Imu: legittima la protesta dei Comuni

Il Governo centrale pretende, ma scatena le ire dei sindaci.

Approfondimento sull’Imposta municipale unica, che pende sulla testa degli italiani come una spada di Damocle.

L’Imposta Municipale Propria,  introdotta con il D.L. n. 201/11 (Cosiddetto Decreto Monti),  poi convertito nella Legge n. 214/11,  ha infiammato gli animi in un intenso e acceso dibattito riguardo la fiscalità locale sugli immobili.

Anche le continue modifiche a cui il provvedimento è stato soggetto a decorrere dalla sua entrata in vigore non contribuiscono a placare gli animi e anzi,  a parere di molti esperti in materia, contribuiscono a creare enormi difficoltà gestionali per i Comuni.
Ci vuole veramente un attento studio per esaminare il provvedimento e le modifiche normative introdotte dal Legislatore,  in particolare nel Decreto semplificazione, per cercare di definire le corrette modalità di applicazione dell’IMU,  tenendo conto che la prima rata di scadenza per il versamento è fissata a giugno 2012.
Ora, se a protestare fossero solo singoli cittadini o gruppi organizzati, partiti o gruppi politici, si potrebbe anche pensare che la protesta, anche se meritoria e legittima, sia di parte. Ma qui siamo di fronte ad una protesta trasversale.  Qui sono i Comuni e i sindaci italiani che alzano una voce forte a protesta di tutto l’impianto dell’IMU calata dall’alto. Sono dunque tutti matti?
Bene, a parere degli esperti, oltre che nel merito e nel metodo dell’impianto dell’imposta, qui pare ci siano anche grossi problemi di organizzazione generale da parte dei comuni anche per ovvi problemi di tempi ristretti a disposizione.
Le problematiche derivate ai comuni dall’applicazione del nuovo tributo emergono dall’analisi del D.L. n. 201/11 (convertito in L. n. 214/2011), dalle modifiche alla fiscalità immobiliare comunale, legate all’anticipazione 2012 dell’applicazione dell’Imposta, dalla disciplina applicabile al nuovo tributo in tutte le fattispecie (non espressamente disciplinate dall’art. 13 del D.L. n. 201/11) e dai richiami contenuti nei D.Lgs. n. 23/2011 e n. 504/1992 a fronte della conversione del D.L. n. 16/12 sulla semplificazione fiscale.
Alla luce dei fatti e delle norme,  i Comuni – nelle condizioni in cui si trovano – potrebbero avere difficoltà a definire le modalità applicative dell’Imposta fino al saldo 2012, anche a fronte della possibilità di dover approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote dell’Imposta fino al 30 settembre 2012 e la successiva scadenza al 10 dicembre 2012 (termine entro cui il Governo potrà stabilire con D.P.C.M. le nuove aliquote-base su cui commisurare l’Imposta). Ovviamente il Governo nazionale dovrebbe essere a conoscenza di tutte queste problematiche, che nascono con l’istituzione e l’applicazione a livello locale della nuova Imposta.

Forse non è stato possibile,  per i tempi ristretti dettati dalla crisi,  attivare tutti gli strumenti di coordinamento e di consultazione tra organi centrali e locali,  che normalmente sarebbero necessari nel caso di così importanti decisioni riguardanti l’istituzione di nuove imposte e il coinvolgimento degli enti locali.

In particolare i comuni potrebbero avere tempi molto ristretti nell’adattamento e nella valutazione delle competenze per:

1) La qualificazione dell’abitazione principale e delle relative pertinenze ai fini dell’applicazione dell’aliquota agevolata e della relativa detrazione; 2) le modifiche in materia di imponibilità dei fabbricati rurali e dei terreni agricoli; 3) la compartecipazione dello Stato al gettito dell’Imposta Municipale Propria sui fabbricati diversi dall’abitazione principale e dai fabbricati strumentali all’attività agricola, con particolare riferimento ai criteri di imposizione delle aree edificabili e dei terreni agricoli; 4) le agevolazioni impositive introdotte rispetto alle previsioni I.C.I. e la loro incidenza sulla quota di gettito erariale (immobili inagibili, immobili di interesse storico/culturale, A.I.R.E.).

Ancora altre problematiche potrebbero sorgere riguardo la riscossione dell’Imposta Municipale Propria per :

1) i termini di versamento e relativi modelli da utilizzare; 2) i nuovi codici tributo introdotti dall’Agenzia delle Entrate per il versamento dell’imposta; 3) la rateizzazione per il versamento dell’Imposta sull’abitazione principale e le pertinenze; 4) l’obbligatorietà dell’utilizzo delle aliquote base statali per il versamento dell’acconto 2012, con conguaglio in occasione del saldo di dicembre 2012; 5) i termini per la presentazione della dichiarazione dell’Imposta Municipale Propria 2012; 6) le modalità di accertamento e rimborso dell’imposta da parte dei Comuni; 7) i riflessi sui bilanci comunali dei tagli ai fondi (fondo sperimentale di riequilibrio, al fondo perequativo) e ai trasferimenti erariali, a fronte del gettito stimato ad aliquote di base.

In ultima analisi, pare emergere che la soluzione per i comuni potrebbe essere quella di dotarsi di una bacchetta magica per poter far apparire, al bisogno, dei tecnici esperti alla ” Super Mario “… Monti.

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