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In attesa della grande festa

È iniziata la Novena per i Santi Medici

Funzioni religiose ogni sera dalle 18: 30

Le statue dei santi Medici Cosma e Damiano a Brattirò - foto Vallone

Le statue dei santi Medici Cosma e Damiano a Brattirò - foto Vallone

È incominciata a Brattirò la Novena, propedeutica ai festeggiamenti del 25-26-27 settembre in onore dei SS Cosma e Damiano. L’imminente festa settembrina è una delle più rinomate e partecipate tradizioni popolari e religiose della nostra provincia, specialmente in riferimento al vasto territorio a sud del Poro, compresa la Costa di Tropea e CapoVaticano. Per il popolo brattiroese sparso nel mondo essa rappresenta l’essenza della propria identità, culturale e religiosa.
La Novena per i due Martiri è sentita e partecipata, non solo dagli abitanti del paese, ma anche da molti fedeli del circondario, soprattutto durante i due giorni che precedono la festa vera e propria del 27. Le funzioni religiose si svolgono ogni sera presso la chiesa principale di Brattirò, dove per tutto l’anno vengono custodite le sacre statue dei Fratelli Medici, a partire dalle 18:30 e continueranno fino alla vigilia di domenica. Nel culto cattolico, tale rito sacro può essere definito come un’attività di devozione e di preghiera, che dura appunto nove giorni, praticata durante la preparazione ad una ricorrenza solenne. Più precisamente, viene celebrata la Santa Messa, preceduta dalla recitazione del rosario da alcuni versi di invocazione. L’intera durata dell’impetrazione è, a sua volta, intervallata dall’inneggiamento ai due Santi tramite inni religiosi tradizionali. Non esiste una persona avente legami affettivi con Brattirò che non sia a conoscenza dei versi introduttivi di questi canti: “Anargiri gloriosi/ nostri cari difensori/ accendete i nostri cuori/ di celeste carità”, strofa seguita dal ritornello: “Santi Cosma e Damiano a noi volgete il viso,/ guidate le anime nostre in Paradiso.” Queste preghiere fanno perciò parte inscindibile del “sentire comune” degli abitanti della più grande frazione di Drapia, i quali le hanno ascoltate in chiesa fin da bambini, le custodiscono nell’intimità della propria memoria e le tramandano ai propri figli.

Mario Vallone
21 settembre 2009

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