“Il mio cane l’ho chiamato Giò”

Avventura di amore per un animale

Chi rispetta gli animali rispetta maggiormente se stesso

Il mio cane Giò
Il mio cane Giò

“Il mio cane l’ho chiamato Giò”. Inizia così la mail di Simona, giovane e bella professionista di Milano, originaria di Tropea. E’ della sua avventura affettiva di amore per un animale che vuol raccontare con le sue parole, un affetto spontaneo e gratuito, regalo di questa estate tropeana fatta di incertezze e precarietà. Simona, restia dapprima a rendere pubblica questa storia forse per paura, in fondo, di dover rinunciare a questo nuovo amico, ha trovato la forza per “denunciare”, con la sua lettera, una tra le azioni più brutte che gli uomini possano fare, abbandonare gli animali domestici, spinta anche dalla storia giunta pochi giorni fa da Palermo con protagonista un altro cane abbandonato tra i rifiuti: “Il mio cane che ho chiamato Giò (in onore di mio papà Giovanni, perché trovato proprio il giorno del suo compleanno, il 14 agosto), l’ho visto in mezzo alla strada aggirarsi fra le auto di viale Tondo, a Tropea; era molto disorientato e spaventato. Mi sembrava strano per un cane avere quel comportamento; mi sono fermata perché temevo che potesse essere investito e come me altri passanti – scrive Simona- Ci siamo poi resi conto, viste le condizioni, che doveva essere stato abbandonato, ma nessuno lo aveva visto prima a Tropea, quindi chissà come ci era arrivato. Molto magro, aveva le zampe ferite per il troppo camminare, pieno di zecche e pulci, era terrorizzato. L’ho portato davanti casa con enorme difficoltà, aveva così paura da irrigidirsi e bloccarsi per la strada. Su consiglio di un veterinario ho chiamato i vigili, ma il suo destino sarebbe stato quello di finire nel canile di Santa Domenica, cosa che non mi sono sentita di fare, decidendo di tenerlo con me…e quindi ha avuto inizio l’avventura con Giò”. Simona molto sensibile e generosa continua il suo racconto mostrando sempre più emozione: “Dopo averlo portato a casa, Giò, ha cominciato a tranquillizzarsi. Con molta pazienza ed amore di chi mi ha aiutata ad assisterlo ha ripreso a mangiare ed a camminare; lo abbiamo lavato, curato, fatto visitare dal veterinario e piano piano, il cane, si è ripreso e si è fatto conoscere in tutta la zona in cui abito. Tre giorni fa, con tanta preoccupazione, sono partita in auto da Tropea diretta a Milano, insieme a Giò. Ci siamo fatti 1200 Km insieme, lungo lo stivale, con sosta in Toscana per riprenderci dal viaggio. Giò è stato bravissimo, ha sopportato il caldo, l’auto e i cambi di ambiente. Ora siamo arrivati a destinazione nella sua casa definitiva. Sta socializzando con il nuovo ambiente e con i cani del quartiere. Io non ho mai avuto cani e ho anche un po’ di timore per l’impegno che mi sono presa, ma Giò è un cane speciale, forse ha capito che gli voglio bene e lui mi dimostra di volermene altrettanto. Sono sicura che chi ha avuto il coraggio di abbandonarlo, questo bene non sappia cosa sia, incondizionato ed eterno. Spero che questa storia di Giò possa essere di buon auspicio per dare più rispetto e dignità ai nostri amici animali”. E’ sicuramente il gesto di Simona che rende più di mille parole dignità e rispetto non tanto alla razza canina ed a tutti gli animali, ma all’uomo capace di annullarsi con comportamenti definiti paradossalmente animaleschi. Sono tantissimi gli animali abbandonati ogni estate, come se questo periodo di vacanze possa esserlo anche per i sentimenti che si generano adottando un animale; è il racconto di Simona che vorremmo raccontare più spesso, la storia di chi dimostra nei fatti animo generoso. Chi rispetta gli animali rispetta maggiormente se stesso.

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Caterina Sorbilli
Caterina Sorbilli

Docente nelle scuole del I ciclo, collaboratrice storica di Tropeaedintorni.it, è giornalista pubblicista iscritta all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria nell’elenco pubblicisti.