Il referendum della Sardegna

Le buone proposte in terra sarda stanno passando in “sordina”…

Gente seria questi Sardi! E Roma? Sta a Guardare mentre l’Italia brucia?

Mentre nello stivale i partiti studiano un modo per ripartirsi i rimborsi elettorali dopo aver messo la testa sotto la sabbia come gli struzzi e il governo nazionale pensa tutte le tasse possibili, in Sardegna ci saranno dei referendum abrogativi e propositivi.
Sì, proprio così, infatti il 6 maggio si svolgeranno 5 referendum regionali abrogativi e 5 referendum consultivi. Sono gente seria questi sardi, infatti, gli stessi si potranno recare alle urne per dire la loro su 10 referendum regionali che hanno a cuore principalmente l’abolizione delle province (argomento questo che, come sappiamo, è ormai dimenticato da Roma e presente nei quesiti sardi dall’uno al cinque), la riduzione dei consiglieri regionali, la cancellazione di tutti i consigli d’amministrazione degli enti e delle agenzie della Regione, la riscrittura dello Statuto regionale da parte di un’Assemblea Costituente eletta a suffragio universale.
Il Presidente della Regione Ugo Cappellacci, insieme agli organi competenti, ha fissato la data di svolgimento dei referendum.
Ma su cosa dovranno esprimersi in Sardegna mentre il resto d’Italia attende i diktat di politici sempre meno rappresentativi? Questi i quesiti per i quali la popolazione Sarda è chiamata ad esprimersi:
Referendum n. 1:Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di “Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?
Referendum n. 2:Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di “Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?
Referendum n. 3:Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente “La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?
Referendum n. 4:Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di “Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?
Referendum n. 5:Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province “storiche” della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?
Referendum n. 6:Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?
Referendum n. 7:Siete voi favorevoli all’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?
Referendum n. 8:Volete voi che sia abrogato l’art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante “Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive modificazioni?
Referendum n. 9:Siete voi favorevoli all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?
Referendum n. 10:Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?

Il referendum, ovviamente, pare stia passando in sordina con un boicottaggio apparente generale da parte di tv, giornali, istituzioni e da parte dei partiti.
Le ragioni di questo occultamento non sembrano essere difficili da immaginare. Che figura farebbe il governo centrale se una delle sue Regioni dimostrasse possibile una gestione responsabile ed efficiente della politica a costi minori?
A voi lettori lasciamo la riflessione!

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