Inviato speciale ai confini della fede

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Inviato speciale ai confini della fede.

Lo scorso mercoledì 20 dicembre è morto padre Piero Gheddo, giornalista e missionario del PIME nella sua autobiografia si era definito un “inviato speciale ai confini della fede”. Si è spento all’ospedale San Carlo di Milano a 88 anni e per mezzo secolo ha raccontato le frontiere della fede nei cinque continenti. «Ci ha lasciati il missionario giornalista che con la sua scrittura ha raccontato il mondo della missione»: così il Pontificio Istituto Missioni Estere ha comunicato sul proprio sito la sua scomparsa. Aveva scritto oltre 100 volumi; aveva collaborato con Giovanni Paolo II ed era stato amico di Indro Montanelli e in costante confronto con tutti i giornalisti.

♦ Dopo alcuni giorni di ricovero all’ospedale San Carlo di Milano, è morto mercoledì scorso 20 dicembre, all’età di 88 anni, padre Piero Gheddo, del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere), uno dei missionari-giornalisti più importanti d’Europa, figura ecclesiale e culturale di spicco nella Chiesa e nella società italiane.
♦ Nato nel 1929 a Tronzano Vercellese, Gheddo entrò nel Pime nel 1945 e fu ordinato sacerdote nel 1953.
Avrebbe dovuto partire per l’India, invece i superiori l’hanno tenuto nella stampa, all’inizio in modo provvisorio, poi ha finito per restare in Italia.
♦ È stato fra i fondatori dell’Editrice Missionaria Italiana (Emi) nel 1955, del Centro missionario Pime a Milano nel 1961, di “Mani Tese” nel 1964, di “Asia News” nel 1986, dell’Ufficio Storico del Pime nel 1994.
Direttore di “Le Missioni Cattoliche” (1959-1994), che dal 1968 ha preso il nome di “Mondo e Missione”, si è affermato come una delle voci più importanti del mondo missionario, per lunghi decenni.
♦ Padre Gheddo ha scritto quasi 100 volumi, con una trentina di traduzioni all’estero e ha collaborato con vari giornali, radio e televisioni.
♦ È stato reporter in oltre 80 viaggi in numerosi paesi del mondo. Ha presentato il Vangelo della domenica a Rai Uno tutti i sabati sera (1993-1995) e a Radiodue ogni mattino alle 7,18 per diversi periodi.
Ha ricevuto diversi premi: i due principali sono il “Premio Campione d’Italia” nel 1972 (riconoscimento annuale dei giornalisti italiani, assegnatogli da Indro Montanelli che divenne poi suo amico) e il Premio Ucsi della stampa cattolica nel 1980 e 2011.
♥ Padre Gheddo ha collaborato con papa Giovanni Paolo II. Infatti è stato tra gli estensori dei documenti preparatori della Redemptoris Missio, l’enciclica di Giovanni Paolo II sulle missioni.
In precedenza aveva seguito il Concilio Vaticano II per l’Osservatore Romano ma, come racconta nel libro “Inviato ai confini della fede”, venne censurato per le interviste a monsignor Helder Camara, vescovo di Recife, esponente della Teologia della Liberazione, e al cardinale Agostino Bea, presidente del Segretariato per l’Unità dei cristiani.
♥ Tra gli oltre cento libri di testimonianza scritti negli anni, particolarmente toccante è “Il testamento del capitano”, scritto in memoria del padre, ufficiale degli alpini morto nella campagna di Russia.
È stato in corrispondenza con Eugenio Scalfari sui temi della fede, ha “duellato” con Tiziano Terzani su Vietnam e Cambogia.
♥ La sua autobiografia, pubblicata l’anno scorso da Emi, si intitolava Inviato speciale ai confini della fede. «Grazie al suo prezioso lavoro culturale e alle sue parole, scritte dai quatto angoli del mondo, padre Gheddo aveva fatto conoscere la vita e le sfide dei missionari, vivendo la fede attraverso la testimonianza» (PIME).
(fonti varie dal web).

Mercoledì 20 dicembre 2017 si è spento all’ospedale San Carlo di Milano a 88 anni il missionario Padre Piero Gheddo, che per mezzo secolo ha raccontato le frontiere della fede nei cinque continenti. «Ci ha lasciati il missionario giornalista che con la sua scrittura ha raccontato il mondo della missione»: così il Pontificio Istituto Missioni Estere comunica sul proprio sito la sua scomparsa. Aveva scritto oltre 100 volumi; aveva collaborato con Giovanni Paolo II ed era stato amico di Indro Montanelli e in costante confronto con tutti i giornalisti.
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