Riceviamo e pubblichiamo

Il manifesto apparso per le vie cittadine

Le dieci domande a cui Gaetano Vallone non vuole rispondere

Adolfo Repice - foto Libertino
Adolfo Repice - foto Libertino

Cari Concittadini,
in seguito all’adozione del decreto n. 2 del di 11.8.2011, con cui – a spese della cittadinanza – venivano nuovamente nominati i rappresentanti (membri del CDA e revisori dei conti) del Comune di Tropea nella rediviva Società Porto di Tropea, il Gruppo consiliare Passione Tropea presentava una interpellanza ponendo delle chiare domande circa le future decisioni della maggioranza riguardo alla gestione del Porto di Tropea.

Come stabilito dall’art. 19 del Regolamento del Consiglio Comunale, “all’inizio di ogni seduta del Consiglio Comunale, dopo le eventuali comunicazioni del Sindaco, è possibile la trattazione delle di interpellanze”.

Il Sindaco avrebbe dovuto rispondere alla nostra interpellanza al Consiglio Comunale del 6.9.20011, ma si è trincerato dietro un imbarazzante ed al tempo stesso eloquente silenzio, rifiutando di offrire i doverosi chiarimenti alle nostre domande. Ancora una volta viene violato il regolamento comunale per evitare di fare chiarezza sul futuro della infrastruttura del Porto.

Non accetteremo alcun compromesso sul Porto di Tropea e vigileremo affinché non venga restituito alla “Società Porto di Tropea”, attraverso “ipotetiche” illegittime transazioni cui si è accennato nelle linee programmatiche della nuova amministrazione.

Gaetano Vallone, non può trincerarsi nelle mezze parole fino ad ora riferite – deve dire ai cittadini se sta dalla parte della Istituzione che rappresenta o con la Società Porto di Tropea.

Queste sono le dieci domande a cui Gaetano Vallone, dinanzi al Consiglio Comunale e alla cittadinanza di Tropea, non ha voluto rispondere:

1) Cosa deve intendersi per ragioni di opportunità che consigliano la sospensione della delibera di revoca dei rappresentati comunali in seno alla Società Porto di Tropea?
2) Quale attività deve essere demandata ai predetti rappresentati del Comune di Tropea, diversa dalla richiesta di messa in liquidazione della Società Porto di Tropea o dalla dismissione delle quote della citata società in possesso del Comune di Tropea, atteso che risulta vigente ed efficace la delibera consiliare n. 42 del 29.9.2010 e gli atti conseguenti alla stessa?
3) Il Comune di Tropea intende continuare a resistere nel giudizio promosso innanzi al TAR di Catanzaro dalla Società Porto di Tropea?
4) E’ intenzione della Amministrazione comunale di Tropea giungere ad una transazione del giudizio pendente dinanzi al TAR di Catanzaro che vede contrapposti il Comune di Tropea e la Società Porto di Tropea?
5) Sono esistenti interessi che legano il sindaco e/o componenti della maggioranza alla Società Porto di Tropea, attese le condotte mantenute in passato di tutela degli interessi privati della predetta società?
6) Per quali ragioni è stato richiesto un parere/consulenza in merito alla procedura di internalizzazione della gestione del Porto di Tropea, avendo il Comune già propri difensori impegnati nel giudizio promosso contro l’Ente da parte della Società Porto di Tropea, ed essendo noto il contenuto della consulenza tecnica già redatta dal Dott. Nardi?
7) Quale è, quindi, il contenuto dei quesiti posti nella richiesta di consulenza in merito alla procedura di internalizzazione della gestione del Porto di Tropea da parte della amministrazione Comunale di Tropea?
8) Il Comune di Tropea ha ricevuto, nel mese corrente di agosto, segnalazioni o note critiche circa disservizi presenti nella gestione dei servizi del Porto di Tropea?
9) Perché non ha voluto rispondere all’interpellanza presentata in merito a questi argomenti da parte del gruppo consiliare Passione Tropea?
10) La attuale maggioranza intende restituire alla Società Porto di Tropea la gestione del Porto di Tropea, privando la città della più grande infrastruttura insistente sul territorio?

per il gruppo consiliare Passione Tropea
Avv. Sandro D’Agostino

Condividi l'articolo