La bisaccia del pellegrino 24-2012

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

Giugno 2012, seconda settimana:  10-16 giugno.

1. Vangelo della domenica 10 giugno –  Corpus Domini –  «Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.».
2. Aspetti della vita  – «Il Canto del Corpus Domini».
3. Un incontro con S. Alfonso –  Al tramonto la dolce presenza della Madonna.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  11-16  giugno 2012.
5. Curiosità calabresi del passato  =  L’Infiorata del Corpus Domini anche in Calabria.

1. Vangelo della domenica –  (Mc 14,12-16.22-26)
Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi..

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Gesù ci ha promesso di stare con noi fino alla fine del mondo (Mt 28,20). Egli ha mantenuto la sua parola in molti modi. Egli è con noi nella sua parola, che è sempre una parola viva e santa, che conduce al Padre chi ad essa si affida. Egli è presente, ancora di più, nel sacramento del suo corpo e del suo sangue. E ciò merita certo una festa.
Questo sacramento ci colma, innanzi tutto perché fa arrivare fino a noi l’“incarnazione” del Verbo divino: Dio continua a venire per restare. Non ci abbandonerà più. In secondo luogo, questo sacramento ci nutre: alimenta in noi quella vita divina che è la nostra vera vita, poiché è eterna.
Questo sacramento, infine, ci fa vedere, sotto forma di pane e di vino, colui che gli apostoli hanno visto, ma, proprio come Gesù di Nazaret non era visto da tutti come il Messia, il sacramento del suo corpo e del suo sangue non convince tutti.
Per chi si ferma alle apparenze, tale sacramento non costituisce una prova, poiché ciò che si vede non basta. Infatti si vede solo ciò che si lascia vedere. Per il credente invece, cioè per chi si lascia raggiungere dall’amore di Dio, questo sacramento è il più grande fra i segni, il segno che mette in comunione con Gesù stesso. Il credente è da esso trasfigurato, il suo peccato è purificato, grazie ad esso pregusta il banchetto promesso: quello delle nozze del Figlio.  (La Chiesa.it). 

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Le parole che Gesù pronunciò nell’ultima Cena, vengono ripetute ogni volta che si rinnova il Sacrificio eucaristico. Ci conducono nel Cenacolo, ci fanno rivivere il clima di quella notte quando, celebrando la Pasqua con i suoi, il Signore anticipò il sacrificio della croce.
«Questo è il mio sangue… sangue dell’alleanza». Gesù presenta se stesso come il vero e definitivo sacrificio nel quale si realizza l’espiazione dei peccati e la profezia di nuova alleanza fondata sulla fedeltà e sull’amore del Figlio di Dio fattosi uomo.
L’antica alleanza era stata sancita sul Sinai con il sacrifico di animali e il popolo, liberato dalla schiavitù dell’Egitto, aveva promesso di eseguire i comandamenti dati dal Signore. Ma Israele si mostrò incapace di mantenere la promessa. Il Signore però non venne meno alla sua promessa e strinse con l’umanità una nuova alleanza nel sangue del Figlio, divenendo vittima e sacerdote per la nostra redenzione. Rinnoviamo la nostra fede nella reale presenza di Gesù Eucaristia, che con il sacrificio della croce, ci rende capaci di vivere la comunione con Dio.
(Filippo Rappa, ssp. in “La Domenica”). 

 2. Aspetti della vita: Il Mistero dell’Eucaristia nella Sequenza-Canto del Corpus Domini.
Vi è
descritto il grande mistero – Non si può ignorarlo!.

Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

Una preghiera per restare vigili
«Dove vuoi che andiamo a mangiare la Pasqua?» (Mc 14,12) chiesero i discepoli a Gesù e così chiediamo anche noi.  – Aiutaci ad accoglierti con umiltà e semplicità, riconoscendoti in quel pane spezzato e vino versato ogni volta che ci accostiamo alla santa Comunione poiché siamo noi il luogo dove “mangiare” la Pasqua. (Letizia Battaglino).

3. Un incontro con S. Alfonso
Al tramonto la dolce presenza della Madonna.
Nel Giornale de’ detti e fatti di Mons. Liguori nel 1784 il padre redentorista Pappacena, che fu di comunità anche a Tropea, racconta:
«Ieri 25 ottobre facendosi leggere da fr. Francescantonio qualche cosa della Madonna, domandò che libro leggesse; e dettogli che quello era stato composto da lui, cioè le Glorie di Maria tutto intenerito disse: Gesù mio, ti ringrazio che mi hai fatto scrivere della Madre tua. Oh che bella consolazione in punto di morte, pensando di aver promossa la devozione verso Maria Santissima.
Avendo ancora domandato di qual titolo era la Madonna di Iliceto, io gli risposi: della Consolazione, e nello stesso tempo mi suggerì il Fratello assistente che egli avea predicato avanti di Lei: in ciò sentire si fece rosso straordinariamente ed alzando gli occhi disse piangendo: “O Madre mia, arrivederci in paradiso, dove spero di venire per i meriti del vostro Figlio Gesù, e per la vostra intercessione, per starmene a piedi vostri eternamen­te“».

Non potendo ormai più stringere la penna né leggere qualche libro, Monsignore si vedeva dalla mattina alla sera col rosario tra le mani. Non lo, teneva come un gingillo né l’agitava come un sonaglio; sfilava i grani assorto, in piena azione, nel mondo soprannaturale. Dimentico di sé viveva sul fronte della Chiesa militante, presente ai bisogni delle anime vicine e lontane, insieme alla Madre Celeste.
Una volta, a mezzodì, non si decideva ad iniziare il frugale pasto, credendo di non aver ultimato una diecina. L’infermiere porgendogli il cucchiaio l’esortò a metter da parte la devozione per nutrirsi. Il Santo ribatté con la solita agilità di mente: “Vale più un’Ave Maria che tutto il mangiare del mondo“.
(cf  Oreste Gregorio, Monsignore si diverte, pp. 169)

4. Vivere la settimana con la liturgia = X Settimana Tempo Ordinario
11-16 giugno –  Liturgia delle Ore: II settimana. 

11  giugno  (lunedì) – Colore liturgico rosso.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore.  – Il regno di Dio si manifesta attraverso il risanamento degli effetti del male. Il suo annunzio esige nei discepoli disponibilità e gratuità. L’eventualità di un rifiuto non deve frenare l’impegno della missione.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = At 11,21b-26; 13,1-3; Salmo 97,1-6; Matteo 10,7-13.
  • – Santi di oggi  =  San Barnaba, Apostolo. Santa Paola Frassinetti; B. Maria Schininà. 

12  giugno  (martedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto. – Il discepolo ha una missione universale: deve essere sale della terra e luce del mondo. C’è da chiedersi in quale misura l’insipienza e la cecità morale e religiosa di chi ci circonda non dipenda anche dal nostro scarso impegno.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Re 17,7-16; Salmo 4,2-5.7-8; Matteo 5,13-16.
  • – Santi di oggi  =  Sant’Onofrio; San Gaspare Bertoni.

13  giugno  (mercoledì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  – Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.  – La volontà di Dio, già espressa nell’Antico Testamento, si deve compiere in ogni tempo e luogo. È attraverso la sua scrupolosa osservanza che il discepolo di Gesù costruisce il regno dei cieli.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Re 18,20-39; Salmo 15,1-2.4.5.8.11; Matteo 5,17-19.
  • – Santi di oggi  =  Sant’Antonio di Padova, sacerdote e dottore della Chiesa. San Pellegrino; Sant’Eulogio.

14  giugno  (giovedì)  –  Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = A te la lode, o Dio, in Sion. – Poiché la fraternità dei discepoli suppone la comune paternità di Dio, quanto lede la fraternità compromette il rapporto di filiazione con il Padre e l’efficacia della nostra preghiera.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Re 18,41-46; Salmo 64,10-13; Matteo 5,20-26.
  • – Santi di oggi  =  Sant’Eliseo; Santi Valerio e Rufino.

15  giugno  (venerdì) – Colore liturgico bianco. – Solennità S. Cuore.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza. – La festa del Cuore di Gesù è un invito a «volgere lo sguardo a colui che hanno trafitto». Nel Cuore di Gesù dobbiamo vedere da parte nostra la gravità del peccato e riconoscere l’amore infinito di Dio, manifestato nella morte di Gesù.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Osea 11,1.3-4.8c-9; Cantico Isaia 12.2-6; Efesini 3,8-12.14-19; Giovanni 19,31-37.
  • – Santi di oggi  =  San Vito.

16  giugno  (sabato) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore. – Simeone associa alla redenzione, operata la Gesù, “la spada” che trafigge l’anima di Maria. Più è intima la relazione con Gesù, più è intensa la partecipazione alle sofferenze del Redentore.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Isaia 61,9-11; Cantico 1Samuele 2,1.4-8; Luca 2,41-51.
  • – Santi di oggi  = Cuore Immacolato di Maria. Santi Quirico e Giuditta.

5. Curiosità calabresi di un passato che continua
L’Infiorata del Corpus Domini anche in Calabria.

Cenni storici – L’Infiorata e la festa del Corpus Domini di Francesco Fiamingo
La festa del Corpus Domini nacque nell’anno 1263, quando il Papa Urbano IV decise di commemorare il miracolo Eucaristico di Bolsena. Negli anni successivi si diffuse nelle città intorno a Roma e poi in tutto il mondo Cristiano. Come festività religiosa ricorre il Giovedì dopo la SS. ma Trinità, ma in molti paesi compreso l’Italia (dagli anni settanta in poi), la Domenica successiva.
Antica è sempre stata la consuetudine, religiosa o profana, di gettare fiori dalle finestre; trova invece un periodo ed una localizzazione ben determinata, l’utilizzo di petali di fiori per creare tappeti artistici raffiguranti immagini sacre.
In merito il gesuita senese Giovanni Battista Ferrari in una sua divulgazione del 1633 “De Forum Cultura”, riferisce di “un’infiorata” del 29.06.1625, in occasione dei festeggiamenti dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
Il gesuita descrive in modo dettagliato i petali dei fiori utilizzati e conferisce la simbologia, ad ogni fiore che va formare la creazione artistica. Questa prima rappresentazione, sacra-floreale, trovò una costante e definitiva collocazione con i festeggiamenti del Corpus Domini nella città laziale di Genzano alla fine del 1700.
Nel Lazio sono rinomate le infiorate oltre la citata Genzano, quelle di Sutri, Bolsena, Ferentino. L’infiorata non risulta sempre legata a manifestazioni religiose, infatti esistono legati ad essa concorsi e manifestazioni culturali, tra le più importanti ricordiamo quella di Noto (Siracusa), dove circa 120 metri della via principale, seguendo itinerari di arte barocca, vengono ricoperti da petali di fiori multicolori. (dal sito web poro.it).

A Potenzoni (VV)
Ogni anno il giorno del Corpus Domini, l’Infiorata di Potenzoni richiama, nel piccolo paese, migliaia di visitatori. Con la professionalità raggiunta dai maestri infioratori, nulla ha da invidiare alle analoghe manifestazioni che si svolgono sul territorio nazionale.
Ogni anno, i quattro rioni di Potenzoni, Glicine, Torre, Chiesa e Agave, si affrontano fino all’ultimo petalo colorato. Per giorni tutti gli abitanti del paese si adoperano alla raccolta colorata di petali, foglie e fiori nelle campagne vicine. Gialla ginestra, rose rosse, gialle, bianche, rosa e di mille tonalità, margherite, garofani, papaveri, fiori di cardo viola, e tantissimi altri fiori selvatici, spontanei e coltivati.
Poi entrano in gioco gli ideatori, i giovani disegnatori, i realizzatori, gli esecutori posatori, quelli che completano e quelli che bagnano i lavori.
E le pitture floreali prendono forma, dipinte dal sentimento collettivo, per formare i preziosi tappeti su cui poche ore dopo passerà la processione del Santissimo in occasione del Corpus Domini.
(dal relativo sito web).

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