La bisaccia del pellegrino 41-2012

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

 

Ottobre 2012, seconda settimana: 7 – 13 ottobre.

1. Vangelo della domenica 23 settembre –    “L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”.
2. Aspetti della vita  – 11 ottobre – Si apre l’Anno della fede.
3. Un incontro con S. Alfonso –  La fede in S. Alfonso.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  8-13 ottobre 2012.
5. Curiosità calabresi del passato  =  La colonna di San Paolo a Reggio.

1. Vangelo della domenica –  (Mc 10,2-16)
“L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”.

In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

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Nel contesto della manifestazione del Figlio dell’uomo e dopo il secondo annuncio della passione, Marco espone – come complemento catechetico – l’insegnamento sulla indissolubilità del matrimonio, e i comportamenti richiesti per fare parte del regno di Dio.
Gesù cambia scena (Mc 10,1): va in Giudea. Espone con autorità messianica – non a un gruppo ma al popolo – l’indissolubilità del matrimonio come un principio universale.
San Marco non entra nelle discussioni dei rabbini sulla legislazione del divorzio. Coglie con fedeltà le parole di Gesù, senza tener conto della clausola eccezionale trasmessa da (Mt 19,9).  Marco, rivolgendosi a comunità di gentili, e andando al di là del mondo giudaico, ricorre alla Genesi (Gen 1,27 e 2,24): nell’unione indissolubile del matrimonio brillano, folgoranti, l’immagine e la somiglianza poste da Dio nell’uomo e nella donna. Gesù spiega e chiarisce la volontà del Creatore.
L’atteggiamento di Gesù con i bambini fa trasparire la fiducia con la quale bisogna ricevere Dio come Padre (Abbà), la protezione e la sicurezza della paternità divina. Alcune tradizioni patristiche hanno scoperto nell’atteggiamento di Gesù con i bambini un’allusione implicita al battesimo dei bambini. (La Chiesa.it). 

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L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto. – La Parola di Dio ci riporta al principio dell’esistenza umana. Tutte le letture pongono la medesima domanda: dove sono le mie radici? La I Lettura mostra la relazione originaria dell’uomo e della donna. Tutti gli esseri viventi aiutano l’uomo, ma solo con la donna egli può raggiungere la pienezza della felicità e la completezza perché essa è dono del Signore. Essi divengono collaboratori del Creatore dando vita a nuove creature. A ragione il Salmo 127/128 narra la vita del giusto. Egli cammina nelle vie del Signore con il lavoro delle proprie mani e nell’amore fecondo con la propria sposa.
Nel Vangelo, i farisei tendono un tranello a Gesù: vorrebbero obbligarlo a schierarsi tra i “qualunquisti-libertini” o tra i “rigidi-osservanti”. Egli, il Figlio di Dio, colui per mezzo del quale tutto è stato creato, invita a ritornare al progetto originario del Padre. Le radici della relazione tra uomo e donna sono fondate sulla tenerezza del cuore e sul rispetto: così Dio le ha create. Quando la durezza del cuore si fa spazio, il veleno dell’egoismo rompe questa divina comunione. La II Lettura ricorda che la nostra origine è in Lui, Gesù può far ritornare all’amore vero.

(Gianfranco Tinello, OFM Cap in “La Domenica”). 

 

 2. Aspetti della vita
11 ottobre – Si apre l’Anno della fede

Per comprendere perché Benedetto XVI ha indetto un Anno della Fede è necessario vedere questa celebrazione sullo sfondo di altri avvenimenti assai significativi nella vita della Chiesa: il Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione, che inizia il 7 ottobre, il 50° anniversario di apertura del Concilio Vaticano II (1962) e il 20°anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (1992).
Il filo rosso che attraversa tutti questi avvenimenti è il desiderio perenne della Chiesa di rinnovare l’impegno dei credenti che, nel confessare la propria fede in Gesù Cristo, autore e perfezionatore della fede stessa (Ebrei 11,40), «sono infatti chiamati a far risplendere la parola di verità che il Signore Gesù ci ha lasciato » (Porta Fidei, n. 6).
L’Anno della Fede avrà inizio l’11 ottobre 2012 e terminerà il 24 novembre 2013 con la solennità di Cristo Re. Benedetto XVI, ricordando l’Anno di Fede voluto da Paolo VI nel 1967 come “conseguenza ed esigenza postconciliare”, fa propri i sentimenti del suo venerato predecessore che ha visto quell’anno come un’occasione propizia per tutta la Chiesa di poter riprendere, sia a livello individuale che comunitario, «esatta coscienza della sua fede, per ravvivarla, per purificarla, per confermarla, per confessarla».
(Graham Bell).

 

Una preghiera per restare vigili
O Signore, fa che la mia fede sia operosa e dia alla carità le ragioni della sua espansione morale, così che sia vera amicizia con Te e sia in Te nelle opere, nelle sofferenze, nell’attesa della rivelazione finale, una continua testimonianza, un alimento continuo di speranza.
O Signore, fa che la mia fede sia umile e non presuma fondarsi sull’esperienza del mio pensiero e del mio sentimento; ma si arrenda alla testimonianza dello Spirito Santo, e non abbia altra migliore garanzia che nella docilità alla Tradizione e all’autorità del Magistero della santa Chiesa. Amen. (Paolo VI).

 

3. Un incontro con S. Alfonso
La fede in S. Alfonso
“La fede è insieme dono è virtù. È dono di Dio in quanto è una luce che Dio infonde nell’anima: è virtù poi in quanto all’esercizio che l’anima ne fa. Onde la fede non solo ci ha da servire per regola di credere, ma anche di operare” (S. Alfonso).

  • Quale forza divina dovette sostenere lo spirito di S. Alfonso allorché le braccia paterne lo strinsero per tre ore mentre il genitore implorava che il figlio non lo abbandonasse? La fede! – Senza una grande fede nelle promesse di Dio e una fiduciosa sicurezza nella sua divina Provvidenza il Santo avrebbe forse rinunziato alla sua santità ed alla salvezza di tante anime operata dai figli della sua Congregazione.
  • Accadde a S. Alfonso negli ultimi anni della sua vita di rimanere come espulso dalla Congregazione che egli stesso aveva fondato.  Il Papa infatti finì col riconoscere solo le Case nello Stato Pontificio, non quelle nel Regno di Napoli. Il colpo fu duro ma non poté abbattere la fede del Santo radicata in lui come una roccia. Egli credé all’autorità del Papa e accettò con profondissima  umiltà la condanna. Del resto egli aveva sempre venerato e difeso la Persona e la dignità del Papa, tanto che il Signore operò un miracolo per attestare al mondo l’attaccamento di S. Alfonso al Sommo Pontefice quando per bilocazione il Santo confortò il Papa Clemente XIII in fin di vita.
  • S. Alfonso negli ultimi tempi della sua vita patì un Purgatorio di pene per le frequenti tentazioni del diavolo. Fu tentato sulla Fede ed egli gridava: «Credo, o Signore, credo e voglio vivere e morire figlio della Chiesa».

 

4. Vivere la settimana con la liturgia = XXVII Settimana Tempo Ordinario
8-13 ottobre  –  Liturgia delle Ore: III settimana. 

8  ottobre  (lunedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza. –  È buon samaritano chi si fa prossimo nonostante diversità etnica, sociale e religiosa, e non chiede contropartite.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = . Gal 1,6-12; Sal 110,1-2.7-10; Lc 10,25-37.
  • – Santi di oggi  =  Santa Pelagia; San Felice; Sant’Ugo. 

9  ottobre  (martedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Guidami, Signore, per una via di eternità. – Accogliere l’annuncio della Parola di Dio è un passo fondamentale per poi diventare annunciatori credibili del Cristo morto e risorto.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Gal 1,13-24; Sal 138,2-3.13-15; Lc 10,38-42.
  • – Santi di oggi  =  Santi Dionigi e compagni; San Giovanni Leonardi; sant’Abramo.

10  ottobre  (mercoledì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo. – La preghiera modellata su quella insegnataci da Gesù dona la libertà di vivere la propria fede in modo autentico.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Gal 2,1-2.7-14; Sal 116,1-2; Lc 11,1-4. 11.
  • – Santi di oggi  =  San Cernobio; Santa Tanca; San Daniele Comboni.

11  ottobre  (giovedì)  –  Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato il suo popolo. – La fede in Gesù si manifesta nell’essere crocifissi nel proprio egoismo, così che Cristo viva in noi.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Gal 3,1-5; Cant. Lc 1,68-75; Lc 11,5-13.
  • – Santi di oggi  =  San Firmino; Sant’Alessandro Sauli.

12  ottobre  (venerdì) – Colore liturgico verde.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza. – È guardando con gli occhi della fede a Cristo appeso al legno della croce che si aprono orizzonti di pace e di speranza.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Gal 3,7-14; Sal 110,1-6; Lc 11,15-26.
  • – Santi di oggi  = San Rodobaldo; San Serafino da Montegranaro; beato Romano Sitko.

13  ottobre  (sabato) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza. – La fede in Cristo elimina ogni divisione e discriminazione rendendoci tutti fratelli anche se di razza e condizione sociale diverse.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Gal 3,22-29; Sal 104,2-7; Lc 11,27-28.
  • – Santi di oggi  = San Romolo; Santa Chelidona.

 

5. Curiosità calabresi del passato
La colonna di San Paolo a Reggio

A San Paolo si deve il primo annuncio del Vangelo e l’impianto sul suolo calabro della prima comunità cristiana, con a capo S. Stefano da Nicea, che l’Apostolo, nel ripartire alla volta di Pozzuoli, lasciò come primo vescovo.
Secondo un’antichissima tradizione, l’approdo di Paolo a Reggio sulla spiaggia antistante il Lungomare, all’altezza del molo di Porto Salvo detto “Cippo“, avvenne un giorno in cui vi si svolgeva la festa in onore di Diana Fascelide.
Si racconta che San Paolo ottenne di parlare alla pagana e distratta folla festante, lì radunata, fino a che fosse durata la fiamma di una lucerna posta su una colonna, ma, prodigio meraviglioso, consumatasi la fiamma, iniziò ad ardere la colonna di pietra, che con la sua luce consentì che la predicazione di San Paolo si protraesse fino al mattino.
Ricordando che i primi seguaci di Paolo, in qualsiasi città, furono Giudei o orientali, e che i Romani consideravano i cristiani come seguaci di un culto orientale, possiamo interpretare tale racconto in un’altra prospettiva. La luce, nella tradizione orientale, trasmessa poi alla latina, ha un significato simbolico: è segno della Rivelazione del Signore, ed è anche segno dell’efficacia e forza della predicazione della Parola.
Anche il fatto che la colonna di pietra abbia preso fuoco durante la predicazione ha un profondo significato simbolico: significa che le parole di Paolo avevano il potere di sciogliere la durezza del cuore degli ascoltatori.
Nell’ottica di tale simbolismo si può rileggere, pertanto, quanto a noi consegnato dalla tradizione antica. Di fatto, la fiamma che ardeva nelle parole dell’Apostolo infiammò anche il cuore della gente bruzia, che si convertì al Cristianesimo.
Perciò Paolo è considerato fondatore della Chiesa reggina e padre nella fede dei cristiani di Calabria. Giovanni Paolo II lo ha proclamato Patrono principale dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria (1980).
La memoria liturgica della venuta di San Paolo a Reggio ricorre il 21 maggio.

(Tratto da http://www.cattedralereggiocalabria.it/la-storia/la-chiesa-reggina-e-san-paolo/2)

 

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