Il Pdl si interroga sui possibili scenari

Dopo la decisione del TAR pronti per la campagna elettorale

Per fare questo sarà necessario sgomberare il campo da tutti gli equivoci

Avv. Giovanni Macrì Consigliere Provinciale Pdl - foto Libertino

Pur auspicando e confidando in un ribaltamento del risultato ad opera del TAR, sarebbe da irresponsabili non iniziare un confronto all’interno del partito al fine di predisporre la strategia da mettere in campo in caso di annullamento delle elezioni comunali, possibilità questa di cui si è assolutamente certi qualora i giudici amministrativi non ritenessero di accogliere la richiesta principale di verifica e riconteggio delle schede annullate.
Effettivamente, le elezioni di cui trattasi hanno inciso in modo profondo sulla politica locale sovvertendo equilibri e rapporti di amicizia che apparivano intangibili e creandone di nuovi dai quali non si potrà prescindere.
Al tempo stesso lo scenario politico regionale e provinciale, impone delle strategie che tengano conto dell’alleanza ormai consolidatasi con l’assegnazione della delega a vice sindaco del comune di Vibo Valentia all’UDC.
Per fare questo sarà necessario sgomberare il campo da tutti quegli equivoci, trasversalismi ed ambiguità che ci hanno condotto ad una, sia pur apparente, sconfitta, partendo da casa nostra. In tale ottica è necessario procedere a stretto giro alla sostituzioni di chi, nominato coordinatore cittadino per far fronte agli impegni strettamente connessi alle elezioni comunali e regionali, ha dimostrato, come da copione, incapacità, inadeguatezza, irresponsabilità e, soprattutto, ambiguità – culminata nel rifiuto della candidatura a consigliere – e che oggi, scientemente, cerca di tenere ingessato il partito mentre gli avversari hanno già iniziato la loro campagna elettorale pagando le cambiali della scorsa tornata e continuando a vendere illusioni. Un rifiuto che, lo voglio ribadire, frutto in un primo momento della consapevolezza della personale inconsistenza numerica, si era trasformato in disponibilità condizionata alla garanzia di pieno sostegno, quindi in un nuovo diniego a seguito della discesa in campo, sul fronte opposto del PD, della zio Adolfo Repice.
Tutti ci saremmo aspettati uno scatto d’orgoglio, un minimo di onestà intellettuale e di rispetto oppure dimissioni da parte di chi, con i perenni e noti problemi familiari, mette in costante imbarazzo l’intero partito.
Evidentemente ci sbagliavamo: l’attaccamento alla poltrona o forse oscuri e beceri interessi trasversali, lo hanno persuaso di una scelta che ha fortemente compromesso il risultato elettorale e, con esso, la crescita del Pdl. Il suo atteggiamento, o meglio tradimento, è stato di una gravità inaudita poiché paradossalmente determinante (se avesse votato assieme alla moglie avremmo vinto per un voto!) nel decretare la sconfitta della lista “Uniti per la Rinascita” che, non posso esimermi dal rammentare, formalmente civica, è stata per il 100% espressione del Pdl tanto da esser intitolata a Scopelliti Presidente e da essere tenuta a battessimo dal coordinatore provinciale del Pdl, avv. Valerio Grillo, unitamente al Sen Francesco Bevilacqua.
Un uomo con tali problematiche, che, peraltro, non ha mai brillato per capacità organizzativa ed aggregativa, privo di seguito, non può certo pensare di poter continuare a rappresentare il partito anche perché i sospetti su una manovra di accerchiamento e svendita del Pdl tropeano in favore di settori trasversali del PD ovvero di squallidi personaggi del Pdl messi ormai alla porta, trovano conferma in alcuni recenti fatti alquanto discutibili sui quali il suo assordante silenzio la dice lunga.


Consigliere Provinciale Pdl
Componente della Direzione Regionale del Pdl

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