“La Befana mostra i denti”

La vecchietta con la scopa

Se vuoi fare una colletta, devi fare molto in fretta

Ci sono situazioni, episodi, che se vissuti da piccoli rimangono incisi nella nostra memoria, sia che siano piacevoli o no. La tradizione del 06 Gennaio, ovvero l’Epifania, un tempo era sentita solo nelle zone del Sud, ad esempio in Lombardia la Santa che porta i doni la notte del 13 Dicembre è S. Lucia. Mio padre da buon calabrese, emigrato a Bergamo, non voleva dimenticare le sue tradizioni e così ci radunava, mi ricordo ancora la sua voce, bambini da noi chi porta i doni è la vecchietta con la scopa ovvero la Befana, spiegandoci i tratti somatici e soprattutto il naso lungo e arcigno. Così l’attesa di avere i doni era colma di ansia, anche perché c’era la minaccia del carbone per i bambini disobbedienti. E poi, cari lettori, doni per modo di dire… pastelli, qualche libro di favole, dolci e soprattutto grossi calzettoni, infatti a quel tempo, quando mi recavo a scuola la neve mi arrivava alle ginocchia. Col passare degli anni, ho capito che mio padre da bravo statale,(maestro di scuola), riceveva lo stipendio il giorno 27 e aveva tutto il tempo di dedicare qualche soldino ai suoi cinque figli…stipendi da statali allora molto magri. Ora mi fermo e ricomincio dall’inizio… aspettavo la Befana con tutta la gioia e l’innocenza di una bambina, così ogni anno scrivo qualcosa della nostra, cara amata Befana, dedico ai lettori questa poesia del 2017, dal titolo “La Befana mostra i denti“.

La befana mostra i denti

Cielo nero di tempesta
la befana non si arresta,
vola libera nel vento…
06 Gennaio giusto in tempo
per portare ai miei bambini
giochi, dolci e torroncini.
Quando arrivo sulla terra
mi ritrovo nei casini…
tra Natale e Capodanno
non ci sono più quattrini.
La vecchietta ora borbotta
ho la scopa tutta rotta,
il berretto spelacchiato,
ho lo scialle rammendato
e i politici che fanno…
se non passa il sei Gennaio
stesi al sole se ne stanno
e non so se sapevate,
che i giocattoli che porto
me li pago tutti a rate.
Cosa dico ai miei bambini
che ci sono topi grossi…
che rosicchiano i quattrini…
sulla gobba ormai ho cent’anni
ma vi giuro sulla terra
ci son sempre imbrogli e inganni.
Siamo tutti indebitati
vecchi, giovani e malati,
non si trova più lavoro
la benzina è a peso d’oro
e sul nuovo calendario
già trionfano gli aumenti,
l’han deciso a porte chiuse
tutti i nostri presidenti,
l’autostrada, il gas, la luce
e lo Stato cosa fa’…
la pensione ci riduce…
trullallaleru trullallà.
Letta, Renzi, Gentiloni
non so più chi è il Presidente…
ma Befana cosa importa
tanto poi non cambia niente,
quando arrivi sulla terra
non fai che criticare…
e la gente è tutta in piazza
per vederti svolazzare.
Se vuoi fare una colletta,
devi fare molto in fretta.
C’è il ministro prendo e voglio
con un grosso portafoglio,
vedo Alfano, la Gelmini,
c’è la Boschi e la Giannini
e Brunetta non lo vedo…
si è perduto tra i bambini.
C’è Salvini, Berlusconi,
il mio sacco si riempie
di biglietti e bigliettoni.
La befana ora sorride
senza soldi non si vive,
se non fai vere i denti
siamo sempre dei perdenti,
a proposito di denti…
devo dirlo alla Ventura
se mi fa’ la dentatura…
i miracoli si sa
non si fanno più Lassù,
se ti vuoi rifare il naso…
ci son Santi alla TV.
La befana torna in cielo
dove vivono le stelle
e racconta molte cose
sono poche quelle belle…

Dalida Fusco

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