Il mese di maggio dedicato alla Madonna

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il mese di maggio
dedicato alla Madonna.

Dappertutto, nel mondo cattolico, il mese di maggio viene vissuto con una intensa devozione alla Madonna, per antica tradizione. Semplici fedeli, sapienti teologi e santi di ogni estrazione sociale hanno manifestato il loro amore alla Madonna in questo mese speciale, non solo per i fiori e la luce solare, ma anche per l’afflato spirituale che l’accompagna. E poi, i fioretti che ancora spuntano e fioriscono nel cuore dei devoti della Vergine Santa. giustamente, questo mese lo si può considerare come una opportunità per crescere nella fede e avvicinarsi di più a cristo attraverso Maria: Ad Jesum per Mariam... Ecco un breve excursus storico che può illuminare.

♦ Maggio ha affascinato anche i nostri antichi che vi festeggiavano il Calendimaggio, festa stagionale per l’arrivo della primavera passando per i riti romani dedicati alle dee che vegliavano sul mese dei fiori. Una premessa che permette di capire perché maggio fosse destinato alla Madonna, una volta tolti gli aspetti pagani.
♦ La storia del Mese mariano comincia infatti nel medioevo con il tentativo di cristianizzare le feste pagane in onore della natura in fiore, sulle quali regnava, la Regina o Sposa di Maggio. Evocando la Madonna, la creatura più alta, si potevano unire insieme i temi della Natura e della Santa Vergine.
Fin dal secolo XII i filosofi di Chartres avevano rielaborato il concetto di Natura, incarnandolo in un’allegoria che per molti aspetti, ricordava la Magna Mater. Ma Chartres non era soltanto una scuola filosofica illustre, era anche un grande santuario mariano. E così la Madre Natura andò sempre più assumendo i tratti della Vergine.
♦ Ma il primo ad associare esplicitamente la Madonna al mese di Maggio, fu Alfonso X il Saggio, Re di Castiglia e Léon (nel sec XIII) che la celebrava in Las Cantigas de Santa Maria:
Rosa delle rose, Fiore dei fiori,
Donna fra le donne, Unica signora,
Tu luce dei santi e dei cieli via.
In questa cantica dedicata alle feste di maggio, Alfonso X vedeva nella devozione a Maria, il modo per coronarle degnamente e santificarle nella gioia.
Anche il beato Enrico Suso di Costanza (secolo XIV), componeva Saluti con cui dedicava la primavera alla Vergine.

Un secolo dopo e precisamente nel 1677, il Noviziato di Fiesole, in una terra dove era vivissima la tradizione del Calendimaggio, fondò una specie di Confraternita detta “Comunella”: «Essendo giunte le feste di Maggio riferisce la cronaca dell’Archivio di San Domenico e sentendo noi il giorno avanti molti secolari che incominciavano a cantar maggio e far festa alle creature da loro amate, stabilimmo di volerlo cantare anche noi alla Santissima Vergine Maria…e che non era dovere che noi ci lasciassimo superare dai secolari».
♦ Si cominciò con il Calendimaggio, poi si aggiunsero le domeniche e infine tutti i giorni del mese. Si cantavano le litanie lauretane, si incoronava la statua della Vergine con rose e le si offriva alla fine del mese, un cuore d’argento. Sicché alla Regina della Primavera si contrapponeva la Regina del Cielo.
♦ Queste pratiche fiorirono in tutta la Penisola, dalla Chiesa di santa Chiara a Napoli, dove alla fine del secolo XVII si onorava ogni sera la Vergine coi canti e si impartiva la benedizione, a Mantova dove le domeniche e le feste del mese erano solennizzate da devozioni a Maria.

♦ La formalizzazione del mese di maggio è dovuta però al gesuita Dionisi con il suo Mese di Maria pubblicato nel 1725 a Verona, dove si suggerisce di compiere le pratiche devozionali anche in casa o nel luogo di lavoro, davanti a un altarino della Madonna, con preghiere (Rosario e Litanie), fioretti e giaculatorie, e con l’offerta alla fine del mese, del proprio cuore alla Madre di Dio.
A questo libretto ne seguirono molti altri fino all’Ottocento, quando il Mese mariano si era ormai diffuso in tutta l’Europa e nelle Americhe.
Un’ulteriore spinta alla sua pratica venne dalla definizione del Dogma dell’Immacolata Concezione nel 1854.

(fonte: Da Alfredo Cattabiani, Calendario (le Feste, i Miti, le Leggende, i Riti dell’Anno) , Milano, Rusconi 1994, pp. 224-25; sul web in lettereadioealluomo.com)

Papa Francesco (2013)
In questo mese di maggio vorrei richiamare l’importanza e la bellezza della preghiera del santo Rosario. Recitando l’Ave Maria, noi siamo condotti a contemplare i misteri di Gesù, a riflettere cioè sui momenti centrali della sua vita, perché, come per Maria e per san Giuseppe, Egli sia il centro dei nostri pensieri, delle nostre attenzioni e delle nostre azioni.
Sarebbe bello se, soprattutto in questo mese di maggio, si recitasse assieme in famiglia, con gli amici, in Parrocchia, il santo Rosario o qualche preghiera a Gesù e alla Vergine Maria! La preghiera fatta assieme è un momento prezioso per rendere ancora più salda la vita familiare, l’amicizia! Impariamo a pregare di più in famiglia e come famiglia!

Con la Chiesa
♦  Celebrare il mese di maggio pregando Maria, particolarmente attraverso la recita del Santo Rosario, significa rivolgersi a colei che più da vicino vive con il Signore e mentre a noi parla di Lui, a Lui parla di noi.
♦  La pia pratica della preghiera del Rosario è stata sempre amata dai santi e dai pontefici.
♦ S. Alfonso Maria de Liguori faceva dipendere la salvezza della sua anima da questa pratica.
♦ S. Pio da Pietrelcina recitava incessantemente il rosario.

Dappertutto, nel mondo cattolico, il mese di maggio viene vissuto con una intensa devozione alla Madonna, per antica tradizione. Semplici fedeli, sapienti teologi e santi di ogni estrazione sociale hanno manifestato il loro amore alla Madonna in questo mese speciale, non solo per i fiori e la luce solare, ma anche per l’afflato spirituale che l’accompagna. Ad Jesum per Mariam.
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