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La bisaccia del pellegrino 3-2014

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimanapellegrino1

 

 

19 -25 gennaio 2014

1. Vangelo della domenica 19 gennaio = “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il
peccato del mondo.”
2. Aspetti della vita =  “La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – Migranti e rifugiati: verso un mondo migliore. ”
3. Le Opere di S. Alfonso = – L’Agnello
sacrificato chiede amore.

4. Vivere la settimana con la liturgia =  20– 25 gennaio 2014.

1. Vangelo della domenica –  (Gv 1,29-34).
“Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.”.

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

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Il Dio che viene ad incontrarci nella Bibbia non regna, indifferente alla sofferenza umana, in una lontananza beata. È un Dio che, al contrario, si prende a cuore tutta questa sofferenza. Lui la conosce. La notizia di Dio che si fa uomo in Gesù non ci lascia di sasso: Dio viene nel cuore della nostra vita, si lascia toccare dalla nostra sofferenza umana, si pone con noi le nostre domande, si compenetra della nostra disperazione: “Mio Dio, perché mi hai abbandonato?”.
Giovanni Battista dice di Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo”. Ecco questo Dio che si lascia ferire dalla cattiveria dell’uomo, che si lascia commuovere dalla sofferenza di questa terra.  Egli ha voluto avvicinarsi il più possibile a noi, è nel seno della nostra vita, con i suoi dolori e le sue contraddizioni, le sue falle e i suoi abissi.
È in questo che la nostra fede cristiana si distingue da qualsiasi altra religione. Gesù sulla croce – Dio nel mezzo della sofferenza umana: questa notizia è per noi un’incredibile consolazione. È vicino al mio dolore, egli mi capisce, sa come mi sento. Questa notizia implica allo stesso tempo un’esistenza scomoda: impegnati per coloro che, nel nostro mondo, stanno affondando, che naufragano nell’anonimato, che sono torturati, che vengono assassinati, che muoiono di fame o deperiscono… Sono tutti tuoi fratelli e tue sorelle!  
(da Chiesa.it).

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Giovanni vedendo Gesù disse: «Ecco l’Agnello di Dio» – Giovanni è il Precursore e, come tale, ad un certo punto distoglie l’attenzione da sé, perché gli occhi si volgano verso Colui al quale ha preparato la strada: il Messia-Gesù, l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.
Finalmente, dopo tanta attesa, il popolo d’Israele potrà contare non su un liberatore di tipo politico o economico, ma su colui che è veramente luce delle nazioni e porta la salvezza fino all’estremità della terra.
Il nuovo Israele, la Chiesa, può lodare il Signore perché la rende santa, cioè in comunione perfetta con Dio: benché sotto il peso del peccato, in essa opera lo Spirito di riconciliazione e di rinnovamento, così che l’uomo non ne sia più schiavo, ma ne sia riscattato da Cristo, che, come agnello senza macchia, si è addossato il peccato di molti e lo ha inchiodato al legno della croce.
Ogni cristiano deve farsi testimone di questo stupendo dono, in modo che la santità possa essere sperimentata da ogni uomo e così venga dissetato per sempre il desiderio di liberazione dall’angoscia della morte. 
 (Tiberio Cantaboni in La Domenica).

Una preghiera per restare vigili
O Padre, che in Cristo, agnello pasquale e luce delle genti, chiami tutti gli uomini a formare il popolo della nuova alleanza, conferma in noi la grazia del battesimo con la forza del tuo Spirito, perché tutta la nostra vita proclami il lieto annunzio del Vangelo.
Crea in noi, Signore, il silenzio per ascoltare la tua voce, penetra nei nostri cuori con la spada della tua Parola, perché alla luce della tua sapienza, possiamo valutare le cose terrene ed eterne, e diventare liberi e poveri per il tuo regno, testimoniando al mondo che tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Amen.

 2. Aspetti della vita
1. La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio).
Il tema dell’annuale edizione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei cristiani, scelto ed elaborato dai fratelli e dalle sorelle delle Chiese del Canada, è tratto dalla lettera dell’apostolo Paolo ai Corinzi: “Cristo non può essere diviso!” (1 Cor 1, 1-17).
«Noi Canadesi viviamo in un paese contrassegnato da diversità di linguaggio, di cultura, e persino di clima, e incarniamo la diversità anche nelle espressioni di fede cristiana. Il fatto di vivere in questa varietà, ma anche di essere fedeli al desiderio di Cristo per l’unità dei suoi discepoli, ci ha portati a riflettere sulla categorica affermazione di Paolo nella Prima lettera ai Corinzi: «Cristo non può essere diviso!».
Con fede anche noi asseriamo, eppure le nostre comunità continuano a dare corpo a scandalose divisioni. La Prima lettera ai Corinzi richiama l’attenzione sul modo in cui possiamo valorizzare e ricevere i doni degli altri anche ora, nel nostro stato di divisione, e ciò stesso costituisce un incoraggiamento nel lavoro per l’unità».

2. Migranti e rifugiati: verso un mondo migliore.
L’acqua, che è segno battesimale, è diventata nel Mediterraneo il luogo della morte di 20.000 persone negli ultimi vent’anni. La tragedia più impressionante è avvenuta nell’ottobre 2013, al largo di Lampedusa, dove sono morte oltre 400 persone: una tragedia vergognosa. Sono volti e storie di sofferenza e morte, che riguardano soprattutto giovani, donne e bambini e che Papa Francesco ha voluto ricordare nel suo storico viaggio a Lampedusa. Nel primo viaggio del Pontificato nell’isola ha richiamato con forza a vincere l’indifferenza di fronte al cammino di tante persone costrette a partire per ragioni economiche, per guerre, persecuzioni politiche e religiose, disastri ambientali.
Quest’anno il Papa ricorda nel Messaggio per la 100a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato questi due volti della mobilità – i migranti e i rifugiati – per invitare a vedere in essi Gesù Cristo, “la sua carne”, e a costruire un mondo migliore non indipendentemente da loro, ma valorizzando la loro storia, la loro sofferenza, le loro culture ed esperienze religiose.
Un mondo migliore non può nascere sulle discriminazioni e sui pregiudizi, ma solo nell’accoglienza e nella solidarietà, sentendoci “tutti responsabili di tutti”, specialmente dei più poveri. L’accoglienza è un segno del cammino nella nuova evangelizzazione, ma anche una qualità nella crescita democratica del nostro Paese, dell’Europa e del mondo.  (Mons. Giancarlo Perego Direttore generale Migrantes).

3. Le Opere di S. Alfonso
L’Agnello sacrificato chiede amore.
“Era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,  e non aprì la sua bocca”. (Is 53,7).
Questo passo appunto stava leggendo l’eunuco della regina Candace; ma non intendendo di chi ivi si parlasse, S. Filippo ispirato dal Signore salì sopra il carro dove stava l’eunuco e gli spiegò che ciò s’intendeva del nostro Redentor Gesù Cristo (At 8,32). Gesù fu chiamato agnello, perché appunto quale agnello innocente prima fu straziato nel pretorio di Pilato e poi fu condotto alla morte. Perciò il Battista lo chiamò agnello: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29).  –  Agnello che patisce e che muore qual vittima sulla croce per i peccati degli uomini. Miseri quei che non avranno amato Gesù Cristo nella loro vita!
No, mio divino Agnello, se per lo passato non ti ho amato, ora ti voglio sempre amare. Prima sono stato cieco, ma ora che mi hai illuminato e mi hai fatto conoscere il gran male che ho fatto in voltarti le spalle e l’amore infinito che meriti e per la tua bontà e per l’amore che mi hai portato, mi pento con tutto il cuore di averti offeso e ti amo sopra ogni bene.
Ti amo, Agnello di Dio sacrificato e consumato sulla croce per amor mio. Tu non hai ricusato di patire per me, io non ricuso di patire per te. Dammi la grazia d’amarti e poi fa’ di me quanto ti piace.
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4. Vivere la settimana con la liturgia
II settimana del Tempo Ordinario
(20-25 gennaio) Liturgia delle Ore: II settimana

Liturgia della settimana dell’Unità

20 gennaio lunedì – terzo giorno Colore liturgico verde.

  • Insieme… non manchiamo in nessuno dei doni spirituali. Giobbe 28,20-28: È sapienza rispettare il Signore; Salmo 145/144,10-21; Efesini 4,7-13: A ciascuno di noi Cristo ha dato la grazia sotto forma di doni diversi; Marco 8,14-21: Ma perché state a discutere che non avete pane?
  • San Fabiano; San Sebastiano.

21 gennaio martedì – quarto giorno Colore liturgico  rosso.

  • Insieme… proclamiamo che Dio mantiene le sue promesse. Lamentazioni 3,19-26: La bontà del Signore non è finita; Salmo 57/56,8-12; Ebrei 10,19-25: Dio mantiene le sue promesse; Luca 1,67-75: È venuto incontro al suo popolo.
  • (Sant’Agnese).

22 gennaio mercoledì – quinto giorno Colore liturgico verde

  • Insieme… siamo chiamati alla comunione. Isaia 43,1-7: Io sarò con te; Salmo 133/132,1-4; 1Giovanni 1,3-7: Siamo uniti gli uni con gli altri; Giovanni 15,12-17: Vi ho chiamati amici.
  • San Vincenzo diacono e martire – San Vincenzo Pallotti.

23 gennaio giovedì – sesto giorno Colore liturgico verde

  • Insieme… cerchiamo di essere uniti. Giudici 4,1-9: Se vieni anche tu, ci vado; Salmo 34/33,10-15; 1 Corinzi 1,10-15; Siate uniti: abbiate gli stessi pensieri e le stesse convinzioni; Luca 22,24-30: Tra i discepoli sorse una discussione.
  • S. Emerenziana; S. Ildefonso di Toledo.

24 gennaio venerdì – settimo giorno Colore liturgico bianco.

  • Insieme… apparteniamo a Cristo. Isaia 19,19-25: Egli manderà loro qualcuno a salvarli; Salmo 139/138, 1-12; 1 Corinzi 12,12-26: Se una parte soffre… se una parte è onorata; Marco 9,38-41: Chi non è contro di noi è per noi.
  • San Francesco di Sales; S. Feliciano.

25 gennaio sabato – ottavo giorno Colore liturgico bianco.

  • Insieme… proclamiamo il Vangelo. Isaia 61,1-4: Dio, il Signore… mi ha scelto per portare il lieto messaggio; Salmo 145/144,1-7; 1 Corinzi 15,1-8: Vi ho trasmesso l’insegnamento che anch’io ho ricevuto; Luca 4,14-21: Oggi per voi che mi ascoltate si realizza questa profezia.
  • Conversione di San Paolo apostolo.
Nonostante i ripetuti appelli di Papa Francesco e le varie iniziative di fratellanza internazionale, come giornante per la pace, per migranti e rifugiati, per l’ecumenismo, per il dialogo delle religioni…  in molte parti del mondo (Siria, India, Malesia…) i cristiani continuano ad essere oggetto di persecuzione, di violenza e di uccisioni… Fino a quando?

Nonostante i ripetuti appelli di Papa Francesco e le varie iniziative di fratellanza internazionale, come giornante per la pace, per migranti e rifugiati, per l’ecumenismo, per il dialogo delle religioni… in molte parti del mondo (Siria, India, Malesia…) i cristiani continuano ad essere oggetto di persecuzione, di violenza e di uccisioni… Fino a quando?


19 gennaio 2014


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