Il monaco Epifanio e il volto di Gesù

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Il  monaco Epifanio
e il volto di Gesù.

Qual’è il volto di Cristo? La Sindone ce ne dà una immagine come un negativo fotografico. Ma a molti non basta. Gli artisti di tutta la storia cristiana hanno cercato di dare a Cristo un volto, partendo dalle sofferenze degli uomini. E così fece il monaco Epifanio vissuto in Sicilia. Egli faceva parte di quel movimento italo-greco, originato dalla fuga di monaci orientali dai monasteri di Siria, di Egitto e di Grecia, a causa della persecuzione iconoclasta. – Interessante la sua leggenda.

♦ Il monaco Epifanio, volendo dipingere il ritratto più bello di Gesù, con il permesso dei suoi superiori, vagò per tutta Italia, dalla Sicilia alla Pianura Padana, in cerca di un modello adatto. Peregrinò a lungo, inutilmente…
Quale uomo può rassomigliare a Cristo? Però egli osservò che, benché nessun volto rassomigliasse in tutto a Gesù, in tutti i volti c’era sempre un tratto bello, originale, divino. Allora decise:
– Per dipingere l’icona di Cristo, non prenderò un solo modello, ma coglierò da ogni volto il tratto più bello.
♦ Dal volto dei bambini colse l’innocenza, la gioia in una fanciulla che cantava; la forza in un contadino che trasportava pesanti sacchi di grano. Ritrasse la malinconia dagli occhi rassegnati d’una povera prostituta, l’implorazione d’un mendicante. Si ispirò alla severità di un monaco che predicava la penitenza e al dolore d’una madre al funerale del figlio.
♦ Di luogo in luogo, di pennellata in pennellata, veniva bene il volto di Cristo; ma, contemplandolo a lungo, scorgeva che gli mancava sempre qualcosa. Forse il fulgore della sua divinità.
In un bosco incontrò un giorno un povero lebbroso: un velo gli copriva tutti i lineamenti del volto. Disse:
– Finalmente ho trovato ciò che mancava al mio Gesù.
E distese sul volto del Cristo un velo bianco di mistero.
♦ Quando l’opera sembrò ultimata, furono radunati quanti avevano fatto da modello. Ciascuno pensava che il volto di Cristo, al di là del velo, fosse il suo e si misero quindi a litigare.
Fu allora che il monaco Epifanio, che aveva passato tutta la vita alla ricerca del vero volto del Salvatore, diede una lezione a tutti, così:
– Figlioli miei, sono venuti qui oggi a venerare il volto di Cristo, coloro che hanno contribuito a dipingerlo: donne, uomini, vescovi, preti, monaci, prìncipi, ladri e prostitute. Ma nessuno di voi è uguale al Cristo. È Cristo che è simile a tutti voi, allo stesso modo che un giorno decise di farsi uomo, senza cessare di essere Dio e come ogni volta che si fa cibo consacrando il pane formato da tanti chicchi di grano. Nessuno pretenda di assomigliare in tutto a Cristo, ma si dia da fare per vedere qualche suo lineamento incarnato in ogni uomo.  E ora andate e comunicate a tutti questo mistero: perché tutti gli uomini possano, poco per volta, scoprire il vero volto di Cristo, anche qui sulla terra, oggi.
(fonte: C. Sorgi, Faccia da prete, S.E.I.)

Dio creò l’uomo a sua immagine (Gen. 1, 27).

Qual'è il volto di Cristo? La Sindone ce ne dà una immagine come un negativo fotografico. Ma a molti non basta. Gli artisti di tutta la storia cristiana hanno cercato di dare a Cristo un volto, partendo dalle sofferenze degli uomini. E così fece il monaco Epifanio vissuto in Sicilia.
Qual’è il volto di Cristo? La Sindone ce ne dà una immagine come un negativo fotografico. Ma a molti non basta. Gli artisti di tutta la storia cristiana hanno cercato di dare a Cristo un volto, partendo dalle sofferenze degli uomini. E così fece il monaco Epifanio vissuto in Sicilia.
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