La bisaccia del pellegrino 10-2012

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

Marzo 2012, prima settimana: 4-10 marzo

1. Vangelo della domenica 4 marzo – “Questi è il Figlio mio, l’amato”.
2. Aspetti della vita  – Nell’anno della fede 72 città europee in missione, come i discepoli.
3. Un incontro con S. Alfonso – Nelle sofferenze: le “Vittorie dei Martiri”.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  5-10 marzo 2012.
5. Curiosità calabresi del passato  =  Storie della Passione.

1. Vangelo della domenica –  (Mc 9,2-10)
Questi è il Figlio mio, l’amato.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

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La trasfigurazione occupava un posto importante nella vita e nell’insegnamento della Chiesa primitiva. Ne sono testimonianze le narrazioni dettagliate dei Vangeli e il riferimento presente nella seconda lettera di Pietro (2Pt 1,16-18).
Per i tre apostoli il velo era caduto: essi stessi avevano visto ed udito. Proprio questi tre apostoli sarebbero stati, più tardi, al Getsemani, testimoni della sofferenza di nostro Signore.
L’Incarnazione è al centro della dottrina cristiana. Possono esserci molti modi di rispondere a Gesù, ma per la Chiesa uno solo è accettabile. Gesù è il Figlio Unigenito del Padre, Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero. La vita cristiana è una contemplazione continua di Gesù Cristo. Nessuna saggezza umana, nessun sapere possono penetrare il mistero della rivelazione. Solo nella preghiera possiamo tendere a Cristo e cominciare a conoscerlo.
“È bello per noi stare qui”, esclama Pietro, il quale “non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento”. La fede pone a tacere la paura, soprattutto la paura di aprire la nostra vita a Cristo, senza condizioni. Tale paura, che nasce spesso dall’eccessivo attaccamento ai beni temporali e dall’ambizione, può impedirci di sentire la voce di Cristo che ci è trasmessa nella Chiesa. (La Chiesa.it). 

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La seconda domenica di Quaresima pone sempre al centro del nostro sguardo la Trasfigurazione di Gesù. Anche noi siamo invitati a fissare gli occhi su di lui e sulla sua gloria pasquale (Vangelo). La potremo contemplare nella sua profondità e bellezza solo a condizione di saper ascoltare, insieme a Gesù, tutte le Scritture, simboleggiate da Mosè ed Elìa.
L’invito a volgersi verso il Trasfigurato assume un significato particolare proprio nella luce delle Scritture, in particolare di quei testi che ascoltiamo come prima e seconda lettura di questa celebrazione. Veniamo così sollecitati a riconoscere in Gesù colui che il Padre offre in dono per la nostra salvezza. Dio ferma Abramo mentre sta per sacrificare Isacco (I Lettura).
Non è un uomo a dover offrire il proprio figlio a Dio. È Dio stesso che, come ricorda Paolo ai Romani, «non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi». In lui ci donerà ogni altro bene. La gloria di Dio che traspare e si irradia da Gesù sul Tabor è la gloria di un amore che tutto dona – persino il proprio Figlio – perché possiamo essere giustificati – resi cioè di nuovo giusti – e ricolmi di tutti i doni di Dio. (Fr Luca Fallica, Comunità SS. Trinità di Dumenza).

 2. Aspetti della vita
Nell’anno della fede 72 città europee in missione, come i discepoli

Sarà Benedetto XVI ad aprire l’Anno della fede il 11 ottobre 2012, cinquantesimo anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II, con una celebrazione alla presenza dei padri sinodali impegnati nella XIII assemblea generale – in programma dal 7 al 28 ottobre – sul tema “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”.
Lo riferisce l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Il presule anticipa anche che la “missione metropoli” sarà estesa da dodici a ben settantadue città europee: cifre dall’evidente valore simbolico: si passa infatti dal numero ristretto degli apostoli (12) a quello più ampio dei primi discepoli inviati di Cristo (72).
L’arcivescovo Fisichella sulle prospettive della nuova evangelizzazione nell’Anno della fede: “La Quaresima è una felice opportunità, perché la lettura della Parola di Dio, le catechesi, la celebrazione del sacramento della riconciliazione, unite al segno di carità, possono essere ancora un segno evidente dell’impegno dei cristiani nell’annunciare il Vangelo di Gesù ai nostri giorni. E colpisce positivamente come abbia ricevuto un’approvazione unanime mia proposta di estendere nel 2013 quest’esperienza a 72 grandi città d’Europa. E non è cosa da poco”. (Osservatore Romano del 03/02/2012).

Una preghiera per restare vigili
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». È il richiamo che oggi ripete Dio a tutti noi, con quell’amore di Padre, che vuole il bene dei suoi figli.
Aiutaci, Signore, a comprendere quanto sia importante saper ascoltare Cristo, la parola del Padre e le necessità di chi ci vive accanto, perché solo così riusciremo a rispondere a quel comando divino, dettato sul Monte della Trasfigurazione. (Letizia Battaglino)

3. Un incontro con S. Alfonso
Nelle sofferenze: le vittorie dei Martiri

S. Alfonso, mentre era vescovo e all’età di , fu colto dalle tremende  sofferenze dell’artrosi cervicale e lombare e artritiche che lo confinarono a lunghi periodo di riposo a letto.
In preda alle sofferenze egli meditava la Passione del Crocifisso, ai cui piedi aveva scritto: “Così si ama” o ascoltava la storia dei Martiri, specie quella recente del Giappone.
Vescovo squisitamente mariano amava portare pendente al fianco sinistro la corona di 15 poste come usava da missionario. Nei momenti più penosi si aggrappava a quell’àncora di salvezza, offrendosi come vittima per i peccati del mondo col divino Redentore.
In questo residuo di tempo, tra le altre opere, pubblicò le Riflessioni sulla Passione di G. Cristo, che si leggono tuttora con profitto, e le Riflessioni divote sovra diversi punti di spirito, tanto apprezzate dall’Abate Prospero Guéranger.
Il 3 novembre 1774 confidava a Remondini: “Io per non trattenermi in ozio in questi miei rimasugli di vita, ho cominciato una opera divota, cioè le Vittorie dei Martiri, ricavando i loro martiri dagli autori più celebri che ne hanno scritto. E già ne ho fatto stampare tre fogli”. Condusse avanti il lavoro con lena nonostante la malattia: il libro uscì nel 1775 in due tomi e incoraggiò i cristiani a praticare la fede senza rispetti umani in mezzo ad una società che simpatizzava con i deisti e i materialisti.

Mons. Daniele Comboni [canonizzato da Giovanni Paolo II il 5 ottobre 2003] nel 1846, a 15 anni, scoprì la propria vocazione, sfogliando le Vittorie dei Martiri. L’eroismo lo colpì e decise il suo avvenire: gli balenò alla mente distinta la chiamata alla evangelizzazione dell’Africa centrale, uno dei punti più scabrosi delle Missioni Cattoliche. Non si arenò di fronte a una valanga di contraddizioni. Con la fermezza invitta dell’araldo di Cristo risalì il Nilo e si inoltrò impavido nella misteriosa Nubia. Fondò l’Istituto veronese per le Missioni Africane e le Pie Madri della Nigrizia per sviluppare il proprio ideale e dargli un successo duraturo.
Nel 1881, a 50 anni, terminava la gloriosa avventura, fortunato per aver accolto nella giovinezza la voce dei Martiri sgorgata dal cuore del più classico missionario del Settecento, Alfonso de Liguori, che nel 1734 aveva aspirato ardentemente di svincolarsi dalle borgate vesuviane e salpare per il Sud Africa.
Mons. Tommaso Falcoia, che dirigeva spiritualmente S. Alfonso, gli scrisse: “Certo è che la vostra ispirazione d’aiutare l’ anime abbandonate del Capo di Buona Speranza è da Dio, ed è buona per conseguenza. Ma io, con Sua Divina Maestà, la bramo migliore e più vasta. Caro mio, perché desiderate d’aiutare quelle anime abbandonate e non tant’altre pure che si trovano in simili necessità e abbandoni nel resto tutto dell’Africa, dell’Asia, dell’America, dei paesi incogniti e dell’Europa istessa?…”.
E non gli permise di partire, perché attendesse al consolidamento e alla crescita dell’Istituto redentorista, fondato un biennio avanti. Il vecchio direttore presagiva che il Liguori rimanendo in Italia avrebbe reso incalcolabili servizi alla santa Chiesa con le sue legioni missionarie, che si sarebbero diffuse sotto ogni cielo.
(cf. Oreste Gregorio, Monsignore si diverte, p. 145 – libro edito nel 1962 per ricordare il Secondo Centenario della consacrazione episcopale di S. Alfonso M. De Liguori.) 

4. Vivere la settimana con la liturgia = II Settimana di Quaresima
(5-10 marzo) Liturgia delle Ore: II Settimana con parti proprie. 

5  marzo  (lunedì) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Signore, non trattarci secondo i nostri peccati. – Il precetto dell’amore si attua nella misericordia, che dobbiamo necessariamente esercitare verso il prossimo per dimostrare di essere tutti “figli” di un Padre, che è misericordioso.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Daniele 9,4b-10; Salmo 78,8-9.11.13; Luca 6,36-38.
  • – Santi di oggi  =  San Teofilo; Sant’Adriano di Cesarea; San Virgilio. 

6  marzo  (martedì) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio. – Il nostro Padre è quello celeste; nostro Maestro e Guida è solo Gesù. Essi sono il punto di riferimento per tutti i discepoli, che rimangono solo “servi”, senza pretese e millanterie.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Isaia 1,10.16-20; Salmo 49,8-9.16.17.21.23; Matteo 23,1-12.
  • – Santi di oggi  =  Santa Coletta Boylet; B. Leonida Fedorov.

7  marzo  (mercoledì) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  – Salvami, Signore, per la tua misericordia. – Gesù sale a Gerusalemme «per servire e dare la propria vita»; i discepoli, al contrario, si aspettano di partecipare subito alla sua “gloria”, ignorando che è necessario bere prima il calice della “passione”.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Geremia 18,18-20; Salmo 30,5-6.14-16; Matteo 20,17-28.
  • – Santi di oggi  =  Sante Perpetua e Felicita; Santa Teresa M. Redi.

8  marzo  (giovedì)  –  Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi =  Beato l’uomo che confida nel Signore. – Nella predicazione di Gesù, i beni di questo mondo non solo non garantiscono i beni futuri, ma sono addirittura il presagio di un doloroso rovesciamento. Quanto è difficile da capire!
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Geremia 17,5-10; Salmo 1,1-4.6; Luca 16,19-31.
  • – Santi di oggi  = San Giovanni di Dio; San Ponzio.

9  marzo  (venerdì) – Colore liturgico viola.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie. –  La tentazione di farla da padroni è comune. Tale atteggiamento è sempre rischioso, ma chiaramente fallimentare riguardo al “regno di Dio”, che esclude ribellioni ed evasioni.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Genesi 37,3-4.12-13.17-28; Salmo 104,16-21; Matteo 21,33-43.45-46.
  • – Santi di oggi  =  Santa Francesca Romana; San Paciano; San Domenico Savio.

10  marzo  (sabato) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Misericordioso e pietoso è il Signore. – L’atteggiamento del padre verso il figlio prodigo ci irrita nella misura in cui ci sentiamo “trascurati” e rifiutiamo di partecipare alla gioia del “padre”.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Michea 7,14-15.18-20; Salmo 102,1-4.9-12; Luca 15,1-3.11-32.
  • – Santi di oggi  = Santi Caio e Alessandro; San Vittore; San Simplicio.

5. Curiosità calabresi del passato
Storie della Passione

Chiantu di Maria, Gesù l’affannu, Cristu fu cundannatu a la culonna,
Fu cundannatu di aggenti tiranni
Giuda, chi lu traditi non si lu ‘nsonna. – Giuvanni, di ‘ss’atfettu chi mi porti,
Dimmi se lu mio Figghiu è vivu o mortu,
S’è vivu o mortu mi lu troverannu,
A li strati di Cafàssu lu pigghiamu.
— Quandu arrivarù a li primi citati,
Canti Popolari Calabres
Zà nei jettarù l’atterrenti vuci.
Passò la truppa e la cavalleria
Li chiova (2) cu li spini priparati,
Appressu, appressu l’afflitta Maria
Ciangendu e gralimandu pe’ la via,
Zà non canuscìa lu Redenturi,
Di culuri era tuttu stracahgiatu,
Sentìa li corpa di li battituri,
Misaricordia ! chi crudilitati.
Dl amici e di parenti visitatu,
Cu belli ‘nguenti preziusi e fini,
La Matalena cu ‘nguentu currìu,
E Nostru Signuri subitu sanau.
Si pigghia lu mantuzzu e nescìu fora
E nci affrunta suo caru San Giuvanni :
— Vui, cara Madre, duve andate?
— Io vadu pe’ riparu e pe cunsiglio,
E pimmu trovu lu mio cani Figlio.
— Vostru Figliu è sutta di Pilatu,
Li carni li Giudei nci hannu stracciatu.
Maria quando ‘ntisi ‘sta nuvella,
Catti  tri boti cu la faccia ‘n terra.
E poi scurò lu mari e poi la terra,
Scurò lu visu di Maria la bella ;
E poi scurò lu suli e poi la luna,
Scurò lu visu di ‘sta gran Signura.
(S. Costantino Briatico – Parghelia) n. 2967.

Raffaele Lombardi Satriani
In “Canti popolari calabresi” Volume IV
Napoli, Eugenio De Simone editore, 1933

 

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