“Il turista”, il nuovo Thriller di Massimo Carlotto

Un serial killer che non uccide secondo uno schema fisso

Edito da Rizzoli, lo scrittore padovano ripropone un genere che appartiene al mondo anglosassone

Il turista, il nuovo Thriller di Massimo Carlotto edito da Rizzoli
Il turista, il nuovo Thriller di Massimo Carlotto edito da Rizzoli

Con Il turista, il nuovo Thriller di Massimo Carlotto edito da Rizzoli, lo scrittore padovano ripropone un genere che appartiene al mondo anglosassone, appunto l’hard boiled, ambientandolo tra le calli di una Venezia suggestiva e caotica. Qui, un serial killer, Abel Cartagena, abile nel camuffarsi, che non uccide secondo uno schema fisso, e mai due volte nella stessa città (per questo viene chiamato il turista) è uno psicopatico imprevedibile, l’incubo delle polizie di tutta Europa.
Ma Cartagena commette un errore, proprio a Venezia, e viene ricattato da gente senza scrupoli che vede in lui l’opportunità per portare avanti un disegno criminale. Al serial killer Cartagena fa da contraltare Pietro Sambo, ex capo della Omicidi. Anche lui in passato ha fatto un errore e ora si presenta l’occasione giusta per riconquistare l’onore e la dignità perdute. La caccia a Cartagena si trasformerà in un thriller internazionale, dove si violeranno tutte le regole e non si avranno più certezze: tutti sono pronti a rischiare la vita. Pur spingendosi oltre i confini del genere, il thriller di Carlotto offre una dose di adrenalina e nulla più. Dopo la lettura nessuno dei personaggi resta impresso nella memoria e la costruzione narrativa ripropone spunti già affrontati dalla narrativa internazionale del genere. Romanzo godibilissimo, sopratutto per il lettore che sfoglia per la prima volta un thriller, ma per chi ne ha letti almeno quattro o cinque, la lettura de Il turista diventa un sobrio deja vu. Nelle circa trecento pagine la vicenda stenta sempre a decollare ed è continuamente arricchita da elementi che non generano suspense, bensì rendono l’intera struttura del romanzo decisamente piatta nell’intento di cucirle addosso una trama di più ampio respiro. Sembra, e questo per fare semplicemente un esempio, una tipica trama americana nata dalla penna di Connelly, però con personaggi non con una struttura psicologica ben delineata, sfuggenti, quasi evanescenti, con pochi colpi di scena. Inoltre il finale non è esplosivo anche perché, osiamo a pensare, si prevede un seguito della vicenda, ma nei thriller questa non può assolutamente essere una giustificazione. Sarà, ma al momento quest’opera non convince, in quanto si inserisce in un elenco di trame già ampiamente sperimentate dai maestri del genere. L’inizio è promettente, il finale da rivedere. Un thriller decisamente scontato.

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Francesco Marmorato
Francesco Marmorato
Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.