La bisaccia del pellegrino 39-2012

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

 

Settembre 2012, quarta settimana: 23-29 settembre.

 

1. Vangelo della domenica 23 settembre –    “Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti”.
2. Aspetti della vita  – La professione della fede impegna tutta la persona.
3. Un incontro con S. Alfonso –  Teneva a bada il suo “io”.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  24-29 settembre 2012.
5. Curiosità calabresi del passato  =  La festa dei santi Cosimo e Damiano a Brattirò (VV).

1. Vangelo della domenica –  (Mc 9,30-37)
“Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti”.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

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Il battesimo ci ha inseriti nella morte del Signore, ci ha resi conformi al suo sacrificio. Questa è la radice della nostra esistenza cristiana, la sua sorgente profonda: il frutto deve essere l’umiltà, l’esistenza che ne sgorga deve essere un’esistenza donata nel servizio. È questo un punto centrale della vita cristiana. In essa, e dunque nella Chiesa, la logica delle “precedenze” è completamente rovesciata: il primo è colui che si fa il servo di tutti, come Gesù, il cui primato è stato posto dalla sua obbedienza ed immolazione sulla croce.
La vera dignità è nella possibilità offerta all’uomo di imitare l’umiltà del Verbo Incarnato. Una conseguenza sconvolgente: il piccolo è il “sacramento” di Gesù e quindi in lui accogliamo il Padre.  (La Chiesa.it). 

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«S uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti» – Gesù, confidandosi con i suoi, afferma che è disposto a donare la sua vita. Egli parla della sua morte  e loro stanno distribuendosi i posti. Marco ci prepara ad accogliere l’evento della croce e della risurrezione ed annota la reazione dei discepoli: incomprensione e paura.
Anche per noi la croce è scomoda. La domanda che Gesù pone ai discepoli è precisa: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?». Silenzio, poiché avevano discusso su chi fosse il più grande. Gesù fa capire che chi vuole essere il primo deve mettersi davvero al servizio degli altri.
San Giacomo dà i criteri per riconoscere la vera sapienza. Prima ancora di discernere se le nostre scelte sono giuste o sbagliate, è importante chiedersi se lo Spirito è in noi e se ci lasciamo ispirare dalla sapienza nel cercare le motivazioni profonde
. (Filippo Rappa, ssp in “La Domenica”). 

 

 2. Aspetti della vita: Nell’Anno della fede
La professione della fede impegna tutta la persona
L’ingresso nel “mistero di Dio” attraverso la “porta della fede” viene espresso liturgicamente nei giorni di festa durante la massima celebrazione “liturgica”, la santa Messa, “Mistero della fede” per eccellenza.
Dopo la liturgia della Parola, infatti, la professione di fede, attraverso la recita del “Credo”, costituisce il documento di accesso indispensabile per partecipare alla liturgia dell’Eucaristia; è per questo motivo che i catecumeni, a questo punto, venivano allontanati dall’assemblea dei credenti.
La fede, infatti, ha dei contenuti, che devono essere conosciuti e liberamente accettati. Credere è un atto dell’intelletto che, sotto la spinta della volontà mossa da Dio per mezzo della grazia, dà il proprio assenso alla verità divina (San Tommaso d’Aquino).
Entra qui in gioco tutta la persona umana, con il suo intelletto e la sua volontà: il credente, infatti, non solo deve conoscere l’identità di Gesù, vero Dio e vero uomo, con tutto ciò che essa comporta; egli deve, inoltre, aderire volontariamente a Lui e a quanto egli ci ha rivelato e ha fatto per noi.
Mentre la mente deve prestare la necessaria attenzione ai segni predisposti da Dio per manifestarsi a noi come le profezie, i miracoli e la vita della Chiesa , la volontà, a sua volta, è mossa dall’autorità divina.  (Tarcisio Stramare osj)

Una preghiera per restare vigili
Ti benediciamo, Padre, perché il tuo unico Figlio ha inaugurato un mondo nuovo dove sono primi quelli che si fanno ultimi servendo gli altri. Cambia o Signore, i nostri cuori, la nostra mentalità e la nostra condotta, perché risanati dall’ambizione di potere, costruiamo un mondo nuovo di amore e di fratellanza nel servizio di tutti i nostri fratelli.  (Filippo Rappa, ssp.)

3. Un incontro con S. Alfonso
Teneva a bada il suo “io”.
* Trovandosi a Napoli, dov’era conosciutissimo, S. Alfonso entrò una mattina in una Chiesa per celebrarvi la S. Messa. Aveva principiato a pararsi dei sacri arredi, e già aveva al collo l’amitto, quando il sagrestano, che non lo conosceva, pose per caso gli occhi su lui. Allo aspetto di questo vecchio tutto rappezzato, con la barba incolta, lo prese per un vagabondo senza casa nè tetto. «Ma dite un po’», cominciò a gridare andando contro ad Alfonso, «chi vi ha dato il permesso di toccare quei parati? Andate a celebrare altrove». E strappandogli di dosso l’amitto, gli mostrò la porta. Senza dire il proprio nome, senza fare il minimo rimprovero a quel villanzone, Alfonso prese il suo cappello e mantello, e se ne andò a cercare in un’altra Chiesa un sagrestano meno rozzo.

* Grande era la fama di S. Alfonso per le sue qualità di dotto, di santo e di taumaturgo, tanto che occorrevano a lui illustri personaggi per ascoltare le sue prediche. Il santo si permetteva allora, se l’interesse della Congregazione non era compromesso, di mistificarli a sue spese. Parlava loro in modo così volgare, con tale ingenua semplicità, qualche volta anche puerile, che i suoi visitatori disingannati se ne tornavano via dicendo: «Questa meraviglia tanto vantata non è altro che un semplicione rimbambito!». E Alfonso rideva con tutto il cuore quando gli raccontavano queste cose. – Una sera, sul punto di salire il pulpito, seppe che alcuni forestieri, gentiluomini e sacerdoti di merito erano tra gli uditori. Così prevenuto, pensavano i Padri, farà onore alla sua reputazione. «Ma fu tutto il contrario — scrisse uno di essi nei suoi appunti — invece di svolgere le sue idee con quell’ardore pieno d’unzione che trascinava di solito tutti i suoi uditori, si mise a fare un piccolo catechismo, adatto tutt’al più ai bambini di campagna.

 

4. Vivere la settimana con la liturgia = XXV Settimana Tempo Ordinario
                              24-29  settembre  –  Liturgia delle Ore: I settimana. 

24  settembre  (lunedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Il giusto abiterà sulla tua santa montagna, Signore. – Quanti hanno ricevuto la luce del Vangelo hanno una grande responsabilità davanti a Dio e ai fratelli. Nessuno può esimersi dal vivere secondo gli insegnamenti di Cristo.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = . . Pr 3,27-35; Sal 14,2-5; Lc 8,16-18.
  • – Santi di oggi  =  B.V. Maria della Mercede; Sant’Anatalo. 

25  settembre  (martedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Guidami, Signore, sul sentiero dei tuoi comandi.- La Parola di Dio favorisce la fratellanza, l’appartenenza a una famiglia voluta dal Signore. In essa ogni divisione di razza, popolo, lingua e anche parentela viene eliminata per favorire la comunione di coloro che credono in Cristo.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Pr 21,1-6.10-13; Sal 118,1.27.30.34-35.44; Lc 8,19-21.
  • – Santi di oggi  =  San Cleofa; San Sergio di Radonez; B. Marco Criado.

26  settembre  (mercoledì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola. – Scacciare i demoni e curare gli infermi. Sono i doni che Cristo dà ai suoi discepoli. Dovunque passano i malati guariscono, gli ossessi vengono liberati, gli ultimi si rincuorano e sono colmi di speranza.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Pr 30,5-9; Sal 118,29.72.89.101.104.113; Lc 9,1-6.
  • – Santi di oggi  =  Santi Cosma e Damiano; San Nilo; B. Lucia da Caltagirone.

27  settembre  (giovedì)  –  Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.-  I prodigi operati da Gesù durante la sua predicazione del Regno di Dio erano sotto gli occhi di tutti, tanto che la fama si era diffusa non solo tra il popolo, ma anche tra i potenti.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Qo 1,2-11; Sal 89,3-6.12,1-14.17; Lc 9,7-9.
  • – Santi di oggi  =  San Vincenzo de’ Paoli, sacerdote. San Bonfiglio.

28  settembre  (venerdì) – Colore liturgico verde.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Benedetto il Signore, mia roccia. – La gente si era fatta diverse idee sull’identità di Gesù, ma solo i discepoli erano riusciti veramente a comprendere chi fosse realmente. La professione di fede dell’Apostolo Pietro è la conferma che è giunta la liberazione dell’umanità dalla schiavitù del peccato e della morte.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Qo 3,1-11; Sal 143,1.3-4 ; Lc 9,18-22.
  • – Santi di oggi  San Venceslao; Santi Lorenzo Ruiz e c. ; B. Luigi Monza.

29  settembre  (sabato) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria. – Natanaèle professa la sua fede in Cristo, Figlio di Dio e Messia. In Lui riconosce il Salvatore d’Israele. A lui e agli altri discepoli Gesù annuncia che lo vedranno circondato di gloria. Vi saranno anche gli angeli che lo loderanno e lo serviranno. Gli stessi che lo seguirono durante la sua esistenza terrena.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Dn 7,9-10.13-14;  Sal 137,1-5; Gv 1,47-51.
  • – Santi di oggi  = Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli.

5. Curiosità calabresi del passato
La festa dei santi Cosimo e Damiano a Brattirò (VV)
A Brattirò ogni anno immancabilmente, nella Chiesa Parrocchiale di S. Pietro Apostolo, nei giorni 25-26-27 settembre si onorano San Cosma e Damiano. Questa ricorrenza annuale  è una delle più attese e rinomate di tutta la provincia di Vibo Valentia e rappresenta per gli abitanti di Brattirò il momento più alto di una religiosità portata per il mondo. Tanti sono, infatti, gli emigrati di Brattirò che ogni anno ritornano dall’Argentina, dall’America, ma anche dalla Grecia e da ogni altro luogo, per raggiungere la loro festa, i loro santi, le loro devozioni e le loro tradizioni.
Dopo la novena  iniziano i festeggiamenti veri e propri dedicati al santo farmacista e al santo medico, che si protrarranno fino a lunedì 27 settembre, giorno solenne di festa. Annualmente il paese, durante questi tre giorni, viene letteralmente invaso da migliaia di pellegrini e fedeli provenienti da moltissimi centri del vibonese ed anche dalle altre province calabresi.
Arrivati a Brattirò, gesti antichi ripercorrono le strade del paese, la messa, il bacio della reliquia e delle statue, le “spille”, i ricordini e le immaginette, l’offerta votiva, il mercato e la fiera, il biglietto per la riffa di una vitella decorata con nastri colorati e immagini dei due santi. Rituale era (e rimane tutt’ora) l’aquisto delle salsicce, delle cotiche fatte bollire in appositi pentoloni e per le pubbliche vie, e dei mostaccioli decorati con pezzi di stagnola rossa e verde, gli stessi colori delle vesti dei santi Cosma e Damiano. A sera arrivano gli incanti, la riffa, il gazebo barocco con la banda, i giganti, i cantanti…
Un’antica festa tradizionale, carica di ritualità e di segni arcaici interessanti dal punto di vista antropologico e religioso, per un culto portato a Brattirò dai monaci basiliani molti secoli addietro, con aspetti rituali che da centinaia di anni si tramandano da padre in figlio, per confermare il senso dell’appartenenza e dell’identità di tutta l’intera comunità a Brattirò, in Calabria, e nelle mille altre Brattirò sparse per il mondo.
(Franco Vallone su tropeamagazine.it)

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