Il mondo può cambiare con i giovani

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il mondo può cambiare con i giovani.

Roma – Alla grande Veglia di preghiera di sabato 8 aprile 2017 Papa Francesco ha detto a numerosi giovani della GMG (Giornata Mondiale dei Giovani): il mondo può cambiare solo se i giovani sono in cammino. La veglia si è tenuta a Santa Maria Maggiore il Papa, in preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù, che quest’anno si celebra a livello diocesano la Domenica della Palme. L’appuntamento mondiale si terrà a Panama nel 2019.

♦ Papa Francesco sabato 8 aprile 2017 ha presieduto la Veglia di in preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù, che quest’anno si celebra a livello diocesano la Domenica della Palme. Quando il Papa è arrivato ha trovato ad attenderlo tantissimi ragazzi della diocesi del Lazio.
♦ Questo è il primo incontro del Papa con i giovani nel cammino di preparazione al Sinodo dei Vescovi dell’ottobre 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, e alla 34ma Giornata Mondiale della Gioventù, che si terrà a Panama nel 2019. Il tema della Gmg del 2019 è “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”, la frase di Maria nel Magnificat.
Nell’occasione Papa Francesco ha lanciato il suo tweet “Cari giovani, non abbiate paura di dire sì a Gesù con tutto lo slancio del cuore, di rispondergli generosamente e di seguirlo!”.

Un giovane: “Non ho più paura del futuro e della vita”.
“Mi chiamo Pompeo Barbieri e non ho più paura del futuro e di quello che la vita mi riserva”.
Così Pompeo Barbieri ha concluso la sua testimonianza. Pompeo, originario di San Giuliano di Puglia, ha ripercorso la sua vita partendo dal 31 ottobre 2002 quando, in una normale mattina a scuola, “alle 11.33 una scossa violentissima di terremoto ha fatto tremare tutto”.
“La classe ci è crollata addosso. In un attimo siamo stati sepolti da un cumulo di macerie”, ha ricordato Pompeo, ripensando ai vigili del fuoco che “mi hanno trascinato fuori e mi sono risvegliato in ospedale. Sono stato in pericolo di vita per tre mesi”.
“Solo dopo, i miei genitori mi hanno raccontato che la maestra e 27 compagni erano morti sotto quel crollo”, tra loro anche il cugino di Pompeo. “Io ero vivo, mentre loro non c’erano più… perché?”, si è chiesto.
Lo sconforto, la voglia di reagire, la consapevolezza “che dovevo vivere anche per chi non poteva più farlo”. “Così, anche quando mi hanno detto che non avrei più camminato, ho affrontato la cosa con più coraggio”, ha aggiunto Pompeo, ammettendo che “ero diventato più forte e mi sentivo inattaccabile”.
A 18 anni, invece, un problema lo costringe ad entrare in dialisi: “Mi sono sentito perso e ho pensato che non era giusto”.
“Anche quella volta sono stato fortunato perché mio padre mi donò il suo rene”, ha raccontato Pompeo, rivelando che “non cambierei quasi nulla della mia vita e di quella tragedia, vorrei solo che i miei amici fossero qui, solo questo”.
♥♥ “Questa sedia a rotelle mi ha insegnato a vedere la bellezza nelle piccole cose e mi ricorda ogni giorno la fortuna che ho”, ha confidato, confessando che “ho un sogno: partecipare alle paralimpiadi”.

Pompeo Barbieri è sopravvissuto al terremoto di San Giuliano di Puglia del 31 ottobre 2002: la maestra e 27 compagni morirono sotto quel crollo. Ha testimoniato durante la Veglia di preghiera che oggi sulla sua sedia a rotelle riesce a vedere la bellezza nelle piccole cose e di non avere più paura del futuro e della vita.
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