La bisaccia del pellegrino 21-2012

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

Maggio 2012, quarta settimana:  20-26  maggio  

1. Vangelo della domenica 20 maggio Ascensione –  «Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio».
2. Aspetti della vita  – «Silenzio e parola: Cammino di evangelizzazione».
3. Un incontro con S. Alfonso – Vecchio, curvo e sordo… ma che santo!.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  21-26 maggio 2012.
5. Curiosità calabresi del passato  =  L’arcivescovo di Rossano Cardamone vittima del sanfedismo del cardinale Ruffo. 

1. Vangelo della domenica –  (Mc 16,15-20)
Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano..

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La missione della Chiesa è presieduta da Gesù Cristo risorto, salito al cielo e intronizzato Signore alla destra del Padre. L’ascensione e l’invio degli apostoli sono inseparabili. Tra gli undici (Giuda il traditore ha seguito un altro cammino), inviati da Gesù e beneficiari della sua promessa fedele e potente, si trovano anche i successori degli apostoli e la Chiesa intera. Gesù ci invia, ci accompagna e ci dà la forza. Noi non siamo dei volontari spontanei, ma degli inviati. Appoggiandoci su Gesù Cristo vincitore della morte, possiamo obbedire quotidianamente al suo ordine di missione nella serenità e nella speranza.
Gli apostoli sono i messaggeri di una Parola che tocca l’uomo nel centro della sua vita. Il Vangelo, affidato alla Chiesa, ci dà una risposta definitiva: se crediamo, siamo salvati, se rifiutiamo di credere o alziamo le spalle, siamo perduti. Attraverso la fede, che è il sì dato dall’uomo a Dio, noi riceviamo la vita.
Il Signore conferma la predicazione degli apostoli con molti segni; e segni accompagnano anche i credenti. Attraverso questi segni, diversi e coestesi alla missione della Chiesa, Dio vuole garantire la sua azione in coloro che egli ha inviato e invita tutti gli uomini ad abbandonare ciò che è visibile e quindi attraente per il mistero della salvezza. (La Chiesa.it). 

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Cristo è asceso nei cieli regna alla destra del Padre – Cristo lascia gli apostoli promettendo lo Spirito Santo. Nasce così la Chiesa. È l’orazione odierna a dichiarare la ragione della gioia: la nostra umanità è innalzata con Cristo accanto al Padre e questo ci garantisce la speranza di poter raggiungere il “nostro Capo nella gloria”.
È la festa della speranza e della promessa che ora danno il ritmo alle nostre giornate. Nel Vangelo vediamo che Gesù consegna ai suoi discepoli il suo stesso potere che si esprime in quei segni che hanno caratterizzato la sua vita: scacciare i demòni, annunciare la salvezza, lottare contro il male. Lì dove c’è un cristiano c’è anche la presenza di Cristo risorto e vittorioso.
L’Ascensione non è lo sparire di Cristo in una zona lontana, ma è la vicinanza permanente di Cristo nel cuore dei credenti grazie alla forza dello Spirito Santo (I Lettura). La seconda lettura ci racconta che una nube avvolge il Signore: è il segno del suo entrare nel mistero di Dio. Egli è alla destra di Dio, partecipa della sua sovranità: e con il Padre è sempre presente accanto a noi. (Elide Siviero in “La Domenica”). 

 

 2. Aspetti della vita: Nel giorno dell’Ascensione la 46ª Giornata delle Comunicazioni Sociali
«Silenzio e parola: Cammino di evangelizzazione»

«La parola è un’ala del silenzio», diceva il famoso poeta cileno Pablo Neruda. Sicuramente ognuno di noi avrà sperimentato che in certi momenti della vita – come, ad esempio, quando andiamo a trovare un parente o un amico o un malato molto caro – non abbiamo bisogno di molte parole: basta un gesto, uno sguardo e si entra subito in contatto. Ma non sempre è così. Può anche succedere che due persone si parlino per tutta la vita e non comunichino mai il proprio profondo.
Questo secondo caso assomiglia molto ad un certo tipo di comunicazione mediatica, dove tutto si riduce a semplice rumore di fondo: spot, slogan, jingle, blog, gossip, articoli o programmi su vip e vamp.
Il tema suggerito da Benedetto XVI per la Giornata odierna delle comunicazioni sociali – Silenzio e parola: cammino di evangelizzazione – non deve tuttavia essere letto come un banale rimbrotto a chi si nutre prevalentemente dei rumori di fondo dei media, ma come un invito sia agli operatori sia agli utenti a far sì che il silenzio e la parola scritta o elettronica servano ad esprimere quel qualcosa che dà vero valore alla vita e alla crescita umana e spirituale. Su queste fondamenta umane noi cristiani siamo poi chiamati a dare un sapore ancor più intenso al silenzio e a rendere le parole ancor più “significanti”, proponendo un “cammino di evangelizzazione” che dà senso a ciò che siamo e facciamo. (Tarcisio Cesarato, massmediologo).

Una preghiera per restare vigili
Aiutaci, Signore, a corrispondere al tuo santo volere e a cooperare alla santificazione di tanti nostri fratelli, che ignorano il tuo Vangelo; fa’ che predicando la tua Parola, soprattutto con la vita, e vivendo, con coerenza, i nostri impegni cristiani, essi conoscano il tuo messaggio di salvezza e avvertano in sé il desiderio di ricevere il Battesimo, “porta della vita” che li unisce a te, li inserisce nella tua Chiesa e li fa diventare “figli della luce”. (D. Mariano Grosso, osb).

3. Un incontro con S. Alfonso
Vecchio, curvo e sordo… ma che santo!

S. Alfonso ormai era a Pagani tra i suoi confratelli e trascorreva le giornate tra preghiera, studio e ricevendo i numerosi visitatori.
Tra visite e studi la giornata di Monsignore si decorava di episodi, che svelavano una sorgente di buon umore, non disseccata dagli sconvolgimenti interiori di quegli ultimi anni. A quell’età che suole rendere l’uomo intollerante e scontroso per le aspre angustie il Santo rideva persino del suo penosissimo incurvamento, non per stoicismo si sottintende: “Tante volte mi hanno chiamato collo torto, che ci son diventato”.
Il servitore scorgendolo seduto in maniera disagiata gli diceva: “Monsignore, raddrizzatevi perché state scomodo”. Ed Egli soggiungeva con bonarietà luminosa: “Per quanto mi raddrizzo, sempre mi ritrovo storto”.
A chi lo supplicava per una guarigione ribatteva argutamente: “Se fossi santo e sapessi far miracoli, sanerei me stesso che sono storpio e nulla valgo”.
Era sempre gioviale. Un giorno del caldissimo luglio domandò un bicchiere di acqua, e Alessio corse ad attingere quella nevata che si conservava in cantina. Fatto il primo sorso, il Santo esclamò festevole: “Benedetto Iddio! Quante belle cose ha fatto per noi”.
La quasi sordità non aveva creato la solitudine intorno a lui. Il p. Villani gli aveva comprato una tromba acustica spettacolare che adoperava non senza diverstimento dei suoi interlocutori. Il caratteristico cimelio può oggi osservarsi nel Museo Alfonsiano.
Quando scorgeva l’infermiere con la faccia lunga o con la fronte ipertesa, ripeteva con grazia illuminandosi: “Con noi poveri vecchi ci vuole una gran pazienza!”.

L’amore per la natura – I discepoli lo circondavano con premure delicate: il p. Corsano gli portò un mattino un uccellino che si era infilato nel corridoio. In vederlo il Santo s’intenerì e palpatolo ordinò di ridargli la libertà. Dubitandone mandò il p. De Robertis ad accertarsi se veramente il fringuello aveva ripreso il volo al di là della finestra.
Un’altra volta gli fu mostrato un volatile ferito ed egli commosso nel vederlo soffrire, lo fece consegnare a fratello Mattia, orologiaio, perché lo medicasse. Felice della guarigione dopo alcuni giorni lo lasciò ritornare tra gli alberi del chiostro.
Il menzionato p. Corsano nella mattinata forse di un sabato santo, cantato l’Alleluia, trasportò un agnello lattante alla camera di sant’Alfonso, che al solo guardarlo ebbe un sussulto, ravvisando in esso l’immagine di Gesù immolatosi per i nostri peccati. Sospese di scrivere e sollevate le gambette se lo pose sul seno carezzandolo con emozione indicibile. Contemplatolo per un pezzo, narra l’antico cronista, lo restituì a patto che non venisse ucciso per il rituale pranzo pasquale.
Di tanto in tanto specie nei mesi estivi, veniva trasportato sulla seggiola a ruote nella portineria, e molti fanciulletti gli si accostavano per essere benedetti. Egli li catechizzava godendo della loro innocente compagnia. Agli amici che si fermavano a gustare quella scena diceva divertito: “Vedo tanti passerotti intorno ad una coccovaia“.
(cf  Oreste Gregorio, Monsignore si diverte, pp. 158-159)

4. Vivere la settimana con la liturgia = VII Settimana di Pasqua
(21-26 maggio) Liturgia delle Ore: III Settimana con parti proprie. 

21  maggio  (lunedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Regni della terra, cantate a Dio. – «Non abbiamo sentito dire che esista uno Spirito Santo», dicono alcuni discepoli a Paolo. Per tanti cristiani d’oggi le cose non sono poi così cambiate. Eppure, senza il dono dello Spirito non partecipiamo alla vittoria di Cristo.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Atti 19,1-8; Salmo 67,2-7; Giovanni 16,29-33.
  • – Santi di oggi  =  Santi Cristoforo Magallanes e compagni; San Carlo Eugenio de Mazenod. 

22  maggio  (martedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Regni della terra, cantate a Dio. – Nella solenne preghiera prima della sua Passione, Gesù non prega per sé ma per noi, suoi discepoli di tutte le generazioni, a cui ha consegnato le sue parole di vita.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Atti 20,17-27; Salmo 67,10-11.20-21; Giovanni 17,1-11a.
  • – Santi di oggi  =  Santa Rita da Cascia; Beata Umiltà (Rosanna).

23  maggio  (mercoledì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  – Regni della terra, cantate a Dio. – Gesù chiede al Padre per la sua Chiesa il dono della comunione, la pienezza della gioia e la difesa dal Maligno. Solo così potrà prolungare la sua missione nella storia.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Atti 20,28-38; Salmo 67,29-30.33-36; Giovanni 17,11b-19.
  • – Santi di oggi  =  Sant’Efebo; San Giovanni Battista de Rossi; Sant’Onorato.

24  maggio  (giovedì)  –  Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Proteggimi, o Dio, in te mi rifugio. – Solo la piena unità tra i fratelli sul modello della comunione trinitaria custodisce l’amore divino nel mondo e rende credibile la missione della Chiesa.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Atti 22,30; 23,6-11; Salmo 15,1-2.5.7-11; Giovanni 17,20-26.
  • – Santi di oggi  =  Madonna Ausiliatrice; San Vincenzo di Lérins.

25  maggio  (venerdì) – Colore liturgico bianco.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Il Signore ha posto il suo trono nei cieli. – Gesù risorto affida a Pietro il suo gregge. Ma prima deve prendere coscienza che solo il suo amore per il Signore lo rende autentico pastore capace di dare per esso la vita.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Atti 25,13-21; Salmo 102,1-2.11-12.19-20; Giovanni 21,15-19..
  • – Santi di oggi  =  San Beda; San Gregorio VII; Santa Maria Maddalena de’ Pazzi.

26  maggio  (sabato) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Gli uomini retti, Signore, contempleranno il tuo volto. – La testimonianza di Giovanni, «il discepolo che Gesù amava », è diversa da quella di Pietro, ma altrettanto essenziale. Essa è incarnata da coloro che contemplano e annunciano il primato dell’amore di Dio.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Atti 28,16-20.30-31; Salmo 10,4-5.7; Giovanni 21,20-25.
  • – Santi di oggi  = San Filippo Neri, sacerdote. San Lamberto di Vence.

 

5. Curiosità calabresi del passato
L’arcivescovo di Rossano Cardamone vittima del sanfedismo del cardinale Ruffo

All’età di 71 anni, il 29 maggio 1800, si spense a Rossano l’Arcivescovo Andrea Cardamone, vittima illustre della controrivoluzione sanfedista del cardinale Fabrizio Ruffo del 1799. Era Originario di Tramonti, in provincia di Salerno, dove era nato il 9 novembre 1729, ed era stato promosso arcivescovo di Rossano nel 1778.
Sospettato di aver parteggiato per le idee repubblicane antiborboniche e di aver consentito che si innalzasse l’albero della libertà nella piazza dei Mercanti proprio sotto l’Episcopio, Mons. Cardamone dovette immeritatamente subire la pesante ritorsione degli inviati speciali del Cardinale e nella fattispecie dei vescovi di Cariati ed Umbriatico Mons. Felice D’Alessandria ed Isidoro Leggio.
In verità l’Arcivescovo Cardamone, pur debilitato dalla gotta, all’invito del Cardinale era intervenuto ed aveva convinto i municipalisti ad accettare le condizioni di resa, ma il suo gesto non era stato capito dal Ruffo, che rimase insoddisfatto anche dell’atto di omaggio e di devozione della deputazione rossanese che si era a lui presentata ai primi di aprile del 1799 con una lettera dell’Arcivescovo. In questi termini il Cardinale scrisse ila aprile successivo al ministro Acton lamentando come il presule non aveva dato “prova di pentimento”, pur essendo “sospettato di adesione al partito repubblicano”.
Per conseguenza, per quanto Rossano si fosse pacificamente consegnata ed arresa, Mons. Cardamone venne sequestrato e rimase per più giorni in carcere nello stesso episcopio nelle mani dei due vescovi menzionati, restandone profondamente umiliato e fisicamente colpito.

L’Arcivescovo Cardamone, malgrado gli attestati di solidarietà e di affetto dei Rossanesi, non si riprese più dallo smacco ed il 29 maggio 1800 si spense silenziosamente, mentre i suoi resti mortali vennero poi tumulati in Cattedrale.
(Luigi Renzo – In Calabria tra storia e costume, Ferrari Editore 2003, pp. 90-91.)

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