La bisaccia del pellegrino

Rubrica religiosa settimanale

a cura di P. Salvatore Brugnano


Novembre 2010, quarta settimana: 21-27 novembre 2010
1. Vangelo della domenica 21 novembre –  «Oggi sarai con me nel paradiso».
2. Aspetti della vita – All’ultima lira (a proposito del vero amico)
3. Un insegnamento di S. Alfonso – Il desiderio del paradiso
4. Vivere la settimana con la liturgia = 22-27 novembre
5. Saggezza calabrese  = Sempre con Gesù. 

1. Vangelo della domenica – Lc 23,35-43
«Oggi sarai con me nel paradiso».
 
In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

I membri del Sinedrio, che avevano consegnato Gesù a Pilato e ai soldati che dovevano crocifiggerlo, pensavano di essersi liberati di un uomo pio, certo, ma pericoloso politicamente. Ora, essi sono ai piedi della croce e lo scherniscono chiamandolo Messia, eletto di Dio, re. Ma Gesù, proprio in quanto Messia e Re nel compimento del piano eterno di salvezza, ingaggia sulla croce una lotta sanguinosa contro Satana, che aveva soggiogato l’uomo sull’albero del paradiso. Ora, sull’albero della croce, Cristo gli inferisce un colpo mortale e salva l’uomo. Gesù poteva scendere dalla croce e salvarsi; ma non l’ha fatto, perché altrimenti non ci avrebbe salvato. Ed ecco che raccoglie i frutti della sua passione: uno dei due ladroni crocifissi ai suoi fianchi confessa i propri peccati ed esorta l’altro a fare lo stesso, ma, soprattutto, professa la sua fede: Gesù è Re! Il Re crocifisso gli assicura in modo solenne: “Oggi sarai con me in paradiso”. Adamo aveva chiuso a tutti le porte del paradiso, Gesù, vincitore del peccato, della morte e di Satana, apre le porte del paradiso anche ai più grandi peccatori, purché si convertano, sia pure nel momento della loro morte. «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» è l’invocazione rivolta al Re dell’universo da uno dei malfattori crocifissi accanto a lui. Egli non chiede di liberarlo da quella morte atroce ma di vivere nell’eternità, in comunione con lui e con il Padre. Il suo pentimento diviene il passo certo verso la salvezza. (cf la Chiesa.it)

Per capire che tipo di Re è Gesù Cristo la Chiesa ci fa ascoltare questo brano di Luca. Molto strano! E’ il momento davvero meno regale di Gesù. Gesù è sulla croce e non su un trono alto e dorato, non è vestito di mantelli e strascichi ma è nudo. Non ha le folle attorno che lo osannano e acclamano, ma è lasciato solo in mezzo agli insulti e non sembra esserci nemmeno la voce di qualche vecchio amico. Più che un Re sole, Gesù sembra una desolante notte della potenza.
Dove sta allora la regalità di Gesù? E’ in quel dialogo privatissimo che l’evangelista Luca raccoglie e consegna a noi nel suo racconto, tra Gesù e il malfattore crocifisso vicino a lui: “oggi sarai con me nel paradiso”. La potenza di Gesù è nella sua capacità di salvare anche questo disperato, anche se lui stesso umanamente è impotente. Gesù in questo breve dialogo emana una luce di salvezza che nemmeno 10 Versailles possono eguagliare. E il malfattore diventa un modello di fede. Il suo occhio riesce a vedere il Re anche in questo uomo condannato e morente vicino a lui: ” ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. (Giovanni Berti).
 
 
2. Aspetti della vita

All’ultima lira (a proposito del vero amico)
Ci sono degli amici che sono disposti a stare al vostro fianco fino all’ultima lira. La vostra, non la loro. (Carlo Veneziani).

In una società dalle relazioni facili, sbrigative e superficiali, è sempre necessario ritornare sul tema dei rapporti interpersonali, da quelli familiari ai legami più ampi, come accade nell’amicizia. Su questo tema si potrebbero costruire intere antologie (e lo si è fatto) e si possono dire cose belle, a partire dalla stessa Bibbia che riferisce, tra l’altro, anche un detto proverbiale ancor oggi in vigore: «Chi trova un amico, trova un tesoro» (Siracide 6,14). E a proposito di tesoro, ecco un ben diverso significato da assegnare al termine ed è ciò che viene sarcasticamente evocato nella battuta sopra citata del giornalista e scrittore Carlo Veneziani (1882-1950).
Già Petronio, il noto scrittore latino del I secolo, nel suo celebre Satyricon scherzava sull’amicus ollaris, cioè «l’amico della pentola» e non è certo necessario aggiungere altro. La vera amicizia è gratuita; se s’infiltra l’interesse, essa ben presto inaridisce. Un personaggio dell’Amleto di Shakespeare, Polonio, ad esempio ammonisce: «Non prendere a prestito da un amico e non prestare, perché spesso il prestito perde se stesso e l’amico!». La vera cartina di tornasole nell’amicizia è appunto l’assenza di calcoli, di vantaggi, di invidie. Purtroppo, però, non di rado si ha la possibilità di verificare il vero amico proprio quando vai male: chi, prima, ti era così vicino e affettuoso si rivela, allora, distante e lentamente sparisce dal tuo orizzonte. Il modo più genuino per avere un amico è essere amico dell’altro nella generosità, nella gioia dello stare insieme, nella libertà delle proprie scelte e idee che s’incrociano in dialogo sereno con quelle dell’amico. (card. Gianfranco Ravasi).
 
3. Un insegnamento di S. Alfonso
Il desiderio del paradiso
In questa ultima domenica dell’Anno liturgico, quando il vangelo sopra citato ci riporta le parole di Gesù al “buon” ladrone che moriva al suo fianco “Oggi sarai con me in paradiso”, è quanto mai esprimere al Signore il desiderio del Paradiso. “Preferisco il paradiso!” è il leit motivi della fiction RAI di successo su San Filippo Neri. Negli ultimi giorni della sua malattia S. Alfonso, ormai inabile a tutto, giaceva nel suo letto di sofferenza. Assisteva nella contemplazione dei divini misteri con fervore inusitato.  Una volta fu ritrovato dal P. Negro, consultore generale, con le mani congiunte e cogli occhi verso il grande crocifisso, mentre diceva: “Gesù Cristo mio, mi paiono mille anni di morire, e di venire a vedervi in paradiso, e dopo avervi baciati i piedi, la prima cosa, che voglio dirvi, sarà questa: Ah! Gesù Cristo mio, vi ringrazio, che avete voluto assai patire per me: quanto vi ha costato l’anima mia! (cf. Berruti p. 309)
 
 
4. Vivere la settimana con la liturgia = 22-27 novembre – Liturgia delle Ore: II settimana 

22 novembre (lunedì)– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore. – Gesù invita i discepoli a porre l’attenzione alla piccola offerta di una vedova nel tesoro del Tempio; la vedova è modello di vera religiosità, priva di ostentazione.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Apocalisse 14,1-3.4b-5; Salmo 23,1-6; Luca 21,1-4.
– Santi di oggi  =  Santa Cecilia, vergine e martire, Beati Salvatore Lilli e c.
 
23 novembre (martedì)– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Vieni, Signore, a giudicare la terra. –  Prendendo motivo dalla bellezza del Tempio Gesù parla “del fine” con chiarezza mescolando la prospettiva della caduta di Gerusalemme e la fine dei tempi. Bisogna vivere il presente nella vigilanza.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =  = Apocalisse 14,14-19; Salmo 95,10-13; Luca 21,5-11.
– Santi di oggi  =   San Clemente I; San Colombano; B. Margherita di Savoia.
 
24 novembre (mercoledì) – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Grandi e mirabili sono le tue opere, Signore Dio onnipotente. – Come gli Ebrei dopo il passaggio del Mar Rosso, riferisce l’autore dell’Apocalisse, coloro che hanno vinto la Bestia, cantano il nuovo cantico di Mosè, che è anche il canto dell’Agnello.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Apocalisse 15,1-4; Salmo 97,1-3.7-9; Luca 21,12-19.
– Santi di oggi  =  Santa Firmina; Sante Flora e Maria.
 
25 novembre (giovedì)– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello!  – Alla fine della storia, il Figlio dell’uomo apparirà nella gloria. Con lo sguardo oltre le sofferenze, i discepoli potranno salutare la vicinanza della redenzione.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Apocalisse 18,1-2.21-23; 19,1-3.9a; Salmo 99,2-5; Luca 21,20-28.
– Santi di oggi  =  Santa Caterina d’Alessandria; San Mosè; San Maurino.
 
26 novembre (venerdì) – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Ecco la tenda di Dio con gli uomini. – La parabola del fico invita gli ascoltatori a leggere i segni dei tempi. Ciò che l’uomo vede come male, è visto dal credente come principio di speranza.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Apocalisse 20,1-4.11 – 21,2; Salmo 83,3-6.8; Luca 21,29-33.
– Santi di oggi  =  San Siricio; San Leonardo da Porto Maurizio; B. Giacomo Alberione.
 
27 novembre (sabato) – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Maranatha! Vieni, Signore Gesù! – Alla sobrietà lucida e attenta bisogna aggiungere la vigilanza e la preghiera. La vigilanza è nutrita da una supplica costante, per non cadere nella tentazione.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =    Apocalisse 22,1-7; Salmo 94,1-7; Luca 21,34-36.
– Santi di oggi  = San Virgilio; San Laverio; B. Bernardino da Fossa.
 
5. Saggezza calabrese
Sempre con Gesù
Cu Gesù mi curcu, cu Gesù mi levu
Pensandu a Gesù paura non haju
Angiulu santu, custoriu meu
Di novamenti ti vengu a pregari:
Discacciammillu a stu nimicu meu,
Chi no’ mi dassa la samina fari.
Sentu chiamari ‘na vuci di Dio:
Cumpessati ca t’haju a perdunari
E pigghia stu sagnatu corpu meu,
Ca ‘nparadiso l’hai di levari.
(da Giuseppe Chiapparo, Etnografia di Tropea, Scritti demologici e storici, M.G.E. 2009 p. 141).

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