Infelice spot lesivo della dignità femminile

Riceviamo e pubblichiamo

Le polemiche sulla campagna pubblicitaria sul “Fertility Day”

Avv. Giovanni Macrì
Avv. Giovanni Macrì
Le polemiche innescate dalla campagna pubblicitaria sul “Fertility Day” lanciata dalla Ministra della Salute Lorenzin non hanno toccato, secondo la mia opinione, un aspetto che personalmente mi ha profondamente indignato ed offeso, ossia: come si concilia una campagna pubblicitaria che ha insita in sé l’idea della famiglia con le politiche sulla famiglia dell’attuale governo?
Effettivamente, l’infelice spot lesivo della dignità femminile e di pessimo gusto, è assolutamente incompatibile con l’attenzione che il governo Renzi riversa sulla famiglia. Non si concilia, infatti, la tutela del nucleo familiare con gli scarsissimi investimenti a suo favore e quindi con un sistema di stato sociale disattento alle problematiche della cura e della tutela delle funzioni parentali. Penso in particolare, considerata la sua drammatica attualità, alle deportazioni di massa determinate dalla “Buona Scuola” del Ministro Giannini aggravate, peraltro, dall’aver colpevolmente impedito alle famiglie, per effetto dei ritardi nelle assegnazioni provvisorie, di programmare per tempo la propria vita?
Ebbene la pessima operazione del governo non ha trovato eco nelle forze politiche di opposizione, nessuna esclusa, che, fatto salvo qualche isolato intervento, non hanno ritenuto (neppure gli esponenti dei partiti più ortodossi) di spendersi in una vicenda che coinvolge decine di migliaia di famiglie ed il loro futuro. Evidentemente, giudicano positiva la riforma e di conseguenza il valore della famiglia secondario rispetto a quello del posto fisso di lavoro.
Sarà forse così ma, sicuramente, la gestione dell’emergenza ha evidenziato un’approssimazione ed una inadeguatezza delle politiche di governo, (mi riferisco agli assurdi ritardi sulle assegnazioni provvisorie già citati e agli inaccettabili errori nell’applicazione del famigerato algoritmo che fanno condotto alla determinazione delle sedi di servizio) che la dicono lunga sulla capacità di programmazione di chi ci dovrebbe guidare verso al ripresa.
Certo è che l’assordante silenzio della politica di fronte ad un evento dai tratti drammatici spiega perché sempre più cittadini si astengono dal voto ovvero si rifugiano nei movimenti di protesta.

Avv. Giovanni Macrì

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