Il Nazareno Nero e le Filippine

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il Nazareno Nero
e le Filippine.

C’è chi va a Lourdes, chi a Fatima, chi a Medjugorje per venire strettamente a contatto con la fede popolare e sperimentare emozioni spirituali. – A Manila c’è la festa del Nazareno Nero, che culmina nella immensa processione del 9 gennaio , che travolge ogni ostacolo di indifferenza, perché, come si recepisce dalle parole del card. Tagle, “L’amore di Dio è pronto ad abbracciare deboli e peccatori e non li condanna”.

Oltre un milione e mezzo di fedeli nelle Filippine hanno invaso nella mattinata del 9 gennaio le strade della capitale filippina Manila, per partecipare alla tradizionale processione del Nazareno Nero.
♦ Ogni anno la centenaria statua in legno del Cristo sfila per le vie del centro della metropoli, accolta nel suo passaggio da cittadini e turisti raccolti in preghiera, per chiedere una grazia o un miracolo personale. ♦ Secondo gli estimatori, nel corso di tutta la giornata sono state fino a 18 milioni le persone che hanno preso parte all’evento.
♦ Per scongiurare il pericolo di incidenti o attentati, le autorità hanno predisposto ingenti misure di sicurezza e anche le ambasciate straniere hanno invitato i concittadini alla prudenza. Circa quattromila fra soldati e poliziotti hanno pattugliato le vie della capitale.E non mancano gli incidenti e purtroppo le vittime.
♦ Al passaggio del carro, spinto da dietro e trainato da funi, con la statua del Nazareno Nero, i fedeli si sono accalcati nel tentativo di sfiorare la figura di Gesù. Nelle Filippine, nazione asiatica a maggioranza cattolica, la processione del “Black Nazarene” è fra le più famose e partecipate.
La statua rappresenta Gesù piegato sotto il peso della Croce; è stata portata a Manila da un sacerdote agostiniano spagnolo nel 1607 a bordo di una nave proveniente dal Messico. Secondo la tradizione l’imbarcazione ha preso fuoco durante il viaggio, ma l’immagine del Cristo è scampata miracolosamente all’incendio assumendo il colore nero.
Nonostante il danno, la popolazione di Manila decide di conservare e onorare l’effige. Da allora, la statua è chiamata il Nazareno Nero e molte persone assicurano di aver ricevuto la guarigione da malattie toccandone la superficie. Nei secoli l’aura miracolosa che circonda l’immagine del Cristo ne ha fatto uno dei simboli del popolo filippino.
In questi anni i vescovi hanno concesso una copia della statua ai cristiani di Mindanao, troppo lontani per partecipare in massa alla processione di Quiapo. Le celebrazioni si tengono a Cagayan de Oro in contemporanea con la capitale il 9 gennaio, festa del Nazareno, e il venerdì Santo.
La santità del Cristo nero venne riconosciuta dal Vaticano con un’indulgenza plenaria concessa da Pio VII “a chi lo prega in maniera pia”. Ma i filippini, per l’80 per cento cattolici e mistici allo stesso tempo, l’avrebbero venerata anche senza sigillo papale, anche per tutti i miracoli che gli attribuiscono da quando è scampato a diversi incendi divampati in chiesa nel 1791 e 1929, ai terremoti del 1645 e 1863 e al bombardamento degli americani su Manila nel 1945, che distrusse tutta la parte antica fortificata dagli spagnoli.
(fonte: dal web dei giorni scorsi)

Filippine – Ogni anno, il 9 gennaio, la centenaria statua in legno del Nazareno Nero sfila per le vie del centro di Manila, accolta nel suo passaggio da cittadini e turisti raccolti in preghiera, per chiedere una grazia o un miracolo personale. – Di edizione in edizione aumenta il numero dei partecipanti, sia per la diffusione delle voci di grazie ricevute sia per la promozione turistica fatta dalle autorità.
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