Fede e dintorni

Itala Mela, la beata della Trinità

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Itala Mela, la beata della Trinità.

Dall’ateismo agli altari. A La Spezia sabato 10 giugno scorso ha avuto luogo la beatificazione di Itala Mela, nata nel 1904 da genitori maestri elementari non credenti. Nel 1920 perde un fratello di appena 9 anni, esperienza che la porta a ravvisare nell’evento la convinzione dell’ulteriore prova dell’inesistenza di Dio. Si avvicinerà alla fede durante gli anni dell’università, grazie all’incontro con due sacerdoti genovesi e grazie alla Federazione degli Universitari cattolici italiani, alla quale nel frattempo si è iscritta. Una laica “religiosa” tutta da scoprire.

Itala Mela (1904-1957), la mistica e oblata benedettina, è stata proclamata beata a La Spezia sabato 10 giugno 2017, dal cardinale prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, Angelo Amato. “L’Osservatore Romano” ricorda nella sua edizione di venerdì 9 giugno il suo cammino di fede: “dall’ateismo agli altari, nel segno della Trinità”.
♦ Nata a La Spezia nell’estate del 1904 in una famiglia non credente, la piccola Itala riceve il battesimo in casa della levatrice, ma da adolescente, in seguito alla morte del fratellino Enrico all’età di 9 anni, proclama con fermezza il suo ateismo. “Dopo la morte, il nulla”, dichiara nei suoi scritti.
♦ E’ all’Università di Genova invece, che dopo una profonda crisi inizia — grazie anche ad esperienze mistiche — il suo cammino spirituale, che la fa avvicinare alla spiritualità benedettina.
♦ Significativi nel suo percorso di conversione e di formazione alcuni incontri: con il giovane Montini, futuro papa Paolo VI, con il cardinale Schuster, con Padre Gemelli e con don Divo Barsotti.
Il Signore le concede in particolare un’esperienza della Trinità: la eleva “al di là di ogni esperienza umana, al ‘monastero celeste’ dove da sempre vive la Santissima Trinità”, e la conduce nel “cuore” della Trinità.
♦ Nel 1933, oltre alla sua professione come oblata nel monastero benedettino di San Paolo fuori le Mura a Roma, Itala fece anche voto di consacrazione totale alla Trinità.
E’ quello che definisce il suo “quinto voto”, aggiungendolo ai quattro voti che esprimono i benedettini (povertà, castità, obbedienza, stabilità): vota cioè se stessa “all’approfondimento della comprensione del mistero della presenza delle Tre divine persone in lei e aiutare i battezzati, in particolare i sacerdoti e i religiosi, a ridare vita a questa certezza della vita cristiana”.
Tutta la sua vita, la sua preghiera, la sua azione ebbero come riferimento questa centralità.
Nell’aprile del 1941 l’abate di San Paolo fuori le Mura presenta il suo progetto del quinto voto a papa Pio XII, il quale rimane sorpreso “da tanta luce, da tanta umiltà e da un così forte radicamento nella tradizione cristiana”.
♦ Affetta da tempo da endocardite — lo stato infiammatorio dell’endocardio le fu diagnosticato nel 1929 –, Itala Mela muore nell’aprile del 1957 all’età di 52 anni.
Le sue spoglie riposano dal 1983 nella cripta della cattedrale spezzina di Cristo Re.
(fonte: Osservatore Romano)

Dall’ateismo agli altari. A La Spezia sabato 10 giugno scorso ha avuto luogo la beatificazione di Itala Mela nata nel 1904 da genitori non credenti. Nel 1920 perde un fratello di appena 9 anni, esperienza che la porta a ravvisare nell’evento la convinzione dell’ulteriore prova dell’inesistenza di Dio. Il Signore le concede una particolare esperienza della Trinità, conducendola nel cuore del Mistero. Da questa esperienza mistica nascerà in lei  il voto di farla conoscere a tutti.

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