Incontri con la Misericordia

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Incontri con la Misericordia.

Con la consegna della Lettera Apostolica «Misericordia et misera» si è mirabilmente concluso un Giubileo che, al di là di numeri e statistiche sempre discutibili, ha moltiplicato per mille e mille volte le porte sante attraversate da fedeli, non solo cattolici, e talvolta anche da donne e uomini in ricerca di un senso per la propria vita. Senso che proprio il segno universale della misericordia può di nuovo offrire a ogni essere umano. Sopratutto i poveri si sono stretti intorno al Papa: “La misericordia di Dio ci salva ogni giorno”.

Si riesce ad avere una idea concreta della Misericordia riandando con lo sguardo alle migliaia di fedeli giunti da tutto il mondo in Piazza San Pietro lo scorso 13 novembre, per partecipare al Giubileo dedicato agli emarginati e ai poveri ed ascoltare le parole di Papa Francesco.
Ecco alcune testimonianze.

D. – Da dove viene?
R. – Vengo da Torre Boldone, in provincia di Bergamo. E sono qui con il gruppo Caritas della diocesi di Bergamo: accompagno un gruppo di donne, alle quali vogliamo trasmettere l’idea e il concetto che Dio è vicino a tutte le persone.

D. – Che significato ha, per voi, la parola “misericordia”?
R. – Misericordia è abbracciare tutti! Non soltanto i nostri amici, i nostri familiari, i nostri vicini, ma anche le persone più lontane che, a volte, ci danno un po’ più fastidio… Il Papa ci ha aiutato a capire l’importanza anche di questo.

D. – Quale parola del Papa conserverai nel cuore?
R. – Tutto! Non c’è una sola parola che dimenticherò. Porto a casa tanto amore, tanta felicità e tanta serenità.
R. – Io di strada ne ho fatta tanta: ho fatto quasi 30 anni di vita per strada. Ma questa strada che mi ha portato davanti al Papa è stata la più bella che mi sia capitata nella vita! L’Anno della Misericordia è anche – per me, che ho vissuto molto per la strada – misericordia con me stessa, come donna. E’ un perdono, perché il Signore mi ama: avrei potuto morire sulle panchine di Bergamo, eppure mi ha “strappato per i capelli” e sono qua! Questa è la misericordia: il Signore mi ha salvato.
R. – Anche io sono per strada, sono il papà di due bambini…

D. – Cosa vuol dire per te misericordia?
R. – Misericordia è una bella parola! E’ una parola molto profonda; viene dal cuore.

D. – Cosa ricorderai di questa giornata?
R. – Il fatto che la Chiesa cura i poveri. E’ una cosa bella.

D. – Il Papa ha detto che ci volta la faccia a un povero, volta la faccia a Dio. Cosa vuol dire?
R. – E’ la verità! Chi volta la faccia alla povertà, volta la faccia all’essere umano. Aiutare il prossimo è anche segno di carità, di bontà. E se sei un buon cristiano, dovresti aiutare chi è povero.
R. – Ha messo veramente un punto fermo su quella che è la cosa importante. Non possiamo non fare qualcosa per le persone che ne hanno più bisogno.

(fonte: cf Radio Vaticana 2016-11-13).

chi volta la faccia a un povero, volta la faccia a Dio. Cosa vuol dire? R. – E’ la verità! Chi volta la faccia alla povertà, volta la faccia all’essere umano. Aiutare il prossimo è anche segno di carità, di bontà. E se sei un buon cristiano, dovresti aiutare chi è povero.
“Chi volta la faccia a un povero, volta la faccia a Dio”. Cosa vuol dire?
“E’ la verità! Chi volta la faccia alla povertà, volta la faccia all’essere umano. Aiutare il prossimo è segno di carità, di bontà. E se sei un buon cristiano, dovresti aiutare chi è povero”.
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