Il ragazzo nella palude

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il ragazzo nella palude.

Una piccola storia per capire con immediatezza la redenzione operata da Cristo. Ma la comprensione non può rimanere a livello di idee, ma nascere dalla esperienza: è la nostra stessa fragilità umana, sono i nostri limiti umani a farci capire che abbiamo bisogno di salvezza e di un Salvatore che la compia per noi. “C’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio…. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?…” – Rendo grazie a Dio che mi libera per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. (San Paolo ai Romani 7,18-24). 

Una volta due amici andarono a pesca.
♦ Uno di loro volle attraversare la palude e improvvisamente si trovò in un banco di sabbie mobili. Quanto più si agitava, tanto più affondava. E accanto a lui non c’era niente di fermo a cui potersi aggrappare: solo erba.
♦ Allora gridò aiuto, chiamando il suo amico. Questi venne, ma non poteva fare nulla, perché se entrava in quelle sabbie mobili per dargli una mano, sarebbe affondato anche lui.
L’amico trovò la soluzione: gli chiese di stare tranquillo, mentre andava a casa a prendere una corda. E così, piantato sulla terra ferma, lanciò la corda e tirò fuori il suo amico.

Dopo la disobbedienza di Adamo ed Eva, tutti siamo rimasti impantanati nel fango del peccato. Nessuno può aiutare nessuno, se è impantanato anche lui. Egli finirà per impantanarsi ulteriormente insieme a noi. Vedendo la triste situazione, Dio Padre ebbe pietà e mandò il suo Figlio. Questi, con i piedi piantati saldamente in cielo, può trascinarci tutti fuori dal pantano del peccato: cosa che ha effettivamente fatto.

La Chiesa è la presenza di Gesù in mezzo a noi, è il Corpo mistico di Cristo. Anche se peccatrice, essa è fuori dal pantano e ci può salvare.
“Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito… Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo” (Gv 3,6-13) .Abbiamo bisogno di aggrapparci nel soprannaturale, a qualcuno che non è di qui, ma è venuto dal cielo.

Nessun che è nato qui nel fango, può fondare una vera religione. La funzione della religione è di ristabilire il contatto con Dio, per portarci in paradiso. Come potrà qualcuno, nato qui sulla terra e peccatore come noi, portarci in cielo? I suoi seguaci si possono dare da fare quanto vogliono, tutti affonderanno irrimediabilmente.
♥♥ Maria Santissima, per uno speciale privilegio di Dio, non si è impantanata. Lei ci può aiutare; lo può e lo vuole: è nostra Madre. Madre dei peccatori, prega per noi.

Come fare esperienza della redenzione operata da Cristo. “C’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio…. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?…” – Rendo grazie a Dio che mi libera per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. (San Paolo ai Romani 7,18-24).
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