La bisaccia del pellegrino

Rubrica religiosa settimanale

a cura di P. Salvatore Brugnano


Dicembre 2010, prima settimana: 28 novembre – 4 dicembre 2010
1. Vangelo della domenica 28 novembre, Prima di Avvento – Anno A – «Vegliate, per essere pronti al suo arrivo».
2. Aspetti della vita – Avvento: tre motivi per sperare.
3. Un insegnamento di S. Alfonso – La vigilanza circa la salvezza eterna.
4. Vivere la settimana con la liturgia = 29 novembre – 4 dicembre
5. Saggezza calabrese  = Il calendario di dicembre. 

1. Vangelo della domenica – Mt 24,37-44
«Vegliate, per essere pronti al suo arrivo».
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Oggi comincia l’Avvento, il tempo liturgico che invita ala vigilanza per attendere la venuta (=avvento) del Signore Gesù e questo testo evangelico non sembra per niente incoraggiarci. Eppure la Chiesa lo mette all’inizio dell’anno liturgico per invitarci a fare sul serio: abbandonare il trantran, le abitudini, le usanze; insomma convertirsi e ripartire da zero. Da una parte c’è la gioiosa novella del Vangelo che annuncia la venuta redentrice di Dio, si dimentica e dall’altra il suo giudizio, che l’uomo di oggi sembra rifiutare. È il pericolo che corrono i discepoli di tutte le epoche. Se non si attende ogni giorno la sentenza di Dio, si finisce col vivere come se non esistesse giudizio. Di fronte ad una tale minaccia, nessuno può prendere come scusa lo stile di vita “degli altri”: nessuno può trincerarsi dietro agli altri per sottrarsi al pericolo di essere dimenticato dal Signore. Salvezza e giudizio sono affini uno all’altro, ci scuotono nel bel mezzo della nostra vita: sia nel momento delle grandi catastrofi (qui è evocato il diluvio “universale”) sia nel corso del lavoro quotidiano nei campi o in casa. Uno è preso, trova scampo, è salvato; un altro è abbandonato. È l’uomo stesso che ha nelle sue mani la propria salvezza o la propria perdizione. Ecco perché, come spesso nel Vangelo, questo brano si conclude con un appello alla vigilanza. (cf la Chiesa.it)

Questo brano del Vangelo ci è faticoso. Gesù cita gli eventi simbolici di Noè, dice che intorno a lui c’era un sacco di brava gente che venne travolta dal diluvio senza neppure accorgersene ed invita a vigilare, il che significa non dare niente per scontato. Gesù avverte: uno è preso, l’altro lasciato. Uno incontra Dio, l’altro no. Uno è riempito dalla sua grazia, l’altro rimane vuoto. Dio è discreto, modesto, quasi timido, non impone la sua presenza, come la brezza della sera è la sua venuta. A noi è chiesto di spalancare il cuore, di aprire gli occhi, di lasciar emergere il desiderio e compiere piccoli gesti. Alcuni tra voi riescono a prendersi una domenica pomeriggio per fare un paio d’ore di silenzio e di preghiera, altri fanno una piccola deviazione andando al lavoro per entrare in una chiesa. E se vissuti bene, aiuteranno anche i simboli del Natale cristiano: preparare il presepe, addobbare un albero, partecipare alla novena. Facciamo qualcosa, una piccola cosa, per ricordarci che Cristo è venuto in mezzo a noi, per non lasciarci travolgere dal diluvio di parole e cose che ognuno vive (Paolo Curtaz).
 
2. Aspetti della vita
Avvento, tre motivi per sperare.

1. “Il regno di Dio è vicino: siatene certi, non tarderà”. L’Avvento è un potente annuncio di speranza, che tocca in profondità la nostra esperienza personale e comunitaria. Ogni uomo sogna un mondo più giusto e solidale, dove degne condizioni di vita e una pacifica convivenza rendano armoniose le relazioni tra individui e tra popoli. Spesso, però, non è così. Ostacoli, contrasti e difficoltà di vario genere appesantiscono la nostra esistenza e talora quasi la opprimono. Le forze e il coraggio di impegnarsi per il bene rischiano di cedere al male che sembra a volte avere la meglio. È specialmente in questi momenti che ci viene in aiuto la speranza. Il mistero del Natale, che fra pochi giorni rivivremo, ci assicura che Dio è l’Emmanuele – Dio con noi. Per questo non dobbiamo mai sentirci soli. Egli ci è vicino, si è fatto uno di noi nascendo nel grembo verginale di Maria. Ha condiviso il nostro pellegrinaggio sulla terra, garantendoci il raggiungimento di quella gioia e pace, a cui aspiriamo dal profondo del nostro essere.
2. Il tempo di Avvento pone in luce un secondo elemento della speranza, che riguarda più in generale il significato e il valore dell’esistenza. Non infrequentemente ci si chiede: chi siamo, dove andiamo, che senso ha ciò che compiamo sulla terra, che cosa ci attende dopo la morte? Vi sono obiettivi indubbiamente buoni e onesti: la ricerca di un maggiore benessere materiale, il perseguimento di mete sociali, scientifiche ed economiche sempre più avanzate, una migliore realizzazione delle aspettative personali e comunitarie. Ma bastano queste mete a soddisfare le aspirazioni più intime del nostro animo? La Liturgia ci invita ad allargare la visuale e a contemplare la Sapienza di Dio che esce dall’Altissimo ed è capace di estendersi ai confini del mondo, tutto disponendo “con soavità e forza”. Dal popolo cristiano sgorga allora spontanea l’invocazione: “Vieni, Signore, non tardare”.
3. Merita, infine, di essere sottolineato un terzo elemento caratteristico della speranza cristiana, che il tempo d’Avvento ben evidenzia. All’uomo, che elevandosi dalle vicende quotidiane cerca la comunione con Dio, l’Avvento e soprattutto il Natale ricordano che è Dio ad aver preso l’iniziativa di venirgli incontro. Facendosi bambino, Gesù ha assunto la nostra natura e ha stabilito per sempre la sua alleanza con l’intera umanità. A Betlemme Egli è venuto per rimanere con noi, per sempre. – Buon Avvento a tutti! (Giovanni Paolo II).

3. Un insegnamento di S. Alfonso
La vigilanza circa la salvezza eterna
Un religioso agostiniano parlando del nostro santo attesta, che allorquando gli accadeva di andarlo a visitare, nel discorrere con lui gli sembrava di conversare con un apostolo fornito di tutte le virtù; ma poiché Alfonso sempre si raccomandava alle preghiere di lui con grande calore e per timore della sua eterna salvezza, questo religioso, tutto sorpreso si pose ad animarlo, col mettergli davanti agli occhi la vita da lui spesa in continue opere virtuose, e tendenti alla divina gloria. Allora il santo disse pieno di confusione: “Ah! la mia vita quanto è stata imperfetta!” Il che riempì di somma edificazione quel buon religioso. E Lo stesso timore palesò Alfonso con monsignor Bergamo vescovo di Gaeta, allorché il medesimo andò a conferire con lui per gli affari di sua diocesi. Il medesimo timore espresse con certi missionari napoletani, i quali diretti ad una missione, nel passare per Nocera vollero riverire il santo, e specchiarsi in quel modello di santità.
In Arienzo stando un padre della Congregazione per vestirsi dei sacri paramenti e celebrargli la messa, essendo infermo a letto, lo chiamò vicino, e gli disse: “Padre, pregate Dio ad usarmi misericordia. Chi sa se mi salverò?”  – Un’altra volta in un giorno, di sabato santo, essendo andati tutti della comunità ad augurargli la solennità della Pasqua, si rivolse loro e disse: “Voi avete fatti gli esercizi, ed io mi sono apparecchiato all’eternità.. Così è: ad ogni uomo, che sta per uscire dal mondo, tutto sembra paglia e si meraviglia come gli uomini possano attaccarsi al mondo… ” (cf. Berruti, Lo Spirito di S. Alfonso)
  
4. Vivere la settimana con la liturgia = 29 novembre 4 dicembre – Prima settimana di Avvento – Liturgia delle Ore: I settimana
 
29 novembre (lunedì)
– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Andiamo con gioia incontro al Signore. – Il Signore viene a convocare nel suo regno un popolo, dall’oriente e dall’occidente. Il biglietto d’ingresso è la fede umile e confidente.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Isaia 2,1-5; Oppure: Isaia 4,2-6; Salmo 121,1-4.6-9; Matteo 8,5-11.
– Santi di oggi  =  San Saturnino; Santa Illuminata; Beati Dionigi della Natività e c.
 
30 novembre (martedì)– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Per tutta la terra si diffonde il lieto annuncio. –  Andrea e Simon Pietro: due fratelli chiamati dal Signore ad essere “pescatori di uomini”. L’uno, colonna della Chiesa d’Oriente; l’altro dell’Occidente. Preghiamo l’apostolo Andrea per l’unità della Chiesa.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Romani 10,9-18; Salmo 18,2-5; Matteo 4,18-22.
– Santi di oggi  =   
 
1 dicembre (mercoledì)
– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Abiterò nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita. – Siamo invitati al banchetto della grazia: lì il Signore passerà a saziarci in abbondanza, la sua mano asciugherà le nostre lacrime, il suo amore ci guarirà definitivamente dalle nostre infermità.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Isaia 25,6-10a; Salmo 22,1-6; Matteo 15,29-37.
– Santi di oggi  =  Sant’Eligio; Santa Fiorenza; B. Clementina Nengapeta Anuarite; B. Charles de Foucauld.
 
2 dicembre (giovedì)
– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Benedetto colui che viene nel nome del Signore. – Come la nostra vita può acquisire solidità in un mondo instabile e opprimente? Realizzando, giorno per giorno, la volontà del Padre.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Isaia 26,1-6; Salmo117,1-2.9.19-21.25-27; Matteo 7,21.24-27.
– Santi di oggi  =  Santa Bibiana; San Cromazio; B. Giovanni Ruysbroeck.
 
3 dicembre (venerdì)
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Il Signore è mia luce e mia salvezza. – La luce di Cristo raggiunge gli estremi confini della terra, grazie all’annuncio coraggioso di san Francesco Saverio, ma anche grazie alla limpida testimonianza dei credenti.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Isaia 29,17-24; Salmo 26,1.4.13-14; Matteo 9,27-31.
– Santi di oggi  =  San Francesco Saverio, sacerdote missionario; B. Giovanni Nepomuceno.
 
4 dicembre (sabato)
– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Beati coloro che aspettano il Signore. –  Lo sbandamento e il disorientamento delle masse suscitano nel Signore non riprovazione, ma compassione. Preghiamo insistentemente il Padre perché mandi ancora operai nella sua messe.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =    Isaia 30,19-21.23-26; Salmo 146,1-6; Matteo 9,35-38 – 10,1.6-8.
– Santi di oggi  = San Giovanni Damasceno; Santa Barbara; B. Adolfo Kolping.
 
5. Saggezza calabrese
Il calendario di dicembre

Sant’Andria portò la nova (30 nov.)
Ch’alli sei è di Nicola, (6 dic.)
Alli ottu è di Maria, (8 dic.)
Alli tridici di Lucia, (13 dic.)
Alli vinticincu di lu Missia. (Natale, 25 dic.)
(da Giuseppe Chiapparo, Etnografia di Tropea, Scritti demologici e storici, M.G.E. 2009 p. 104).

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