Il discorso integrale del deputato Dalila Nesci

La nostra terra non sarà più governata da mercanti

Cinquemila persone all’iniziativa pubblica di ieri del Movimento 5 stelle

Dalila Nesci Cittadina 5 stelle - Commissione di Vigilanza Rai – foto Libertino
Dalila Nesci Cittadina 5 stelle – Commissione di Vigilanza Rai – foto Libertino
Di seguito il discorso integrale del deputato Dalila Nesci, all’iniziativa pubblica di ieri, «Sanità: in Calabria i cittadino decidono», cui ha partecipato anche il vicepresidente della Camera dei Deputati, Luigi Di Maio, e alla quale erano presenti – secondo la Questura – cinquemila persone.


Eccoci qui. Vi dico subito che vogliamo prendere anche la Calabria. Questo è un impegno.
La nostra terra non sarà più governata da mercanti alla Mario Oliverio, conosciuto come «Pallapalla», che dice una cosa e ne fa un’altra; che sbandiera discontinuità e poi conserva la poltrona a De Gaetano; che firma protocolli di legalità e poi tace sugli appalti dei nuovi ospedali; che si proclama giusto e poi nomina commissari abusivi; che parla di fondi europei e poi ne perde milioni; che promette di recuperare la Fondazione Campanella e poi rifiuta di agire; che afferma di lottare per la sanità e poi non impugna nemmeno un atto dei commissari Scura e Urbani.
Dopo la vittoria schiacciante a Roma e Torino, non possiamo più fermarci.
Pensate alla faccia di «Pallapalla», che si tinge di rosso vergogna se gli dici la verità. Pensate, invece, al volto luminoso di Virginia Raggi e Chiara Appendino, donne che hanno forza, determinazione, buon ascolto e voglia di cambiare.
Il confronto non regge: noi siamo diversi da loro, che fanno affari, mentono e riciclano. Volentieri gli abbiamo regalato Barbanti e Molinari, perché stare in 5 stelle significa essere coerenti, umili e lavorare ogni giorno per il futuro della comunità.
La Calabria è la regione italiana più colpita, devastata, tradita. La ‘ndrangheta di palazzo vive sulle nostre spalle e porta fame, bruttezza, emigrazione, deserto.
Ogni giorno partono centinaia di bus; schiere di persone vanno via, a Roma, a Bologna, a Milano e all’estero. Sono studenti e lavoratori che non tornano. Così perdiamo intelligenze, risorse e servizi pubblici, la cui sopravvivenza dipende dai numeri, nell’attuale sistema di violenza capitalistica.
In Calabria non c’è lavoro, questo è il dramma principale. La politica impone dipendenza tramite misure clientelari, il controllo dei voti e la cappa che tutti conosciamo. Siamo rimasti indietro per colpa di una politica cieca, muta e sorda, oggi rappresentata dal raìs Oliverio, al potere da 40 anni e tra i primi responsabili dell’emigrazione di giovani e famiglie. Oliverio, i suoi amici Gentile e il governo nazionale di Boschi, loschi e banchieri hanno rubato il futuro delle nuove generazioni, togliendo a molti calabresi la speranza e la voglia di sognare.
Oliverio è identificato dal suo soprannome, «Pallapalla». È un politico bugiardo, teatrale e pericoloso.
Agli inizi «Pallapalla» portava la barba lunga e professava un comunismo estremo. Guardatelo oggi, sdraiato davanti a Renzi e pronto a sponsorizzare il «sì» alla riforma costituzionale dettata dai Draghi della finanza. Gaber direbbe di questi politici che «a guardarli fanno schifo».
E non cambia a sentirli. La corte di Oliverio l’ha paragonato addirittura a un filosofo dell’antica Grecia. Immaginate un simposio con Platone e «Pallapalla», che gli racconta del mito delle officine della Provincia, in cui amici e parenti portano le macchine ad aggiustare a spese dei cittadini. Oppure «Pallapalla» che disserta del terzo escluso con Aristotele, Iacucci e Pignanelli, mentre all’Avvocatura regionale appoggiano la rete ospedaliera di Scura e Urbani.
Se potessimo soltanto scherzare, sarebbe mezza pena. Purtroppo questi soggetti ci hanno consegnato un futuro nero, un sistema pubblico devastato e inefficiente, un territorio inquinato in ogni senso e un servizio sanitario da terzo mondo: pessimo e morente, che mortifica medici, infermieri, oss e soprattutto pazienti. L’obiettivo dei Pallapalla’s è uno soltanto: stare al comando a ogni costo, anche smentendosi e vendendosi.
Oggi noi partiamo con la raccolta firme per presentare in Consiglio regionale una proposta di legge concreta, tesa a gestire in modo utile il personale, a ridurre i direttori generali e a migliorare i servizi. Mentre il Consiglio regionale pensa al cranio del brigante Vilella o alla dieta mediterranea, noi proviamo a cambiare il sistema e la mentalità collettiva con un’azione reale, che non pretende di risolvere tutto.
Il salto di qualità dobbiamo farlo insieme, intanto iniziando a non aver paura. Siamo un popolo, per cui dobbiamo imparare a conoscerci, a rispettarci e a volerci bene.
Essere del Movimento 5 stelle significa amare la Calabria, vuol dire riconoscere l’impegno, andare sino in fondo, studiare, approfondire, credere che l’onestà vinca sui metodi mafiosi della politica, l’oscuramento di regime, le falsità e l’arrivismo.
Essere del Movimento 5 stelle significa fermare quell’emigrazione quotidiana che segna le famiglie, svuota i comuni e lascia l’aridità della cultura mafiosa.
Essere del Movimento 5 stelle significa ricucire lo strappo tra giovani e terza età, creare cooperazione, armonia, alleanza leale.
Essere del Movimento 5 stelle significa difendere l’orgoglio di appartenere alla Calabria, la memoria, la storia, la cultura, la natura, l’ambiente, la coscienza. Vuol dire battersi per un interesse superiore, che tocca il futuro delle nostre generazioni, dei nostri figli, dei nostri sforzi.
Essere del Movimento 5 stelle significa lottare a ogni costo contro l’illegalità dilagante, contro la gestione mafiosa della pubblica amministrazione in Calabria, contro i ricatti dei poteri che hanno spremuto le risorse pubbliche e prodotto orrore, rovine, cimiteri.
Essere del Movimento 5 stelle significa restituire salute e speranza nelle case, abituare i giovani a pretendere i diritti, abituarli a non sottomettersi, a non subire.
Essere del Movimento 5 stelle significa seppellire la droga dell’individualismo contemporaneo, del protagonismo, dell’incomunicabilità, dell’invidia e del pettegolezzo, delle insinuazioni divertite, dell’arroganza e della litigiosità.
Essere del Movimento 5 stelle significa pensare in grande e sempre in termini collettivi; vuol dire ridare dignità al popolo calabrese e trasmettere alla generazione di mezzo che l’opportunismo non paga, che si può vivere meglio nella libertà e che la Calabria è da ricostruire nel tempo, con fiducia e condivisione.
Essere del Movimento 5 stelle significa contribuire alla giustizia sostanziale, sposare la verità, vivere con un senso profondo dei luoghi, degli altri, del bene comune.
Essere del Movimento 5 stelle vuol dire, infine, sporcarsi le mani nella fatica più sana, ma senza vantarsi, celebrarsi, esaltarsi. Vuol dire costruire insieme una Calabria pulita, bella e solidale, che abbia coscienza delle sue ricchezze, che scommetta nei giovani, che curi gli anziani, il patrimonio e il valore della vita.

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Salvatore Libertino
Salvatore Libertino
Fotoreporter, editore e proprietario della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista pubblicista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria nell'elenco pubblicisti.