La bisaccia del pellegrino 34-2013

 

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana10ott

 

 

Agosto 2013, terza settimana: 18- 24 agosto.

1. Vangelo della domenica 18 agosto – « Non sono
venuto a portare pace sulla terra, ma divisione».
2. Aspetti della vita  Papa Francesco: Uomini prima che campioni.
3. Le Opere di S. Alfonso = 1758 – Il fuoco è stato acceso, ma l’uomo resta ingrato.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  19-24 agosto 2013.
5. La Calabria e i Santi =  La Festa di San Rocco a Palmi e il
“Corteo degli spinati”.
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1. Vangelo della domenica –  (Lc 12,49-53)
«Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione».

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

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Noi ci sentiamo legati a chi ci è caro e abbiamo grandi doveri nei confronti di chi ci è vicino, e ciò è importante. Ma nessuno è più vicino a noi di Dio, nessuno è più prezioso. In modo scioccante, spettacolare, Gesù ci dice che tutte le nostre relazioni, per quanto strette ed intime, devono essere purificate. Esse devono essere misurate in rapporto a Dio e ai suoi obiettivi.
È un’affermazione davvero severa. In noi tanto forte è l’attaccamento alla sicurezza data dall’amore “umano”, che possiamo facilmente rifiutare di dare tutto al Signore perché lo purifichi. Siamo davvero tentati di dire: “Signore, tu puoi prenderti tutto… tranne questo e quello”. Vi sono alcune cose, alcuni affetti che vogliamo vivere a nostro modo, non secondo il modo di Dio.
Una volta lasciato al Signore il governo delle nostre relazioni e dei nostri amori, allora riceviamo il fondamento della vera pace. La pace che dà il Signore non è quella che dà il mondo; è fatta di perdono, di giustizia, di amore e di amicizia. La pace non è soltanto assenza di conflitti, così come non è un compromesso immorale. La vera pace consiste nello stare con altri davanti a Dio, purificati e liberati dalla verità e dalla misericordia del giudizio divino. (da Chiesa.it).

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Sono venuto a gettare fuoco sulla terra. = Ecco uno di quei rari testi evangelici che scrutano i sentimenti di Gesù. Egli è consapevole di non essere venuto a portare pace sulla terra perché sa che incontrerà ostilità e rifiuto. Anziché pace, troverà l’odio di chi lo consegnerà alla Croce. Il suo non sarà un destino diverso da quello di profeti, come Geremia, anch’egli perseguitato per la parola proclamata in nome di Dio. O da quello di una moltitudine di testimoni che con la loro perseveranza nella prova sostengono il nostro cammino di sequela.
Ma Gesù non si limita a subire il rifiuto; nel suo desiderio gli conferisce un senso nuovo. Ha infatti trasformato la sua passione in un fuoco che purifica i nostri peccati; in un battesimo che torna a renderci figli di Dio, in comunione con il Padre.
Di fronte a Gesù non possiamo rimanere indifferenti. Dobbiamo deciderci, anche a costo di incomprensioni. Avremo forza per sopportare ostilità se porremo la nostra fiducia in lui, che porterà a compimento la nostra fede, consentendoci di non cadere nello scoraggiamento.
(Fr Luca Fallica, in La Domenica).

Una preghiera per restare vigili
Fa’ che portiamo la tua pace, Signore. Non quella a buon mercato di chi non vuole pagarne il prezzo. Non la finta pace di chi non vuol prendere posizione. Non la parodia della pace che narcotizza le coscienze.
Fa’ che portiamo la tua pace, Signore, fuoco che illumina e brucia quanto non è degno dell’uomo, doloroso e glorioso battesimo di grazia, segno di contraddizione fino a quando i cuori non saranno guariti dalla loro durezza.
(A. G.).

 2. Aspetti della vita
Papa Francesco = Uomini prima che campioni
(dal Discorso alle Delegazioni delle squadre nazionali di calcio di Argentina e Italia).  

Voi, cari giocatori, siete molto popolari: la gente vi segue molto, non solo quando siete in campo ma anche fuori. Questa è una responsabilità sociale! Mi spiego: nel gioco, quando siete in campo, si trovano la bellezza, la gratuità e il cameratismo. Se a una partita manca questo perde forza, anche se la squadra vince. Non c’è posto per l’individualismo, ma tutto è coordinazione per la squadra. Forse queste tre cose: bellezza, gratuità, cameratismo si trovano riassunte in un termine sportivo che non si deve mai abbandonare: “dilettante”, amateur…
Uno sportivo, pur essendo professionista, quando coltiva questa dimensione di “dilettante”, fa bene alla società, costruisce il bene comune a partire dai valori della gratuità, del cameratismo, della bellezza.
E questo vi porta a pensare che, prima di essere campioni, siete uomini, persone umane, con i vostri pregi e i vostri difetti, con il vostro cuore e le vostre idee, le vostre aspirazioni e i vostri problemi. E allora, anche se siete dei personaggi, rimanete sempre uomini, nello sport e nella vita. Uomini, portatori di umanità…
Il bene che fate è impressionante. Con la vostra condotta, con il vostro gioco, con i vostri valori fate del bene, la gente vi guarda, approfittatene per seminare il bene. Anche se non ve ne rendete conto, per tante persone che vi guardano con ammirazione siete un modello, nel bene e nel male.
Siate coscienti di questo e date esempio di lealtà, rispetto e altruismo. Anche voi siete artefici dell’intesa e della pace sociale, artefici dell’intesa e della pace sociale, di cui tanto abbiamo bisogno. Voi siete il punto di riferimento di tanti giovani e modello di valori incarnati nella vita. Ho fiducia in tutto il bene che potrete fare tra i ragazzi.
Cari amici, prego per voi, che possiate portare avanti questa vocazione così nobile dello sport. Chiedo al Signore che vi benedica e alla Vergine Madre che vi custodisca. E, per favore, vi chiedo che preghiate per me, perché anch’io, nel “campo” in cui Dio mi ha posto, possa giocare una partita onesta e coraggiosa per il bene di tutti noi.

3. Le Opere di S. Alfonso
1758 – Il fuoco è stato acceso, ma l’uomo resta ingrato.
Andava piangendo e sospirando S. Francesco d’Assisi per le vie e per le selve con gemiti inconsolabili. Domandato perché? rispose: E come volete ch’io non pianga vedendo che l’amore non è amato? Vedo un Dio quasi impazzito per amore dell’uomo, e l’uomo cosi ingrato a questo Dio!
Or se questa ingratitudine degli uomini tanto affliggeva il cuore di S. Francesco, consideriamo quanto più afflisse il Cuore di Gesù Cristo? Egli vide la barbara incorrispondenza che doveva ricevere dagli uomini. Era egli venuto dal cielo ad accendere il fuoco del divino amore, e questo solo desiderio l’aveva fatto scendere in terra, a soffrirvi un abisso di pene e d’ignominie.
E poi vedeva un abisso di peccati che dovevano commettere gli uomini dopo aver veduto tanti segni del suo amore. Ciò gli fece soffrire un infinito dolore.
Anche tra noi il vedersi trattati alcuno con ingratitudine da un altr’uomo è un dolore insoffribile; l’ingratitudine spesso affligge l’anima più che qualunque dolore non affligge il corpo: or qual dolore avrà apportato l’ingratitudine nostra a Gesù, ch’era nostro Dio, in vedere che i suoi benefici e il suo amore dovevano essergli ripagati con disgusti ed ingiurie?
Ma anche oggi par che vada lagnandosi Gesù Cristo: “Sono come un estraneo per i miei fratelli”, perché vede che da molti non è né amato né conosciuto, come se egli non avesse fatto loro alcun bene ne avesse patito niente per loro amore.
Comparve una volta il Redentore al B. Errico Susone in forma d’un pellegrino che andava mendicando di porta in porta un poco d’alloggio, ma tutti lo scacciavano con ingiurie e villanie.
(da Meditazioni per li giorni della novena di Natale – Meditazione VII.)
Leggi tutto il paragrafo  in originale

 

4. Vivere la settimana con la liturgia = XX Settimana del Tempo Ordinario
(19-24 agosto) – Liturgia delle Ore: IV Settimana. 

19  agosto (lunedì) – Colore liturgico verde

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  – Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo. – Cerchiamo di essere corretti, leali, preghiamo… “Che altro mi manca?”. La domanda di quel giovane ce la saremo fatta anche noi. Gesù ci spiazza: dona tutto e donati continuamente per seguirmi con autenticità.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Gdc 2,11-19; Sal 105,34-37.39-40.43-44; Mt 19,16-22..
  • – Santi di oggi  =  San Giovanni Eudes; San Sisto III; Beato Guerrico.

20  agosto (martedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Il Signore annuncia la pace per il suo popolo. – Chi pensa che fare rinunce per seguire Gesù sia un “affare in perdita” rifletta bene: la pienezza di vita nella comunione con Dio e con i fratelli non ha prezzo.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Gdc 6,11-24a; Sal 84,9.11-14; Mt 19,23-30.
  • – Santi di oggi  =  San Bernardo, abate e dottore della Chiesa. San Samuele profeta; San Filiberto.

21 agosto (mercoledì) – Colore liturgico bianco

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Signore, il re gioisce della tua potenza! – Stessa paga a chi lavora una giornata e a chi lavora un’ora, a chi serve il Signore fin da bambino e a chi si converte alla fine, al cristiano della prima generazione e a quello contemporaneo. Ingiusto? No, semplicemente divino.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Gdc 9,6-15; Sal 20,2-7; Mt 20,1-16.
  • – Santi di oggi  =  San Pio X, papa. Santa Ciriaca; San Privato.

22 agosto (giovedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Sia benedetto il nome del Signore, da ora e per sempre. – «Alla tua destra è assisa la Regina splendente di oro e di gemme». Là ella segue con amore materno il nostro cammino sulla terra e intercede per tutti noi.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  Is 9,1-6; Sal 112,1-8; Lc 1,26-38.
  • – Santi di oggi  =  Beata Vergine Maria Regina. San Filippo Benizi.

23 agosto (venerdì) – Colore liturgico verde

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Loda il Signore, anima mia. – Sintesi di tutta la Scrittura, precetto-cardine di ogni altro comandamento, senso ultimo della vita: l’amore a Dio e al prossimo.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Rt 1,1.3-6.14b-16.22; Sal 145,5-10; Mt 22,34-40.
  • – Santi di oggi  =  Santa Rosa da Lima; San Zaccheo.

24 agosto (sabato) – Colore liturgico rosso.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = I tuoi santi, Signore, dicono la gloria del tuo regno. – Dalla scettica diffidenza all’adesione entusiastica a Cristo: è questo il percorso di fede dell’apostolo Bartolomeo, identificato dalla tradizione con Natanaele.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Ap 21,9b-14; Sal 144; Gv 1,45-51.
  • – Santi di oggi  =  San Bartolomeo, apostolo.  Santa Giovanna Antida Thouret.

5. La Calabria e i Santi.
La Festa di San Rocco a Palmi e il “Corteo degli spinati”

La Festa in onore di San Rocco si svolge annualmente a Palmi il 16 agosto. È la festa annuale più importante della città ed una delle più importanti della Calabria. La festa richiama migliaia di fedeli, da tutti i centri vicini della Provincia di Reggio Calabria, e fa registrare il ritorno in città, nei giorni dell’evento, di numerosi emigrati.
La festa è censita dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia come “patrimonio immateriale d’Italia”, ed è rinomata anche per il “Corteo degli Spinati”. Il corteo, negli anni passati, ha avuto l’attenzione dei mass media locali e nazionali con dei documentari mandati in onda su emittenti nazionali quali Rai Uno (Unomattina nel 2009), Rete 4 (Gentes nel 2005) e TV2000 (“I santi del popolo” nel 2002). Nel 2010 le Poste Italiane hanno celebrato l’evento con un annullo filatelico speciale.
La festa è organizzata dall’omonimo comitato festeggiamenti, dalla “Congrega dell’Immacolata e San Rocco” e dal Comune di Palmi.

Il “Corteo degli spinati”
Gli “Spinati di Palmi” sono uomini penitenti che, per ex-voto, rimangono a torso nudo durante il percorso della processione di san Rocco indossando una cappa di spine chiamata Spalas. Le Spalas sono formate da rami pungenti di ginestra selvatica che vengono legati tra di loro sopra il capo, in modo da ricadere fino al bacino. In conseguenza dell’architettura delle Spalas, le spine tendono a lacerare la pelle facendone uscire il sangue. Le donne invece “vestono” solamente una corona, sempre di rami di ginestra selvatica con spine, a ricordo di quella “indossata” da Gesù Cristo sulla Croce. I rami di ginestra vengono raccolti dai penitenti, il giorno prima della festa, nella campagne che conducono da Barritteri di Seminara fino a Bagnara Calabra.
Questo tipo di ex-voto avviene con la promessa, al santo, di indossare la corona o la Spalas solitamente solo per un anno o per tutta la vita.

Il “corteo degli spinati”, costituito da un centinaio di persone, nel corteo processionale trova posto davanti alla statua di san Rocco. Prima dell’inizio della stessa, gli Spinati hanno il compito di entrare in chiesa, rendere omaggio al santo inginocchiandosi davanti la statua, e procedere durante la processione disposti in due file ai lati della strada.
Al termine della processione, i penitenti tolgono le rispettive Spalas che vengono accatastate nella piazza San Rocco. Alcune copie di queste Spalas posso essere ammirate, durante tutto l’anno, nel museo di etnografia e folklore “Raffaele Corso” di Palmi.
(Dal sito internet Wikipedia, Festa di San Rocco – Palmi)

Papa Francesco - si può dire - ha fatto goal! Con la sua semplicità e immediatezza è andato diritto al cuore del problema, invitando i famosi calciatori delle due Nazionali (Italia e Argentina) ad essere uomini portatori di umanità in campo e nella vita: "Voi potete fare molte bene alla società!"
Papa Francesco – si può dire – ha fatto goal! Con la sua semplicità e immediatezza è andato diritto al cuore del problema, invitando i famosi calciatori delle due Nazionali (Italia e Argentina) ad essere uomini portatori di umanità in campo e nella vita: “Voi potete fare molto bene alla società!”

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