La bisaccia del pellegrino 44-2013

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana10ott

 

 

Ottobre 2013, quinta settimana: 27 ottobre – 2 nov.

1. Vangelo della domenica 27 ottobre = “Il pubblicano tornò a casa giustificato…”.
2. Aspetti della vita =  No ad Halloween – Sì a Tutti i Santi!
3. Le Opere di S. Alfonso = Il suffragio dell’anime sante del Purgatorio.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  28 ottobre – 2 novenbre2013.
5. La Calabria e il culto dei morti = Alcune usanze.

1. Vangelo della domenica –  (Lc 18,9-14)
“Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo”.

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

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La parola del Signore che ci invitava, domenica scorsa, a perseverare nella preghiera – Dio ascolterà coloro che perseverano nella loro preghiera – risuona ancora alle nostre orecchie mentre il testo evangelico di oggi completa l’insegnamento sulla preghiera: bisogna certamente pregare, e pregare con insistenza. Ma questo non basta, bisogna pregare sempre di più. E il primo ornamento della preghiera è la qualità dell’umiltà: essere convinti della propria povertà, della propria imperfezione e indegnità. Dio, come ci ricorda la lettura del Siracide, ascolta la preghiera del povero, soprattutto del povero di spirito, cioè di colui che sa e si dichiara senza qualità, come il pubblicano della parabola.
 La preghiera del pubblicano, che Gesù approva, non parte dai suoi meriti, né dalla sua perfezione (di cui nega l’esistenza), ma dalla giustizia salvatrice di Dio, che, nel suo amore, può compensare la mancanza di meriti personali: ed è questa giustizia divina che ottiene al pubblicano, senza meriti all’attivo, di rientrare a casa “diventato giusto”, “giustificato”. (da Chiesa.it).

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Due uomini salirono al tempio a pregare… – «Non ho lavorato, non ho compiuto le opere della giustizia, non ho mai osservato uno solo dei tuoi comandamenti, ho vissuto nel vizio per tutta la mia vita; eppure tu non hai rivolto altrove lo sguardo, mi hai cercato e mi hai trovato là dove andavo errando».
Queste parole di un autore spirituale, Simeone il Nuovo Teologo (Inni, XLI), esprimono l’atteggiamento umile e confidente del pubblicano al tempio (Vangelo): non ha il coraggio di guardare in alto, ma chiede misericordia al Signore, nella speranza che almeno il suo sguardo sia rivolto su di lui, lo raggiunga in quel momento di tristezza a motivo dei suoi peccati e gli doni misericordia.
Il fariseo è troppo intento a esibire il proprio certificato di benemerenza nei confronti del Signore, senza rendersi conto che, invece, Dio gradisce uno spirito contrito e non disprezza un cuore affranto per i propri errori. Cristo insegna a non insuperbirci e a non fare confronti fra la nostra vita e quella degli altri, ma, come direbbe san Paolo, ad avere ognuno la giusta misura di sé, così da essere aperti a Dio.
(Tiberio Cantaboni, in La Domenica).

Una preghiera per restare vigili
Un peccatore che, cosciente della propria colpa, intraprende con umiltà un cammino di conversione, è da preferirsi a chi, lungi dal ritenersi peccatore, si esalta con orgoglio a causa di certe qualità superiori che egli presume di possedere. È questo l’insegnamento che si ricava dalla parabola del pubblicano. (Origene, Contra Celsum 3, 64.  a cura di L. Gambero).

 2. Aspetti della vita
No ad Halloween – Sì a Tutti i Santi!
Halloween non è festa cristiana.  Ma come nasce? Il 1° novembre la Chiesa celebra la solennità di Tutti i Santi. Questa festa, come tutte le solennità, inizia la sera precedente. Per questo la notte del 31 ottobre è chiamata, in inglese antico, “All hallow’s eve” (vigilia di Tutti i Santi), che in è stato abbreviato in “Halloween”. E purtroppo, nonostante abbia origini in un certo senso cristiane, Halloween ha smesso di essere una festa cristiana per diventare una fantasia di streghe e fantasmi. Infatti ha ripreso una arcaica e mitizzata tradizione celtica, veicolata successivamente da tradizioni irlandesi e americane basate su rituali degli antichi druidi.
“Che c’è di male, si chiedono molti, se i bambini si divertono a mascherarsi e se ne vanno in giro a bussare alle porte delle case nella notte della vigilia di Ognissanti, intimando, a chi ha il coraggio di aprire: ‘dolcetto o scherzetto’? Apparentemente nulla”. Ma il brutto è non sapere cosa c’è dietro: spiriti cattivi e fantasmi proposti con troppa leggerezza ai più piccoli.
Offuscato dal rumore e dai colori della festa, Halloween invita a trovare un modo godereccio e superficiale di esorcizzare la morte, di tenerla lontana, dimenticarla, eliminarla dall’orizzonte della vita.
E invece nel calendario cristiano alla solennità di Tutti i Santi segue la Commemorazione dei Defunti: il credente è invitato ad affrontare con fede forte e serena il problema della morte per prendere sul serio il senso della vita.

Come controtendenza ad Halloween da qualche anno si è sviluppata Holyween, iniziativa che propone maniere concrete di conoscere, imitare e diffondere le virtù dei nostri Santi.

Per saperne di più.

3. Le Opere di S. Alfonso
1775 –  Il suffragio dell’anime sante del Purgatorio.

La devozione verso l’anime del purgatorio col raccomandarle a Dio, acciocché le sollevi nelle gran pene che patiscono e presto le chiami alla sua gloria, è molto cara al Signore, ed insieme è molto giovevole a noi, poiché quelle anime benedette sono sue eterne spose, ed all’incontro elle sono gratissime verso chi loro ottiene la liberazione da quella carcere, o almeno qualche sollievo nei loro tormenti; onde giunte che saranno in cielo, non si scorderanno certamente di chi ha pregato per esse. E piamente si crede che Dio le palesi le nostre orazioni, affinché elle anche preghino per noi.
È vero che quelle anime benedette non sono in stato di pregare per sé, perché stanno ivi come ree soddisfacendo le loro colpe; nondimeno, perché sono molto care a Dio, ben possono pregare per noi, ed ottenerci le grazie.
Me se noi vogliamo il soccorso delle loro orazioni, è giusto, anzi è dovere che noi le soccorriamo colle nostre: la carità cristiana richiede che noi sovveniamo i prossimi che stanno in necessità del nostro aiuto. Ma quali prossimi stanno in tanta necessità di aiuto, quanto quelle sante prigioniere ? Elle stanno continuamente in quel fuoco, che tormenta assai più che il fuoco di questa terra; stanno poi prive della vista di Dio, pena che le affligge molto più di tutte le altre. E pensiamo che ivi facilmente anche penano le anime de’ nostri genitori, o fratelli, o di altri parenti ed amici, ed aspettano il nostro soccorso.

Io giudico per certo che un’anima, la quale è liberata dal purgatorio per i suffragi avuti da qualche devoto, giunta ch’è in paradiso, non lascerà di dire a Dio: Signore, non permettete che si perda quegli, che mi ha sprigionato dal purgatorio, e mi ha fatto venire più presto a godervi.
A questo fine ho dato alle stampe la seguente Novena, acciocché tutti i fedeli si affatichino a sollevare e liberare quelle anime benedette dal purgatorio con le Messe, con le elemosine, o almeno colle loro orazioni.
(da Novena dei Morti, Il suffragio dell’anime sante del purgatorio).

Leggi tutta l’operetta.


4. Vivere la settimana con la liturgia = XXX
Settimana del Tempo Ordinario
(28 ottobre – 2 novembre) – Liturgia delle Ore: II Settimana. 

28  ottobre (lunedì) – Colore liturgico rosso.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  – Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio. – Prima di scegliere i Dodici, e tra essi Simone e Giuda, Gesù sosta in preghiera, proprio perché la preghiera è momento indispensabile per la vita dei credenti.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Ef 2,19-22; Sal 18,2-5; Lc 6,12-19.
  • – Santi di oggi  =  Santi Simone e Giuda, apostoli. San Ferruccio.

29  ottobre (martedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Grandi cose ha fatto il Signore per noi. – Le parabole del granellino di senape e del lievito fanno comprendere che il regno di Dio avrà crescita e sviluppi non umanamente prevedibili.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Rm 8,18-25; Sal 125,1-6; Lc 13,18-21.
  • – Santi di oggi  =  Sant’Onorato di Vercelli; San Gaetano Errico; Beato Michele Rua.

30  ottobre (mercoledì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Nella tua fedeltà ho confidato, Signore. – San Paolo richiama alla preghiera, che non è un dovere, ma una necessità per ogni cristiano.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Rm 8,26-30; Sal 12,4-6; Lc 13,22-30.
  • – Santi di oggi  = San Marciano di Siracusa; San Germano di Capua.

31 ottobre (giovedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Salvami, Signore, per il tuo amore. – La lettera ai Romani presenta un inno verso l’amore che Dio ha nei nostri confronti, amore che giustifica, dona comunione e fa superare le divisioni.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi =  Rm 8,31b-39; Sal 108,21-22.26-27.30-31; Lc 13,31-35.
  • – Santi di oggi  =  San Quintino; Beato Tommaso da Firenze Bellaci.

1 novembre (venerdì) – Colore liturgico bianco – Festa di precetto.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Ap 7,2-4.9-14; Sal 23,1-6; lGv 3,1-3; Mt 5,1-12a.
  • – Santi di oggi  =  Tutti i Santi. Solennità.

2 novembre (sabato) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. –  Il Signore è mia luce e mia salvezza.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Gb 19,1.23-27a; Sal 26,1.4.7-9.13-14; Rm 5,5-11; Gv 6,37-40.
  • – Santi di oggi = Commemorazione di tutti i fedeli defunti. – San Giusto.

 

5. La Calabria e il culto dei morti.
Alcune usanze.
A Tropea il popolo dedica il lunedì alle anime del Purgatorio, perciò in detto giorno rivolge loro particolari preghiere per ottenere le grazie che spera. Di notte, quando tutto tace, la persona devota si pone in ginocchio accanto ad una finestra e recita il rosario dei defunti, ripetendo ad ogni posta:

Animi santi, Animi santi
Nui simu suli e vui siti tanti,
Jati a li pedi di lu Redenturi
E pregatilu a nostru favuri.

I corpi decollati  – In altri luoghi il popolo si rivolge alla Anime dei corpi decollati e dice:

Animi santi, Animi mbiati,
‘Nta chistu mundu fustivu stati,
‘N paradisu m’aspettati,
Pregati l’Eternu Patri
Pi li mei necessitati.

Animi santi decollati,
Animi santi e corpi rutti,
Pi mia pregati tutti,
E pi mia tutti pregati,
Animi santi decollati. (Reggio Cal.)

La devota, finito di pregare, sta attenta ai segnali che dovranno farle intendere se otterrà la grazia oppure no. I segni buoni sono: l’abbaiare del cane, il canto del gallo, un bel fischio, il picchiare a qualche porta, il suono di un campanello, il chiudersi rapido di un’imposta, il sentir cantare una bella canzone, il passare rapido di una carrozza. Invece sono cattivi: il raglio dell’asino, un lamento, il pianto, il miagolio del gatto, una contesa, il sentir buttare acqua nella strada.
Altro modo d’interpretazione è l’ascolto, il quale consiste appunto nell’ascoltare ciò che dicono le persone, che per caso si trovino a passare da quella via. Se le parole che esse dicono sono in senso affermativo, qualunque sia il discorso che facciano, si può star sicuri che le anime dei corpi decollati intercederanno favorevolmente. Nel caso contrario, bisogna lasciare ogni speranza, ché la faccenda andrà male.
(Giuseppe Chiapparo, Etnografia di Tropea – Scritti demologici e storici).

No ad Halloween – Sì a Tutti i Santi! I fedeli cristiani vivranno nella fede, nei prossimi giorni, la solennità di Tutti i Santi e la memoria di Tutti i defunti. Occorre dire un no deciso ad Halloween, decisamente macabra e consumistica.
No ad Halloween – Sì a Tutti i Santi! – I fedeli cristiani vivranno nella fede, nei prossimi giorni, la solennità di Tutti i Santi e la memoria di Tutti i defunti. Occorre dire un no deciso ad Halloween, decisamente macabra e consumistica.
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