La bisaccia del pellegrino

Rubrica religiosa settimanale

a cura di P. Salvatore Brugnano

Marzo 2010, prima settimana: 28 febbraio- 6 marzo
1. Vangelo della domenica – «Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto».
2. Aspetti della vita – Gratitudine per essere nati.
3. Un insegnamento di S. Alfonso – Viaggio verso l’eternità.
4. La settimana con la liturgia (1- 6 marzo).
5. Saggezza calabrese – Il calendario scandito dagli eventi religiosi/2

1. Vangelo della domenica – Luca 9,28-36«Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto».
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè e d Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Nella Trasfigurazione, Gesù è indicato come la vera speranza dell’uomo e come l’apogeo dell’Antico Testamento. Luca parla dell’“esodo” di Gesù, che contiene allo stesso tempo morte e risurrezione.
I tre apostoli, vinti dal sonno, che rappresenta l’incapacità dell’uomo di penetrare nel Mistero, sono risvegliati da Gesù, cioè dalla grazia, e vedono la sua gloria. La nube, simbolo dell’immensità di Dio e della sua presenza, li copre tutti. I tre apostoli ascoltano le parole del Padre che definiscono il Figlio come l’eletto: “Questi è il Figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”. Non c’è altro commento. Essi reagiscono con timore e stupore. Vorrebbero attaccarsi a questo momento, evitare l’attimo seguente della discesa dalla montagna e il suo fardello di abitudine, di oscurità, di passione.
La Gloria, Mosè ed Elia, scompaiono. Non rimane “che Gesù solo”, sola verità, sola vita e sola via di salvezza nella trama quotidiana della storia umana. Questa visione non li solleverà dal peso della vita di tutti i giorni, spesso spogliata dello splendore del Tabor, e neanche li dispenserà dall’atto di fede al momento della prova, quando i vestiti bianchi e il viso trasfigurato di Gesù saranno strappati e umiliati. Ma il ricordo di questa visione li aiuterà a capire, come spiega il Prefazio della Messa di oggi, “che attraverso la passione possiamo giungere al trionfo della risurrezione”. (La Chiesa.it)

2. Aspetti della vita
Gratitudine per essere nati

Siamo pronti a ringraziare quando otteniamo beni materiali e successi, ma è difficile che pensiamo al dono maggiore in assoluto, quello della vita. Certo, vivere può essere faticoso, anzi, drammatico per alcuni; per altri può essere una monotona reiterazione di eventi (“amore e noia la vita, altro mai nulla”, confessava Leopardi in “A se stesso”). Eppure è una realtà comunque grandiosa, nel bene e nel male, e non può essere umiliata e schiacciata con indifferenza, come accade. Il poeta tedesco F. Hölderlin (1770-1843) si interrogava: “Che è la vita degli uomini?”. E rispondeva: Ein Bild der Gottheit, “un`immagine della divinità!”. – Immediate e profonde appaiono quindi le parole di Hannah Arendt, filosofa tedesca: “Essere fedeli alla realtà delle cose, nel bene e nel male, implica un integrale amore per la verità e una totale gratitudine per il fatto stesso di essere nati”. (Mons. Gianfranco Ravasi).

3. Un insegnamento di S. Alfonso
Viaggio verso l’eternità

“Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura” (Eb 13,14). Su questa terra non siamo cittadini perenni, ma ospiti. Siamo pellegrini in cammino verso l’eternità: “L’uomo se ne va nella dimora eterna” (Qo 12,5). Dunque presto dovremo sloggiare da questo mondo. Il corpo andrà in una fossa e l’anima nell’eternità. Non riteniamo forse pazzo quel turista che vuole investire tutti i suoi beni per costruirsi una casa in un luogo per lui solo di transito e dal quale dovrà presto partire?
Due sono le dimore nell’eternità: una è delizia eterna, l’altra tormento eterno: “Se un albero cade a sud o a nord, là dove cade rimane” (Qo 11,3). Se l’anima andrà in paradiso, sarà sempre felice; se andrà all’inferno, vi resterà a piangere e soffrire finché Dio sarà Dio. Non c’è via di mezzo. In paradiso beato per sempre, nell’infermo disperato per sempre. Quali di queste dimore ci toccherà? Quella che ognuno volontariamente sceglie. Chi va all’inferno ci va con i propri piedi. Ci va perché vuole dannarsi.
Il cristiano per vivere bene deve avere sempre davanti agli occhi l’eternità. È sempre ben regolata la vita di chi vive in vista dell’eternità!Se il paradiso, l’inferno, l’eternità fossero una verità incerta, pure dovremmo fare di tutto per non correre il rischio di dannarci. Ma queste non sono cose dubbie: sono verità di fede. Dove finiscono tutte le fortune di questo mondo? In un funerale e in una fossa. Beato chi conquista una eterna vita beata!
Mio Dio, la mia anima è eterna: posso goderti in eterno, o in eterno perderti.. Gesù mio, tu sei la mia vita, la mia ricchezza, l’amore mio. Ispirami un grande desiderio di obbedirti nella vita che mi resta, e anche la forza di realizzare questo desiderio. .(Alfonso Amarante, Verità scomode, 2009)

4. La settimana con la liturgia = 1 – 6 marzo 2010
1 marzo (lun) –  Signore, non trattarci secondo i nostri peccati. Oppure: Perdonaci, Signore, nella tua misericordia.  – Tempo di Quaresima, momento favorevole per imparare da Dio la misericordia e la generosità del dono, evitando le misure anguste e i giudizi inappellabili.
Letture di oggi = Dn 9,4b-10; Sal 8,8-9.11.13; Lc 6,36-38.
Santi di oggi =  San Felice III; Sant’Albino; Beato Cristoforo da Milano.
 
2 marzo (mar) – A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio. Oppure: Mostraci, Signore, la via della salvezza.. –  Gli esperti di Dio a parole e non con i fatti gli fanno un cattivo servizio: invece di essere strumenti di liberazione dell’uomo, lo caricano di pesi insopportabili.
Letture di oggi = Is 1,10.16-20; Sal 49,8-9.16-17.21. 23; Mt 23,1-12.
Santi di oggi =  San Troadio; Sant’Angela della Croce; Beato Carlo Bono.
 
3 marzo (mer) – Salvami, Signore, per la tua misericordia.  -La tentazione più pericolosa per la Chiesa è la ricerca degli onori e del potere. Il Signore ci rivela l’antidoto: l’umile servizio e la disponibilità a dare la vita per i fratelli.
Letture di oggi = Ger 18,18-20; Sal 30,5-6.14-16; Mt 20,17-28.
Santi di oggi =  Santi Marino e Asterio; Santa Cunegonda; Beato Innocenzo da Berzo.
 
4 marzo (gio) – Beato l’uomo che confida nel Signore. – Il povero Lazzaro ancora oggi viene tagliato fuori dalla società del benessere, umiliato, criminalizzato, respinto. Possibile che la parabola di Gesù dopo due millenni non abbia insegnato niente?
Letture di oggi = Ger 17,5-10; Sal 1,1-4.6; Lc 16,19-31.
Santi di oggi = San Casimiro; Beato Umberto di Savoia; Beato Giovanni Antonio Farina.
 
5 marzo (ven) – Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie. – A volte anche nelle nostre comunità cristiane usiamo criteri mondani di efficienza e di successo. Il Signore Gesù è stato considerato “pietra scartata” dai suoi contemporanei. Ricordiamocelo.
Letture di oggi = Gn 37,3-4.12-13a.17b-28; Sal 104,16-21; Mt 21,33-43.45-46.
Santi di oggi =  San Teofilo; Sant’Adriano di Cesarea; San Virgilio.
 
6 marzo (sab) –  Misericordioso e pietoso è il Signore. Oppure: Il Signore è buono e grande nell’amore.  – Tutta la “buona notizia” di Gesù in un racconto: Dio è tuo Padre! Ti accoglie nel suo abbraccio, non tiene la contabilità dei peccati, ti ridona la dignità perduta.
Letture di oggi = Mi 7,14-15.18-20; Sal 102,1-4.9-12; Lc 15,1-3.11-32.
Santi di oggi =  San Vittorino; Santa Coletta Boylet; Beato Leonida Fedorov

5. Saggezza calabrese
Note sul calendario scandito dagli eventi religiosi/ 2
Il credente calabrese viveva il calendario civile cadenzandolo con gli eventi religiosi, anzi comiugandolo con essi: ne sono nati proverbi gustosi e indicativi come i seguenti

Di santu Simuni Giuda (28 ottobre) comu abbivisci scura
Di li Santi, ‘a nivi è pe’ canti
D’i Morti ‘a nivi ‘e porti, d’i Santi ‘a nivi ‘e canti.
A san Martinu s’assaggianu li fichi e lu vinu!
A san Martinu ogni mustu è vinu
A san Martinu caccia l’acqua e menti ‘u vinu
Comu catarinìja (25 nov.) ccossì natalìja
A santa Catarina chianta rosi e spini
Di santa Lucia a Natali dudici jorna nd’avi. – E cu’ no i sa cuntari, sempi dudici nd’avi.
A sant’Andrìa, ‘u bonu massaru siminatu avìa; e si no jetta ranu a la sporìa (solco) non nesci cchiù, comu nescìa. (da Salvatore Brugnano, Espressioni di religiosità popolare /5 – La vita)

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