La bisaccia del pellegrino

Rubrica religiosa settimanale

a cura di P. Salvatore Brugnano

Settembre 2010, terza settimana: 19-25 settembre 2010
1. Vangelo della domenica –  «Un uomo ricco aveva un amministratore».
2. Aspetti della vita – John Henry Newman, oggi proclamato beato.
3. Un insegnamento di S. Alfonso – Fedeltà all’autorità del Papa.
4. La settimana con la liturgia = 20-25 settembre
5. Saggezza calabrese  = A Gesù per Maria.

1. Vangelo della domenica –    Lc 15,1-32
«Un uomo ricco aveva un amministratore».
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Non è disonesta la ricchezza in sé, né maledizione la ricchezza esteriore. Ma lo è la ricchezza come idolo, innamoramento e progetto, come deformazione interiore del cuore e della mente, che vogliono a tutti i costi essere produttori di potenza e quindi di potere economico.
Occorre decidersi a scegliere: o mammona o Dio; cioè: o essere il signore per signoreggiare o servire il Signore e godere della sua onnipotenza d’amore.
C’è un solo modo di liberarsi dalla schiavitù della ricchezza: farsi “amici” per mezzo di ciò che si ha, cioè con l’impegno della solidale condivisione.
… La parola di Dio ci invita a vigilare sul nostro rapporto con i beni della terra, rivelandoci che in esso sono implicate altre relazioni: con gli altri, con la nostra vita, con Dio stesso. Questa parabola ci sconcerta un po’: Gesù sembra additare ad esempio il comportamento di un amministratore disonesto. Ma ciò che loda è la sua scaltrezza: in una situazione difficile sa agire prontamente, con intelligenza. Se tale è la scaltrezza dei figli di questo mondo, diversa deve essere quella dei figli della luce. Gesù mostra in che senso. La furbizia dell’amministratore consiste nel farsi amici con il denaro. Sa trasformare i beni in relazioni. E sono le relazioni ad accoglierci nelle ‘dimore eterne’.
Luca definisce iniqua la ricchezza non perché può essere acquisita in modo disonesto; la sua iniquità è più grave: promette una felicità che invece non può dare. È menzognera: non mantiene la promessa. Non la ricchezza, ma la buona relazione con Dio e con gli altri è la giusta scelta della nostra vita, il suo fondamento stabile, che non viene meno e ci conduce alla vita eterna. (fr. Luca Fallica, Comunità Monastica Ss. Trinità di Dumenza)

2. Aspetti della vita
John Henry Newman, oggi (19 settembre) proclamato beato da Benedetto XVI
Era nato a Londra da un banchiere e da una discendente di una famiglia di ugonotti francesi. Nel 1817 si iscrisse nel Trinity College di Oxford dove conseguì il titolo di baccellierato of arts. Il 13 giugno 1824 venne ordinato diacono nella Chiesa d’Inghilterra. Dal marzo 1828 al 1843 fu parroco della chiesa universitaria di St. Mary. Nel 1832 compì un viaggio nel sud Europa.
Incontrò nel Collegio inglese di Roma Nicholas Wiseman, futuro arcivescovo di Westminster. Giunto in Sicilia si ammalò gravemente. Guarito inaspettatamente, pregava così: «Guidami, Luce gentile, tra le tenebre guidami tu». Rientrato a Oxford si unì a un gruppo di anglicani che discutevano di temi ecclesiali. I suoi testi vennero sconfessati da una quarantina di vescovi anglicani. Rinunciò così alla guida della parrocchia. L’8 ottobre 1845 pronunciò l’abiura dell’anglicanesimo nelle mani del passionista Domenico Barberi e diventò cattolico. Nel 1846 tornò di nuovo a Roma ed entrò nell’Oratorio di San Filippo Neri. Fu ordinato sacerdote il 2 febbraio1847. Nel 1864 scrisse sulla sua conversione quello che è considerato il suo capolavoro: “Apologia pro vita sua”. (Trad. it. Ed. Paoline, 2001). Nel 1879 Leone XIII lo creò cardinale. Morì l’11 agosto 1890 a Edgbaston. (Nicola Gori, agiografo)..


3. Un insegnamento di S. Alfonso
Fedeltà all’autorità del Papa
La visita di papa Benedetto XVI in Inghilterra ha richiamato sulla stampa le grandi questioni sulla autorità del Papa (primato, infallibilità…). Alfonso fu un deciso assertore di queste prerogative, impegnando la sua vita e i suoi scritti a sostenere la figura e la missione del Papa. Nell’opera del Berruti si legge: “Quello però, in cui si distinse per la venerazione e devozione al romano pontefice, furono gli scritti molteplici, con cui presso tutto il mondo cattolico difese l’autorità del Papa. Sollecito di stabilirla qual regola del vero credere e del giusto operare, inserì da prima nella sua Teologia morale una dissertazione riguardante la potestà del romano pontefice, provandone la infallibilità nelle controversie concernenti la fede ed i costumi, e la superiorità ai concili…. Poi diede alla luce la sua opera intitolata: Vindiciae pro suprema romani pontificis potestate contra Justinum Febronium (Rivendicazioni dell’autorità suprema del Romano Pontefice contro Giustino Febronio)…
…Un giorno stava Alfonso gravemente infermo nella nostra casa dei Ciorani, e andati a visitarlo i suoi congregati, si posero a discorrere in una delle volte sulla infallibilità e sulle prerogative del romano pontefice. Ad un tale parlare si riscosse il santo dalla estenuazione in cui giacea, ed esclamò con grande vivacità: Quanto mi sento consolare, allorché si fanno questi discorsi! (cf. C. Berruti, Lo spirito di S. Alfonso M.de Liguori, cap.12, p.110 ss)

4. La settimana con la liturgia =  20-25 settembre 2010 Liturgia delle Ore: I settimana

20  settembre  (lunedì)Il giusto abiterà sulla tua santa montagna, Signore. – Non dobbiamo tenere solo per noi la luce della parola di Dio: la nostra testimonianza cristiana deve illuminare il mondo intero.
Letture di oggi =  Pr 3,27-35; Sal 14,2-5; Lc 8,16-18.
Santi di oggi =  Santi Andrea Kim Taegon, sacerdote, Paolo Chong Hasang e compagni, martiri.

21  settembre  (martedì) Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio. – Gesù chiama Matteo il pubblicano e lo costituisce apostolo. Nel suo vangelo metterà in risalto il compimento dell’antica legge nel messia misericordioso.
Letture di oggi  = Ef 4,1-7.11-13; Sal 18,2-5; Mt 9,9-13.
Santi di oggi =  San Matteo, apostolo ed evangelista. – San Giona; Santa Maura; Beato Marco da Modena.

22  settembre  (mercoledì) Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola. – La missione dei Dodici, all’insegna dell’estrema sobrietà di mezzi umani, rende evidente la forza illuminante e sanante del Vangelo.
Letture di oggi  =  Pr 30,5-9; Sal 118,29.72.89.101.104.163; Lc 9,1-6.
Santi di oggi =  San Maurizio; San Silvano; Sant’Emerita.

23 settembre  (giovedì) –  Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione. – Perplesso per tutto quello che si diceva di Gesù, Erode “cercava di vederlo”. Ma quando lo incontrerà, Gesù rimarrà in silenzio: egli non ha nulla da dire a chi è mosso da pura curiosità.
Letture di oggi =  Qo 1,2-11; Sal 89,3-6.12-14.17; Lc 9,7-9.
Santi di oggi =  San Pio da Pietrelcina, sacerdote. – Santi Zaccaria ed Elisabetta; San Lino.

24 settembre  (venerdì) –  Benedetto il Signore, mia roccia. – Sullo sfondo delle molteplici e contraddittorie opinioni umane, la parola di Pietro squarcia il silenzio sul mistero di Gesù e svela la sua vera identità: egli è “il Cristo di Dio”.
Letture di oggi =  Qo 3,1-11; Sal 143,1-4; Lc 9,18-22.
Santi di oggi =  Beata Vergine Maria della Mercede; Sant’Anatalo; Beato Colomba Gabriel.

25 settembre  (sabato)Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione. – Mentre tutti sono ammirati per le sue grandi opere, Gesù preannuncia la sua passione: perplessità, sgomento e timore invadono i suoi seguaci. Non c’è autentico cristianesimo, se non passa per lo scandalo della croce.
Letture di oggi =   Qo 11,9 – 12,8; Sal 89,3-6.12-14.17; Lc 9,43b-45.
Santi di oggi =  San Cleofa; San Sergio di Radonez; Beato Marco Criado.

5. Saggezza calabrese
A Gesù per Maria
Vàju pe’ la strata e pe’ la via
e m’affrùntanu Gesù e Maria:
“Bongiornu a Vui, Rigina,
tuttu lu mundu pe’ Vui s’inchina
e sempri s’inchinerà
pe’ la Vostra dignità;
ca’ Vui siti la mamma
e Vostru Figliu è gigliu:
prima salutu la Matri
e po’ lu Figliu!
(Laureana di Borrello – RC)

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