Il perdono fa invidia al diavolo

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio
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Il perdono fa invidia
al diavolo.

Diceva un santo sacerdote che il diavolo fa festa con i peccati degli uomini, e siccome i peccati non finiscono mai il diavolo è in una continua festa. Ma basta che venga il perdono di Dio sui peccati degli uomini e la festa del diavolo finisce. Attraverso il peccato il diavolo porta pregiudizi e divisioni tra le persone, il perdono del Signore ricompone tutto e la vita ricomincia più bella.  – Il perdono dato da Gesù alla donna adultera ricompone la sua storia, la sua dignità e la restituisce ad una comunità che non si sentirà più in diritto di guardarla, giudicarla e condannarla. – Anche nella vita di ciascuno di noi il diavolo opera i suoi guadagni (invidie, divisioni, maldicenze…), ma basta confessare umilmente le nostre fragilità e i guadagni del diavolo… vanno al diavolo: cioè non esistono più.

Dal Vangelo di questa domenica 5a di quaresima, Anno C
(cf. Gv 8,1-11)
Poiché insistevano nell’interrogarlo, Gesù si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

I guadagni del diavolo scompaiono dinanzi al perdono
Una sera S. Domenico passeggiava su e giù per il chiostro del suo convento, pregando.
La sera era serena e i frati tutti nelle loro celle, in religioso silenzio, quando il santo incontrò nascosto sotto il saio bianco e nero, il diavolo.
Gli chiese:
– Cosa fai a quest’ora nel mio convento?
Rispose il diavolo:
– Quello che faccio tutto il giorno: i miei guadagni!
Passando davanti al refettorio, S. Domenico chiese al demonio:
– Qui che guadagni fai?
Rispose il nemico di Dio:
– Colgo i frutti dell’intemperanza e della gola dei frati.
Passando davanti alle celle:
– E qui che guadagni fai?
– Molto ozio e pigrizia! – rispose contento il tentatore.
Davanti alla chiesa, il demonio affermò di raccogliere molte distrazioni e tiepidezze; davanti alla biblioteca, molta curiosità e vanità; nel cortile, molte mormorazioni.
Giunsero così, parlandosi sinceramente, davanti alla sala del capitolo, dove i frati si pentono e confessano le loro colpe.
– E qui, che guadagni fai? – chiese Fra Domenico, incuriosito.
Il demonio allora scrollò la testa con disappunto e rabbiosamente confessò:
– Qui, purtroppo, perdo tutti i miei guadagni! I tuoi stupidi frati qui si confessano e si pentono delle loro mancanze. Dio li perdona e io rimango a mani vuote!
Detto questo, vergognoso, sparì.
(fonte: Esempi catechistici).

Perché si pensa di uccidere il bene? Perché il male ha paura del bene e sa che ne esce sconfitto; perché l'odio si accanisce contro l'amore che si dona, sapendo che non riuscirà mai ad amare. E nell'amore c'è la vera vita! - Beati voi quando vi perseguiteranno per causa mia... Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Perché si pensa di uccidere il bene? Perché il male ha paura del bene e sa che ne esce sconfitto; perché l’odio si accanisce contro l’amore che si dona, sapendo che non riuscirà mai ad amare. E nell’amore c’è la vera vita! – Beati voi quando vi perseguiteranno per causa mia… Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
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