Il monaco, l’allievo e l’asinello

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Il monaco, l’allievo e l’asinello.

Questa antica storica gira ancora tra la gente, favorita dalla diffusione che ne fanno i social network. La gente è sempre critica; anche se cambi prospettiva essa trova sempre da ridire. Ma forse pochi, alla fine, riescono a realizzare che tra la gente che critica ci siamo un po’ tutti, anche tu che leggerai questa storia.

Tanto tempo fa un santo monaco aveva con sé un allievo, un ragazzo molto attento e ubbidiente.
Un giorno lo chiama e gli dice: «Vai a prendere l’asino e andiamo in città». Il giovane prende l’asino, aiuta l’anziano monaco a salirvi e si avviano verso la città, il monaco in groppa all’asino e il ragazzo a piedi.
Alla prima svolta incontrano un gruppo di persone. Qualcuno, naturalmente, ha qualcosa da ridire: «Ma guarda quanto è infingardo quel vecchio monaco: lui a cavallo, e quel povero ragazzo così gracile e delicato lasciato a piedi!»
Il vecchio monaco, appena udite queste parole, scende dall’asino, vi fa salire il ragazzo e tutti e tre si rimettono in cammino. Poco più avanti incontrano altre persone: «Oh, guarda cosa si deve vedere. Un giovane sano e robusto a cavallo e un povero vecchio a piedi. Non c’è più rispetto, non c’è più carità».
A queste parole il ragazzo salta giù dall’asino, aiuta l’anziano monaco a salirvi di nuovo, risale anche lui e proseguono verso la città.
Strada facendo, altra gente, altri commenti: «Guarda quella povera bestia! Fra poco morirà stremata, sotto il peso di quei due fannulloni! Ci vorrebbe almeno un po’ di pietà». Il santo monaco e il ragazzo, allora, scendono in silenzio e proseguono il cammino a piedi.
Ma qualcuno non è ancora soddisfatto: «Guardate, guardate… S’è vista mai una cosa più sciocca? Quei due hanno l’asino, e vanno a piedi!». A questo punto l’anziano monaco dice al ragazzo: «Torniamo a casa».
Strada facendo gli spiega: «Hai capito la lezione, figliolo? Per quanto ti sforzerai di assecondare gli altri, ci sarà sempre qualcuno che avrà qualcosa da ridire. E allora tu impara a tirar diritto per la tua strada e a non prestare ascolto alle chiacchiere della gente».
(Frate Indovino su Facebook).

Bibbia. Vangelo di Matteo
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati.  Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?» (cap. 7, 1-3).

Critiche ingiuste e pretestuose riempiono le giornate degli uomini e, ahimé!, anche le sale di governo, fino a finire in vere bagarre. - Papa Francesco scrive su twitter “Chiediamo al Signore la grazia di non sparlare, di non criticare, di non spettegolare, di volere bene a tutti.”
Critiche ingiuste e pretestuose riempiono le giornate degli uomini e, ahimé!, anche le sale di governo, fino a finire in vere bagarre. – Papa Francesco scrive su twitter “Chiediamo al Signore la grazia di non sparlare, di non criticare, di non spettegolare, di volere bene a tutti.”

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