La bisaccia del pellegrino 1-2013

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana10ott

 

 

Gennaio 2013, prima settimana: 30 dic -5 gennaio 2013.

1. Vangelo della domenica 30 dicembre – A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?”
2. Aspetti della vita – Nell’incarnazione Cristo reintegra l’universo.
3. Un incontro con S. Alfonso – Nei suoi canti natalizi il Mistero redentivo del Cristo.
4. Vivere la settimana con la liturgia = 24-29 dic. 2012.
5. Santità calabrese del passato =San Zosimo, Papa (26 dicembre ).

1. Vangelo della domenica –  Lc 2,41-52
Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

_______________

L’inquietudine e l’incomprensione di Maria e di Giuseppe, nonostante la loro vicinanza a Gesù, nonostante che siano stati preparati da Dio al compito di accompagnare i primi passi della vita di Gesù, ci riportano a quello che è il nostro atteggiamento di fronte all’opera di Dio in noi e intorno a noi. Ogni essere è un mistero per quelli che lo circondano. La sofferenza che nasce da questa solitudine collettiva non trova pace se non nella fede.
Noi siamo vicini gli uni agli altri perché siamo tutti amati di un amore divino. L’amore che ci unisce, lungi dall’abolire il nostro essere diversi gli uni dagli altri, rafforza, anima e sviluppa quanto c’è di originale in noi. Ma solo una carità che venga da Dio può mettere nei nostri cuori una tale disposizione.
Maria e Giuseppe non hanno capito a fondo ciò che Gesù diceva o faceva. Ma hanno accettato, nella fede e per amore, di vederlo compiere la sua vita e adempiere alla sua missione, partecipandovi nell’oscurità della loro fede. Che lezione per noi! Quando non capiamo l’azione del nostro prossimo, perché supera le nostre capacità, dobbiamo saper amare senza capire: solo con un tale atteggiamento tutto diventa possibile. (cf LaChiesa.it).

_________________

2. Aspetti della vita
Le famiglie infelici

Le famiglie felici si somigliano tutte; le famiglie infelici sono infelici ciascuna a modo suo.

La liturgia ci propone la festa della Santa Famiglia. Una certa oleografia (penso, ad esempio, a una tela del Murillo, reiterata in mille copie) la presenta come un delizioso quadretto di luminosa serenità, un po’ come accade alla “posa” di certe fotografie nuziali. In realtà, se stiamo ai Vangeli, le vicende della famiglia di Nazaret non furono né quiete né “domestiche”, fin dagli inizi.
Proprio su questa rappresentazione tutt’altro che idilliaca, ho voluto proporre una frase che m’è rimasta in mente da sempre, dalla lettura di quel grandioso romanzo che è l’Anna Karenina di Tolstoj, un testo che scava in profondità i drammi della coppia, in particolare quelli di Anna e di Vronskij (ma non solo: c’è anche la difficile vicenda matrimoniale del fratello di Anna e quella di un’altra coppia, Kitty e Levin).
Il grande scrittore russo, sulla base anche della sua esperienza personale, ci ricorda che, se la felicità ha una sua semplicità, l’infelicità familiare ha una complessità che esige un’attenzione specifica. L’esito del romanzo, come è noto, è tragico perché il suicidio della Karenina suggella un rapporto tormentato e lacerante. È, dunque, importante affrontare la crisi di coppia mai con superficialità, né è giusto lasciare sola una famiglia in difficoltà. Ogni vicenda in questo ambito ha una sua identità: non si può ricorrere a schemi psico-sociologici, è necessario coinvolgere tutte le energie interne ed esterne, bisogna con pazienza e amore ritessere le fila degli squarci, non si deve risparmiare tempo e ascolto. Ed è solo con questo realismo intrecciato alla delicatezza che si ricostruisce l’unità, senza lasciarsi andare subito verso la deriva dello scoraggiamento o dell’atteggiamento dimissionario. (Card. Gianfranco Ravasi).

 

3. Un insegnamento di S. Alfonso
I genitori di Alfonso
Padre di Alfonso fu D. Giuseppe Liguori, ottimo soldato, e Capitano delle Galere di Napoli. Egli unì alla nobiltà de’ natali un viver esemplare, e tutto cristiano; frequentava le Chiese e i Sacramenti; e fu esente da quei trasporti militari, che talvolta mettono in dimenticanza l’onore di Dio e la propria Anima. Andando per mare colle Galere, il suo stanzino sembrava una cella di monaco: oltre l’esser piena d’immagini sante, portava con sé quattro statuette di Gesù appassionato, che poi donò alla nostra Casa di Ciorani; cioè Cristo all’Orto, alla Colonna, mostrato al Popolo, e colla Croce sulle spalle; e diceva che da questa sua divozione a Gesù addolorato ricevuto avea delle molte grazie e singolari. Era poi D. Giuseppe nemico di conversazioni per se pericolose e non ometteva quelle divozioni che sono proprie e che fanno la caratteristica di un Cavalier Cristiano.
Madre di Alfonso fu D. Anna Cavaliere, Dama troppo cara a Dio e di un merito assai singolare. Ella era figlia di un Padre e di una Madre amendue Santi: il padre D. Federico Cavaliere e la Madre D. Elena di Avernia, nobile di origine spagnuola. Sono troppo note in Napoli le rare qualità di Donna Anna: era donna di orazione, amante de’ poveri, e nemica di se medesima; affligevasi di continuo con frequenti digiuni, con cilizi e flagellazioni e con altri mezzi di eroica penitenza. Non fu mai a teatri, nè fu amante di conversazioni; ma attendeva in casa a Dio ed a se stessa. Soprattutto vedevasi sollecita per la cura de’ figli, e nel soddisfare i doveri di sposa.
Tali furono in santità segnalati gli antenati di Alfonso, che esser doveva uno de’ maggiori luminari nella Chiesa di Gesù Cristo: animato da una santità trasfusa e quasi ereditata da’ suoi Maggiori. (Tannoia, pag. 3).

 

4. Vivere la settimana con la liturgia = 31 dicembre  5 gennaio 2013 Liturgia delle Ore: Propria.

 

31  dicembre (lunedì) – Colore liturgico – Bianco.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Gloria nei cieli e gioia sulla terra.  – Voltandosi a guardare l’anno che sta per compiersi il cristiano vi scorge la mano di Dio che l’ha sorretto e guidato e apre il proprio cuore per ringraziarlo dei doni.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi =1 Giovanni 2,18-21; Salmo 95,1-2.11-13; Giovanni 1,1-18.
  • – Santi di oggi = San Silvestro I; Santa Caterina Labouré.

1 gennaio 2013 (martedì) SOLENNITA’ della Madre di Dio
Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù. – Colore liturgico – Bianco.

+ Dal Vangelo secondo Luca (2,16-21) In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

________ Vivere in pace è il sogno di ciascuno e dell’umanità intera. Attraverso il salmo che la liturgia ci propone, il popolo di Israele inneggiava e invocava la benedizione del Signore. A volte si è tentati di pensare che la volontà di Dio e quella degli uomini vadano in diverse direzioni. Niente di più falso: all’inizio di quest’anno ci viene ricordato che Dio desidera la pace per tutta la terra, per questo riempie il mondo della sua benedizione.
San Paolo ci annuncia che Dio non si accontentò di comunicare i suoi messaggi attraverso i profeti. Per la sovrabbondanza del suo amore, quando venne la pienezza del tempo, Dio Padre volle mandare il suo unico Figlio, Gesù Cristo, il principe della pace, per la salvezza dell’umanità.
Poiché la concordia è nei progetti del Signore, gli uomini di buona volontà sappiano che Dio è loro alleato per spargere semi di pace nel mondo. L’evangelista Luca narra il privilegio che ebbe la Madre di Dio: per prima, potè adorare il Redentore. Maria è anche madre della Chiesa. Lei stessa manifestò ai primi credenti il Salvatore. Di lei canteranno la beatitudine tutte le generazioni.

 

2 gennaio (mercoledì) – Colore liturgico – Bianco.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore. – Come Giovanni Battista anche i cristiani di oggi sono chiamati a essere annunciatori della Parola di Gesù con il proprio esempio.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi = 1Gv 2,22-28; Sal 97,1-4; Gv 1,19-28.
  • – Santi di oggi = Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa.

3 gennaio (giovedì) – Colore liturgico – Bianco.

– Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore. – Ogni testimonianza di fede, come quella del Battista, non è fine a se stessa, ma ha come scopo far nascere la fede in Cristo Gesù..

– Letture bibliche alla Messa di oggi = 1 Giovanni 2,3-11; Salmo 95,1-35b-6; Luca 2,22-35.

– Santi di oggi = antissimo Nome di Gesù; San Fiorenzo; Santa Genoveffa.

4 gennaio (venerdì)  – Colore liturgico – Bianco. – Primo Venerdì.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Gloria nei cieli e gioia sulla terra. Oppure: Lode, a te, Signore, re di eterna gloria. –  Il Signore Gesù con il dono del Battesimo continua anche oggi a chiamare uomini e donne perché lo seguano.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi = 1Gv 3,7-10; Sal 97,1.7-9; Gv 1,35-42.
  • – Santi di oggi = Beata Angela da Foligno; Santa Elisabetta A. Seton.

5 gennaio (sabato)  – Colore liturgico – Bianco.

– Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Acclamate il Signore, voi tutti della terra. – La prima lettura invita al vero amore che ha come esempio la vita del Signore Gesù e la sua passione, morte e risurrezione.

– Letture bibliche alla Messa di oggi = 1Gv 3,11-21; Sal 99,2-5; Gv 1,43-51.

– Santi di oggi = San Deogratias; Sant’Edoardo Confessore.

 

5. Saggezza calabrese
La festa di Natale

No’ nc’è nottata filici e giocunda
Bella comu la notti di Natali!
Nasciu lu Ridinturi di lu mundu
Ammenzu a S. Giuseppe e dui animali.

La notti di Natali
E’ ‘na festa principali,
Ca nasciu nostru Signuri
Nta ‘na povira mangiatura
Cu lu goi e l’asineju,
San Giuseppi lu vecchiareju.
Quant’è bejia la notti di Natali!
Ca parturiu Maria nzenza duluri,
Mbiatu cù la vaci a visitari,
Fici ‘nu Figghiu ch’è dignu d’amuri

(da Giuseppe Chiapparo, Etnografia di Tropea, Scritti demologici e storici, a cura di Giuseppe Carone.)

Felice Anno Nuovo a tutti i visitatori di Tropeaedintorni.it

Condividi l'articolo