La bisaccia del pellegrino 38-2012

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

 

Settembre 2012, terza settimana: 16-22 settembre.

 

1. Vangelo della domenica 16 settembre –     Ma voi, chi dite che io sia?”.
2. Aspetti della vita  – No ad ogni fondamentalismo.
3. Un incontro con S. Alfonso – Buon umore e mortificazione.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  17-22 settembre 2012.
5. Curiosità calabresi del passato  =  1507. La morte San Francesco di Paola in Francia.

1. Vangelo della domenica –  (Mc 8,27-35)
“Ma voi, chi dite che io sia?”.

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

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Anche oggi si sentono le voci e i giudizi più contrastanti su Gesù: c’è chi lo ritiene un saggio, un generoso moralista, un protagonista della storia, e c’è anche chi lo calunnia, chi lo odia. Ma la sola, la vera identità di Gesù è quella proclamata da Pietro: “Tu sei il Cristo”.
Se riduciamo la fede cristiana al chiuso di un orizzonte umano, per quanto nobile, siamo in errore: Cristo è venuto a portare la salvezza eterna, la speranza soprannaturale, non una dottrina per rendere più tollerabile la convivenza umana, anche se è interessato alla redenzione di tutte le realtà terrene, sempre in funzione della felicità eterna.
Non basta riconoscere Gesù come Figlio di Dio: bisogna imitarlo in ciò che egli ha di più specifico, cioè nell’amore alla croce che non è il fine, ma il mezzo necessario per compiere la redenzione. Se vogliamo essere corredentori non possiamo rifuggire la croce, perché solo attraverso di essa, perdendo la nostra vita, la ritroveremo nell’eternità, partecipando alla risurrezione di Cristo. (La Chiesa.it). 

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Gesù ai discepoli: «Ma voi, chi dite che io sia?» – «Siamo ormai vicini all’apertura dell’ “Anno della Fede” indetto da Benedetto XVI e la domanda che Gesù pone ai suoi discepoli nel Vangelo, che ascolteremo oggi, è quanto mai attuale anche per noi: «Ma voi, chi dite che io sia?».
Gesù desidera che non ci si fermi a quello che si dice su di lui, chiede che ci si incontri con la sua persona, ci si metta alla sua sequela; solo così la risposta sulla sua identità non sarà la proiezione del nostro sentimento o del nostro bisogno, ma una professione di fede che sgorga da un cuore e una mente illuminata dallo Spirito Santo, così come accadde a Pietro.
Ci potrà anche succedere che il nostro pensiero su Cristo non corrisponda realmente alla sua identità, così come Pietro non vorrebbe sentirlo parlare di sofferenza e di morte, ma se accettiamo di stare con lui, di essere suoi discepoli, pian piano ci si sveleranno i significati profondi delle sue parole e delle sue azioni e comprenderemo il suo amore infinito per l’umanità, capace perfino del dono di sé. Gesù Cristo ci ha dato l’esempio in tutto, perché impariamo a credere in lui e a seguirne le orme non solo con le parole, ma anche con la vita.
(Tiberio Cantaboni in “La Domenica”). 

 

 2. Aspetti della vita
No ad ogni fondamentalismo

Il mondo torna ad avere nuovamente pausa per lo scontro ideologico e di violenza nei paesi musulmani che intendono protestare contro la blasfemia occidentale che prende in giro il loro Profeta Maometto. Da ogni parte si grida alla calma e al dialogo, perché altrimenti si farebbe il gioco degli integralisti e dei fondamentalisti, i quali tante volte pretendono (giustamente)  il rispetto della loro “religione” ma non sono disponibili a rispettare quella degli altri.
Benedetto XVI in Libano ha ripetuto che il fondamentalismo è sempre una falsificazione della religione. Compito della Chiesa e delle diverse religioni è quello della purificazione. Contro ogni violenza, operando sulle coscienze per costruire la pace.
In questo quadro va collocato l’esplicito apprezzamento del Papa per la cosiddetta primavera araba. Una realtà di per sé positiva – e dunque un progresso – nel desiderio di democrazia, di libertà e di una rinnovata identità araba, anche se è necessario porre in opera ogni sforzo perché questo desiderio sia salvaguardato e non annullato dall’intolleranza, sempre in agguato nei confronti delle minoranze.
Così è indispensabile che la tensione positiva alla libertà nutra il dialogo e la convivenza tra maggioranza e minoranze.
Benedetto XVI si è confrontato con la drammatica situazione del Libano, segnato dall’esodo di molti cristiani – da quelle terre che sono la culla della fede – ma anche di molti musulmani. E tutto bisogna fare perché essi rimangano, perché abbia fine la guerra, perché si diffonda il messaggio della pace, perché cessi il traffico delle armi, perché si ricostruisca insieme. Con il sostegno dell’arma dei veri credenti, la preghiera all’unico Dio.
(cf “L’Osservatore Romano, 15/9).

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Una preghiera per restare vigili
Ti glorifichiamo, Padre, perché Gesù ci ha insegnato la strada che, mediante l’abnegazione, porta alla vita. Con il suo esempio ci ha indicato la via ardua della sequela; lui che è stato il primo nel dare la vita per guadagnarla definitivamente. Ti chiediamo, Signore, di far nostri i suoi criteri e i suoi atteggiamenti per liberarci del nostro egoismo, e comprendere che la vera libertà è la capacità di amare gli altri, dimenticando noi stessi.  (Filippo Rappa, ssp.)

 

3. Un incontro con S. Alfonso
Buon umore e mortificazione.
S. Alfonso era sempre di buon umore nelle malattie e talvolta santamente canzonava i medici per la pena che si davano per ristorare il suo povero corpo in rovina: «Volete ad ogni costo sostenermi a forza di puntelli ed appoggi di ogni genere, ma un bel giorno alzerete un po’ troppo uno di questi puntelli, e tutto questo grande apparato rovinerà».
Talvolta con una risposta gioviale dissimulava i suoi crudeli dolori: «Dormite la notte?» gli domandò uno dei suoi parroci. «Caro priore», gli rispose, «il giorno prendo le mosche e la notte scaccio i ragni».
Un canonico lo rimpiangeva vedendolo così con la testa confitta sul petto: «State quieto» gli disse ridendo «la mia testa non va più giù, essa e arrivata la «nec plus ultra». M’hanno chiamato così spesso collo storto, che alla fine son diventato davvero».

S. Alfonso non mangiava mai le primizie. Ancorché nonagenario, lasciava sulla tavola i frutti che vi erano serviti per la prima volta. «L’uva gli sembrava troppo aspra, le ciliege non ancora mature, la frutta fresca faceva male allo stomaco». Non solo rinunziava a tutto ciò che alletta il gusto, ma fino agli ultimi anni della sua vita durò a prendere la sera un pò di vino per dormire la notte, ma negli ultimi tempi volle fare a meno anche di questo. «Un pò d’acqua, diceva, vai più di tutti i nettari di questo mondo».

«Il nostro cuore è un orto in cui sempre nascono erbe selvagge e nocive; bisogna pertanto tener continuamente alla mano la zappetta della santa mortificazione per troncarle e cacciarle fuori; altrimenti l’anima tra poco diventerà una boscaglia di sterpi e di spine». (S. Alfonso).

 

4. Vivere la settimana con la liturgia = XXIV Settimana Tempo Ordinario
17-22  settembre  –  Liturgia delle Ore: IV settimana.

 

17  settembre  (lunedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Annunciate la morte del Signore, finché egli venga. – Un vero modello di vita il centurione romano: con amore si prende cura del suo servo e del popolo d’Israele, si sente indegno della visita del Signore, ma crede risolutamente nell’efficacia della sua parola
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = . 1Cor 11,17-26.33; Sal 39,7-10.17; Lc 7,1-10.
  • – Santi di oggi  =  San Roberto Bellarmino; Santa Colomba; San Satiro.

 

18  settembre  (martedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida. – L’unico figlio di una povera vedova è restituito alla vita e alla madre afflitta. La gente comprende il segno: «Dio ha visitato il suo popolo».
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Cor 12,12-14.27-31a; Sal 99,2-5; Lc 7,11-17.
  • – Santi di oggi  =  Sant’Eustorgio; San Giuseppe da Copertino; Sant’Arianna.

 

19  settembre  (mercoledì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Beato il popolo scelto dal Signore. – Né il rigore del Battista né la misericordia del Signore riescono a scalfire i cuori induriti.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Cor 12,31 – 13,13; Sal 32,2-5.12.22; Lc 7,31-35.
  • – Santi di oggi  =  San Gennaro; San Mariano; San Ciriaco.

 

20  settembre  (giovedì)  –  Colore liturgico rosso.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Rendete grazie al Signore perché è buono. – L’irruzione della peccatrice in casa dello stimato fariseo crea sicuramente scompiglio. Molto di più il giudizio di Gesù: sulla bilancia dell’amore è il cuore del fariseo ad essere trovato manchevole.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Cor 15,1-11; Sal 117,7-10; Lc 7,36-50.
  • – Santi di oggi  =  Santi Andrea Kim Taegon, sacerdote, Paolo Chong Hasang e compagni, martiri.. Beata Maria Teresa di San Giuseppe.

 

21  settembre  (venerdì) – Colore liturgico rosso.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio. Un pubblicano costituito apostolo del Vangelo: scelta scandalosa per i “farisei” di tutti i tempi, segno di conversione per chi accoglie l’invito al banchetto della divina misericordia.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Ef 4,1-7.11-13; Sal 18,2-5; Mt 9,9-13.
  • – Santi di oggi  =  San Matteo, apostolo ed evangelista. Santa Maura; Beato Marco da Modena.

 

22  settembre  (sabato) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Camminerò davanti a Dio nella luce dei viventi. – Da due millenni il buon seme della Parola è sparso sulla nostra storia. E attende che il tuo cuore lo accolga per portare il massimo frutto.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  1Cor 15,35-37.42-49; Sal 5,10-14; Lc 8,4-15.
  • – Santi di oggi  = San Maurizio; San Silvano; Sant’Emerita; San Fiorenzo.

5. Curiosità calabresi del passato
1507. La morte San Francesco di Paola in Francia

Ormai le forze di Francesco novantenne cominciano a cedere. Verso metà quaresima del 1507 Francesco comincia ad avere una febbricola continua.
Il 28 marzo, Domenica delle Palme, la febbre sale e resta alta anche nei giorni seguenti.
Nonostante la febbre Francesco, sentendo l’approssimarsi della sua morte, non allenta le sue penitenze né aumenta le sue ore di riposo.
La mattina del 1 aprile 1507, giovedì santo, riunisce nella sala del Capitolo i suoi confratelli per le ultime raccomandazioni, poi, sorretto da alcuni religiosi, si reca in chiesa per assistere alle funzioni del giovedì santo.
Il testimone 38 del processo turonense, padre Léonard Barbier, racconta quei momenti : “…aiutato da alcuni religiosi, si recò in chiesa e premessa un’umile e devota preparazione, dopo che tutti i Padri si accostavano all’altare, tra le lacrime, inginocchiato, avendo precedentemente messo al collo il cingolo che portava, com’è consuetudine dell’Ordine, e recitate la preghiera di san Gregorio e alcune altre, devotamente e con umiltà ricevette il Sacramento dell’Eucarestia. Dopo qualche tempo si recò in coro per assistere al sacro rito. Avendo però i religiosi visto che le forze gli venivano meno lo condussero nella sua cella”.
Il pomeriggio, nonostante fosse prostrato fortemente dalla febbre, assiste alla funzione della lavanda dei piedi e alla S. Messa in Coena Domini. Il padre Correttore vorrebbe lavargli i piedi, ma lui ritenendosi indegno si ritrae amorevolmente e sussurra : “Figliolo, aspetta fino a domani e mi laverai non solo i piedi, ma il capo e tutto il corpo”.

Il giorno successivo 2 aprile 1507, venerdì santo, di buon’ora chiama a se tutta la comunità dei frati, li ammonisce a perseguire nel rispetto della santa Regola e dell’amore di Dio e del prossimo e affida al padre Bernardino Otranto il governo dell’Ordine fino al successivo Capitolo.
Impartisce la paterna benedizione ai tutti i confratelli e chiede che gli vengo letto il brano della Passione di nostro Signore da Vangelo di San Giovanni, mentre i confratelli in ginocchio recitano i salmi penitenziali e le litanie dei santi.
Verso le dieci di quel mattino, pronunciate queste parole riferite da tutti i presenti: “O mio Signore Gesù Cristo! O Buon Pastore, conserva i giusti, giustifica i peccatori, abbi misericordia dei fedeli defunti, e sii propizio a me miserabilissimo peccatore. Amen!”, con il nome di Maria e di Gesù sulle labbra, rese la sua Anima benedetta a Dio.

Nato di venerdì, muore di venerdì dopo novantun’anni di penitenza e preghiera, in adorazione continua del Santo Mistero della Passione e Morte di nostro Signore Gesù Cristo.
Appena la notizia della morte del bonhomme, come affettuosamente e rispettosamente i francesi chiamavano Francesco, si diffonde una folla incontenibile di nobili, dignitari di corte e popolo minuto accorre nella cella del frate, lasciando ogni occupazione, per vederlo un’ultima volta e impetrare da lui intercessione, ora che è al cospetto di Colui che ha tanto amato.

(tratto da http://www.paginecattoliche.it/SanFra_diPaola.htm)

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