte il sindaco di Tropea, Antonio Euticchio, e il sindaco di Ricadi, Domenico Laria, il prefetto Ennio Sodano, informato delle reali condizioni, ha deciso di seguire personalmente la vicenda presso la Regione per ottenere il finanziamento necessario. I dubbi, quindi, diventano realtà. Finalmente gli enti coinvolti, Comuni, Regione e Ato, se ne sono accorti e, soprattutto, sono pronti a dichiararlo ufficialmente. Perchè è naturale che un impianto fermo da sette anni non poteva di colpo funzionare, solo perchè era necessario dire che ci si sta impegnando come ogni anno ad inizio stagione estiva. La struttura è vecchia, usurata dal tempo e, cosa ancor più grave, alcune parti dovranno essere sostituite, perchè non più conformi alla nuova normativa comunitaria vigente. Il tempo è tiranno si potrebbe pensare, perchè, mentre l’impianto era fermo, sono state approvate norme sull’impiantistica a cui, ovviamente, non può corrispondere una struttura costruita 7 anni fa. Si scopre, così, che il quadro elettrico, installato nel 2000, non è a norma, dato che l’attuale legge comunitaria in materia è vigente dal 2006. Quindi, bisogna comprare una nuova cabina elettrica del valore di 25mila euro. E i soldi per l’acquisto, ovviamente, non ci sono. Ma le spese necessarie non finiscono qui. Finalmente ci si è accorti che, dopo sette anni di fermo, probabilmente l’intera struttura è in tilt. Per la sua messa in funzione è fondamentale un controllo elettromeccanico del valore economico di oltre 25mila euro. Altri soldi, quindi, che, insieme ai primi, non ci sono. Casse vuote sia per il Comune di Tropea che per quello di Ricadi, che dichiarano, in coro, di non potere supportare una spesa del valore compreso tra 50 e 70mila euro. E la storia si ripete. Perchè è chiaro il dietro front di conclusione lavori, annunciato, invece, per il 28 maggio. In queste condizioni i due comuni interessati si rifiutano di accettare la consegna, da parte della Regione, di un impianto non funzionante. Quindi, in quella data, ci sarà solo una delle tante riunioni operative tra Comune di Tropea, quello di Ricadi, il delegato del Commissario regionale all’ambiente e la ditta esecutrice dei lavori. Si dovrà, un’altra volta, fare il punto della situazione e stabilire, per sommi capi, l’entità di spesa per l’adeguamento e la revisione dell’intera struttura. E i tempi, ovviamente, è un’utopia chiederli. “Potrei dire – dichiara il sindaco Antonio Euticchio – a breve scadenza, dato che abbiamo il pieno sostegno del Prefetto Sodano. Ma la realtà è che i tempi saranno scanditi prima dal finanziamento, che speriamo di ottenere, e successivamente dai lavori da fare”. In poche parole, quindi, per la depurazione nulla è cambiato. Anzi è sempre la solita storia in cui ogni volta si ricomincia tutto da capo. Del resto, questa strana forma di miracolo e d’interesse, puntualmente, viene rifilata, ogni anno, ad inizio stagione estiva, quasi per dire che ci si sta attivando, contro una sorte, però, ormai da decenni avversa.

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