La bisaccia del pellegrino 36-2013

 

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana10ott

 

 

Settembre 2013, prima settimana: 1-7 settembre.

1. Vangelo della domenica 1 settembre – « Chiunque
si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
2. Aspetti della vita:  Giornata
per la salvaguardia del Creato. “La Famiglia educa alla custodia del creato”.
3. Le Opere di S. Alfonso = 1760 – I beni che apporta l’umiltà.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  2-7 settembre 2013.
5. La Calabria e i Santi =  La retta venerazione dei Santi.

1. Vangelo della domenica –  (Lc 14,1.7-14)
«Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

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“Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”. I grandi maestri dicono che sarebbe meglio non darsi subito come obiettivo l’umiltà. Fissare questo obiettivo fin dall’inizio, significa scivolare impercettibilmente verso una sottile “sufficienza”. Ciò può portare in seguito ad una eccessiva considerazione di se stessi, mentre l’umiltà consiste essenzialmente nel volgere il proprio sguardo al di fuori di se stessi, verso Gesù e verso le grandi realtà della fede, come la grandezza di Dio e la piccolezza dell’uomo, l’eternità e la limitatezza del tempo, la speranza del paradiso e la minaccia proveniente dalle nostre debolezze, la bellezza della santità e l’orrore del peccato.
“Chi si umilia sarà esaltato”. Per diventare umili, bisogna cominciare ad amare. È quello che ha fatto Gesù. L’amore misericordioso l’ha fatto scendere dal cielo. L’amore l’ha spinto sulle strade della Palestina. L’amore l’ha condotto a cercare i malati, i peccatori, i sofferenti. Lo stesso amore l’ha portato, senza indugi, alla sua meta, il Calvario, dove “umiliò sé stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2,8).
L’umiltà è stata la forma esteriore della sua carità divina e il suo accompagnatore esterno. L’umiltà è stata un atteggiamento proprio della santa Madre che, per la sua purezza, fu a Dio gradita e, per la sua umiltà, attirò Dio a sé, perché Dio “resiste ai superbi; agli umili invece dà la sua grazia” (Gc 4,6). Maria era umile perché amava la volontà di Dio e delle persone che erano intorno a lei.
“Chi si umilia sarà esaltato”. Come possiamo noi mettere in pratica questa frase del Vangelo? Dovremmo darci come obiettivo la carità primordiale del Vangelo e cercare di servire tutti quelli che incontriamo. Ogni persona è nostro Signore, e in ognuna di esse noi abbiamo il privilegio di servire Gesù..  
(da Chiesa.it).

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Quando sei invitato va’ a metterti all’ultimo posto – Durante un banchetto a casa di un capo dei farisei, Gesù offre due insegnamenti: per entrare nel regno dei cieli sono necessarie l’umiltà e la gratuità.
Quando sei invitato a nozze non cercare con presunzione i primi posti. La I Lettura spiega: la modestia è gradita al Signore, mentre l’orgoglio allontana l’uomo da Dio e lo rende nemico dei fratelli. L’umile troverà grazia davanti al Signore e sarà introdotto nella verità: «Ai miti Dio rivela i suoi segreti».
In secondo luogo Gesù chiede: quando offri un banchetto invita gratuitamente i poveri che non hanno da ricambiarti. Quale sarà la ricompensa di questo comportamento umile e caritatevole? Anzitutto la carità ottiene la benevolenza divina: «Come l’acqua spegne un fuoco acceso, così l’elemosina espia i peccati» (Sir 3,29). Poi Gesù assicura: «Riceverai la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
La II Lettura insegna che in Cristo, mediatore dell’alleanza nuova, noi siamo incamminati verso il regno dei giusti resi perfetti. Ma intanto su questa terra l’umile e il generoso che cosa ottengono? L’umile è gradito a tutti e il generoso è colui che si comporta davvero da fratello tra fratelli
. (Sergio Gaspari, smm, in La Domenica).

Una preghiera per restare vigili
Signore, accresci in noi il desiderio di un retto agire che sia conforme ai tuoi insegnamenti. Vorremmo sentire un giorno da te: «Amico, vieni più avanti!».
La strada dell’umiltà, della gratuità e della solidarietà è ancora lunga e necessita di una purificazione del cuore. Insegnaci a dare senso e valore alla nostra vita con il dono di noi stessi, confidando nella tua misericordia e senza attendere il contraccambio ad ogni nostra azione.
Donaci di amare la verità e di perseverare nella carità per poter ricevere la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti.  (Lucia Giallorenzo)

 2. Aspetti della vita
1° settembre – Giornata per la salvaguardia del Creato.

“La Famiglia educa alla custodia del creato”.

Rispettiamo la madre terra.- Si celebra il 1° settembre l’ottava Giornata per la salvaguardia del creato, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana.  Scriveva nel 1991 Raimon Panikkar (1918-2010) – sacerdote, filosofo e autore di più di sessanta libri sulle religioni e sul dialogo interreligioso – che occorreva chiedere perdono alla madre terra per le contaminazioni che le abbiamo causato con la violenza, lo sfruttamento, l’avidità.
Invocava Dio Padre, affinché si compisse quella riconciliazione tra l’uomo e la terra che avrebbe favorito la liberazione dai nostri peccati. Panikkar, in sintesi, offriva e consacrava al Signore la madre terra.
Memori di questo insegnamento, anche noi dobbiamo comprendere il valore del creato per riscoprire il vero volto di Dio. Dalla contemplazione della terra e delle sue meraviglie, infatti, scaturisce la lode e il ringraziamento al Creatore.
Ma è necessario anche sensibilizzarsi per rispettare la bellezza della natura, per non offenderla con la nostra avidità e cupidigia, inquinandola, distruggendola, deturpandola. Si tratta di maturare una coscienza ecologica, più attenta a non sciupare quella splendida casa che è il pianeta sul quale viviamo.
Ci libereremo così da quell’egoismo che è la causa principale dei disastri ambientali e dello sfruttamento senza misura della terra.

3. Le Opere di S. Alfonso
1760 – I beni che apporta l’umiltà.
L’umiltà vien chiamata da’ santi la base e la custode di tutte le virtù. Quantunque la virtù dell’umiltà non sia la prima in eccellenza, nondimeno dice S. Tommaso ch’ella ha il primo luogo in ragion di fondamento; ond’è che siccome nelle case il fondamento deve precedere alle mura ed ai soffitti, benché questi sieno d’oro, così nella vita spirituale dee precedere l’umiltà, affin di scacciar la superbia, alla quale Dio resiste.
Quindi scrisse S. Gregorio che chi pratica molte virtù, ma senza umiltà, è come chi porta la polvere in faccia al vento, che subito la disperde…
Era questa bella virtù dell’umiltà poco conosciuta e poco amata, anzi abborrita nella terra, ove regnava da per tutto la superbia, la quale fu il principio della ruina di Adamo e di tutti i suoi discendenti; venne perciò dal cielo il Figlio di Dio ad insegnarcela non solo colla voce, ma anche col suo esempio. Ed a tal fine si umiliò sino a farsi uomo ed a prender la forma di servo. Anzi volle tra gli uomini esser trattato come il più vile di tutti, il disprezzato e l’ultimo tra gli uomini.
S. Agostino, parlando dell’umiltà di Gesù Cristo, disse: Se questa medicina non ci libera dalla nostra superbia, io non so qual altro mezzo possa essere più atto a liberarcene. Quindi scrisse il santo a Dioscoro che l’umiltà è la virtù principale che ci rende discepoli di Gesù Cristo, ch’è più atta ad unirci a Dio.
(da La vera Sposa di Gesù Cristo, CAPO XI – Della santa umiltà.§ 1 – De’ beni che apporta l’umiltà).
Leggi tutto il capitolo dell’Opera

4. Vivere la settimana con la liturgia = XXII Settimana del Tempo Ordinario
(2-7 settembre) – Liturgia delle Ore: II Settimana. 

2  settembre (lunedì) – Colore liturgico verde

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  – Il Signore viene a giudicare la terra. – I trent’anni di permanenza di Gesù a Nazaret hanno “nascosto” Gesù sia davanti ai suoi compaesani, che lo ritengono “figlio di Giuseppe”, e sia davanti a Gerusalemme, perché “Nazareno”. Eppure il Messia è proprio Lui.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  1 Ts 4,13-18; Sal 95,1.3.4-5.11-13; Lc 4,16-30.
  • – Santi di oggi  =  Sant’Elpidio; Santi Alberto e Vito; San Zenone.

3  settembre (martedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. – I demòni riconoscono in Gesù “Nazareno”, “il santo di Dio” e progressivamente “il Figlio di Dio” e “il Cristo”. La gente di Cafarnao rimane stupita della sua autorità e potenza.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  1Ts 5,1-6.9-11; Sal 26,1.4.13-14; Lc 4,31-37.
  • – Santi di oggi  =  San Gregorio Magno, papa e Dottore della Chiesa. Santa Febe; B. Guala.

4 settembre (mercoledì) – Colore liturgico verde

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Confido nella fedeltà di Dio, in eterno e per sempre. – L’azione di Gesù si estende dalla sinagoga alla casa di Simone e poi alla piazza, richiamando sempre più l’attenzione delle folle, che cercano di trattenerlo.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Col 1,1-8; Sal 51, 10-11; Lc 4,38-44.
  • – Santi di oggi  =  San Mosè; Santa Rosalia; B. Caterina Mattei.

5 settembre (giovedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza. – Il concorso della folla è tale che Gesù decide di coinvolgere anche altri nella sua missione. Comincia da Pietro e, quindi, da quelli con erano con lui; costoro lasciano tutto e lo seguono.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi =  Col 1,9-14; Sal 97,2-6; Lc 5,1-11.
  • – Santi di oggi  =  San Quinto; San Bertino; B. Teresa di Calcutta.

6 settembre (venerdì) – Colore liturgico verde

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Presentatevi al Signore con esultanza. – La sequela di Gesù comporta un cambiamento, che tocca anche le pratiche tradizionali del digiuno e della preghiera. Con Gesù tutto deve essere “nuovo”; la trasformazione è difficile, ma necessaria.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Col 1,15-20; Sal 99,2-5; Lc 5,33-39.
  • – Santi di oggi  =  San Zaccaria, profeta; San Magno; Sant’Onesiforo.

7 settembre (sabato) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Dio è il mio aiuto. – La “novità” si estende perfino al sabato, il giorno di Dio. Il riferimento al caso analogo del comportamento di Davide è solo un pallido esempio, perché Gesù è “Signore del sabato”.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Col 1,21-23; Sal 53,3-4.6.8; Lc 6,1-5.
  • – Santi di oggi  =  San Grato di Aosta; San Giovanni da Lodi; Santa Regina.

 

5. La Calabria e i Santi.
La retta venerazione dei Santi

La venerazione dei santi, rettamente intesa, non diminuisce e non ostacola “il culto dato a Dio Padre, mediante Cristo nello Spirito, ma anzi lo fa aumentare”, come dice san Pietro Canisio (LG, n. 51)2. Ogni onore reso ai santi, quindi, per sua natura “tende a Cristo, corona di tutti i santi, e per lui a Dio, che è mirabile nei suoi santi e in essi è glorificato” (LG, n. 50).
Essi sono la lode più splendida dell’opera della salvezza compiuta in Cristo. La trasformazione dell’uomo, che da peccatore diventa santo, è un’opera più grande della creazione dell’universo. E se è vero che con la loro bellezza “i cieli  narrano la gloria di Dio” (Sal 18,1), essa è esaltata ancora di più dalla santità dei santi.
Consapevole che la loro presenza rende più nobile e bello il suo culto, la Chiesa ne ha associato la memoria alla celebrazione del sacrificio eucaristico.
I santi, quindi, costituiscono una catechesi vivente della fede della Chiesa, che parla attraverso il linguaggio convincente della loro testimonianza di vita. Essi non sostituiscono Cristo nell’opera della salvezza, ma lo rendono presente, come già diceva san Paolino di Nola: “Cristo stesso è presente nel suo santo”.
Perciò ogni santo parla di Cristo e conduce a Cristo.
(Mons. Bertolone, Omelia di San Vitaliano, Catanzaro, Cattedrale 16 luglio 2013).

Il 1° settembre  si celebra l’ottava Giornata per la salvaguardia del Creato. Quest’anno il tema è: “La Famiglia educa alla custodia del creato”. Ai giovani che crescono l’invito che può assicurare un futuro migliore: “Rispettiamo la madre terra!”.
Il 1° settembre si celebra l’ottava Giornata per la salvaguardia del Creato. Quest’anno il tema è: “La Famiglia educa alla custodia del creato”. Ai giovani che crescono l’invito che può assicurare un futuro migliore: “Rispettiamo la madre terra!”.

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