Il lebbroso guarito

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

046a-LebbrosoIl lebbroso guarito.

La storia di oggi la prendiamo dal vangelo di questa domenica. Gesù guarisce un lebbroso, sottraendolo così all’isolamento assoluto e mandandolo dal sacerdote perché possa essere reintegrato nella società. Forse i miracoli non siamo ancora in grado… di compierli; ma i gesti di accoglienza e di solidarietà sì: non esitiamo perciò a farli, come ha fatto San Damiano De Veuster, apostolo dei lebbrosi e poi morto anche lui lebbroso. Chi non lo ricorda nel commovente film “Molokai? “.

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte. (Vangelo di Marco 1,40-45).

Fare come Gesù.
Al tempo di Gesù, alcuni tipi di malattia, come la lebbra, non erano solo sofferenze di tipo fisico, ma avevano una forte ripercussione morale, perché il malato andava incontro all’emarginazione più assoluta dal vissuto sociale.
Erano malattie a volte contagiose, ma considerate conseguenza di gravi peccati e, quindi, l’uomo che ne era affetto, doveva essere escluso da qualsiasi tipo di relazione con la comunità.
Gesù, stendendo la mano e toccando il lebbroso, manifesta che Dio non toglie il suo sguardo da nessuno, nemmeno dal più grande peccatore; guarendolo, dimostra che niente è impossibile a Dio, quando trova l’uomo aperto alla sua grazia e al dono della sua misericordia.

I gesti di Papa Francesco continuano a sorprendere e non poco l'attenzione del mondo: i suoi abbracci ai più sfortunati e malati sono più eloquenti di mille parole.
I gesti di Papa Francesco continuano a sorprendere e non poco l’attenzione del mondo: i suoi abbracci ai più sfortunati e malati sono più eloquenti di mille parole.
Condividi l'articolo