La bisaccia del pellegrino 50-2012

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

 

Dicembre 2012, seconda settimana: 9-15 dicembre.

1. Vangelo della domenica 9 dicembre –  “Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!”
2. Aspetti della vita  – Dio alla ricerca dell’uomo.
3. Un incontro con S. Alfonso –  Grande spirito di abnegazione.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  10-15 dic. 2012.
5. Santità calabrese del passato  =  Santa).

1. Vangelo della domenica –  (Lc 3,1-6)
“Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!”.
Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!»

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La seconda domenica di Avvento presenta la figura di Giovanni Battista come segno della venuta della salvezza di Dio. La storia vive qui il suo culmine: il momento più atteso e più desiderato, il momento dell’annuncio del regno di Dio che comincia: il Messia sta per arrivare.
Nella tradizione dei grandi profeti dell’Antico Testamento, la parola di Dio è rivolta a Giovanni nel deserto. Giovanni – figlio di Zaccaria – diventa così profeta e precursore del Messia.
Malgrado le paure e il terrore che ispira, il deserto è, nella memoria religiosa del popolo di Israele, il luogo di riunione, dove Dio ha parlato al cuore del suo popolo, il luogo dove Dio è stato più che mai il pastore del suo gregge.
Del deserto Giovanni denuncia e ricorda l’identità religiosa più particolare del suo popolo: il Dio d’Israele è fedele al suo legame e mantiene le sue promesse di salvezza.
Convoca di nuovo i suoi nel deserto, per annunciare loro l’arrivo del Messia. Ma Dio si aspetta sempre dall’uomo un minimo di collaborazione ed esigerà da lui un battesimo di conversione, la purificazione dei suoi peccati, e lo sforzo di superare gli ostacoli che gli impediscono di vedere l’alba della salvezza. (La Chiesa.it). 

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Preparate la via del Signore raddrizzate i suoi sentieri! – L’avvento ci invita a preparare la via al Signore che viene. Giovanni Battista, il precursore di Gesù, annuncia l’urgenza di questo impegno, facendo riecheggiare nelle sue parole le antiche profezie, rappresentate dal testo del profeta Baruc: colmare le valli, spianare la terra, perché «Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio». La preparazione serve perché noi, il nuovo Israele di Dio, possiamo procedere sicuri nelle sue vie.
Il Dio che viene chiede di metterci in cammino, perché l’incontro avviene con il movimento di due persone che si vogliono trovare, conoscere, amare.
Il dato interessante del Vangelo sta nella sua accurata configurazione temporale: il Signore del tempo e della storia viene in un anno preciso, in una situazione ben determinata, in un luogo specifico. L’incarnazione è reale, puntuale e santifica il tempo e la storia umana.
Ogni istante è il momento giusto per accogliere il Signore. Egli viene per ciascuno di noi, per santificare la nostra vita, per renderci terreno d’avvento per la sua venuta, per dare gioia e sicurezza ai nostri passi. (Elide Siviero, in “La Domenica”).

 

  2. Aspetti della vita
Dio alla ricerca dell’uomo
Da sempre, Dio è alla ricerca dell’uomo. Lo spinge a questo il suo amore e desiderio che anche noi ricambiamo il suo amore.
Per noi ha creato cielo e terra, con tutto ciò che ad essi appartiene. Dobbiamo prendere in possesso la terra e gestirla con saggezza.
La bellezza della creazione ci dà un’indicazione della bontà del Creatore. Tutto questo rimane vero anche alla luce del riferimento chiaro alla fine della terra presente nel brano evangelico che la liturgia odierna propone. Tutta la creazione – e noi in essa – è soggetta alla fugacità.
Ma, come dice l’evangelista Luca, siamo in grado di alzare il capo e guardare con fiducia alla fine. La salvezza è imminente ed essa ha un nome, come dice l’ultimo versetto del brano evangelico: Il Figlio dell’uomo è la nostra salvezza. Dopo che Dio ci ha parlato attraverso i profeti, ha mandato il suo Figlio per annunciare il messaggio della redenzione. È l’ultima parola di Dio per noi e questa parola è amore.
Per testimoniare quest’amore, Gesù è diventato uomo. La ricerca dell’uomo da parte di Dio è compiuta. Ora Egli è in attesa della nostra risposta, che si esprime nella fede come atto di abbandono pieno e totale in lui. (Nicolaus Buhlmann, in La Domenica).

Una preghiera per restare vigili
Signore Gesù spesso e volentieri siamo alla ricerca delle strade giuste da percorrere, delle parole da pronunciare, del gesto da compiere. Vogliamo fare bene il bene, ma non è sempre facile; gli ostacoli e il male sono una tentazione e una confusione per il nostro spirito per cui donaci la forza di seguire il tuo comando: «Vegliate e pregate in ogni momento» (Letizia Battaglino).

3. Un incontro con S. Alfonso
Grande spirito di abnegazione
L’abnegazione di sé consiste nel mortificare la propria volontà. Chi non ha posto piede in questa virtù, non ha posto piede nella sequela di Gesù Cristo. Attendiamo a spezzare quelle volontà e desideri, che nascono dal cuore. Quanto più uno si avanza nel rompere la propria volontà, tanto più si avanza nella sequela di Gesù Cristo (S. Alfonso).

  • La vita di S. Alfonso ci presenta un uomo sempre immerso nei più gravi travagli, sempre dedito a promuovere la gloria di Dio e nello stesso tempo, ci offre l’immagine di un uomo soggetto alle più gravi contraddizioni, ai più duri patimenti e alle più dure avversità. E non di meno lo si vedeva sempre tranquillo e felice quasi che fosse nella prosperità e tutte le cose gli arridessero. Donde mai tanta calma di animo in mezzo a si grandi afflizioni se non nella perfetta sua conformità alla volontà di Dio?
  • Un’artrite dolorosa che colpì in tutte le membra S. Alfonso, non solo lo curvò con la testa da sembrare un uomo senza capo, ma lo rese persino storpio nel suo corpo. In tale stato soffriva i più acerbi dolori, ma con tale rassegnazione, che offriva la più commovente immagine dell’uomo che soffre e in pari tempo sta allegro. Non gli uscì mai dalla bocca un lamento; non si lamentava se era mal servito; non chiedeva mai sollievo ad alcuno e ripeteva sempre: «Quel che vuole Iddio è tutto buono, tutto il bene consiste nell’amare Dio, e l’amare Dio consiste nel fare la sua volontà, chi non vuole altro che Dio, è ricco e contento, non ha bisogno di niente e si ride di tutto il mondo».

 

4. Vivere la settimana con la liturgia = II settimana di Avvento
(10-15 dicembre) Liturgia delle Ore: II Settimana.

 10  dicembre  (lunedì) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Ecco il nostro Dio, egli viene a salvarci. – Tante volte nella preghiera chiediamo solo “salvezze parziali”: essere sani e belli, avere un buon lavoro, fare esperienze interessanti. E dimentichiamo la grazia più grande: ricevere il perdono di Dio.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Is 35,1-10; Sal 84,9-14; Lc 5,17-26..
  • – Santi di oggi  =  B. V. Maria di Loreto; Santa Eulalia; San Gregorio III. 

11  dicembre  (martedì) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Ecco, il nostro Dio viene con potenza. – L’Avvento è ricerca: da parte di Dio, prima ancora che dell’uomo. L’Avvento è preparazione del cuore a celebrare la gioia dell’incontro di salvezza.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Is 40,1-11; Sal 95,1-3.10-13; Mt 18,12-14.
  • – Santi di oggi  =  San Damaso I papa; San Daniele Stilita; San Sabino.

 

12  dicembre  (mercoledì) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Benedici il Signore, anima mia. – La stanchezza, le dure prove, la delusione rendono a volte pesante il nostro cammino. Coraggio, discepoli di Gesù! In lui troviamo la pace vera e la forza di ricominciare.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Is 40,25-31; Sal 102,1-4.8.10; Mt 11,28-30.
  • – Santi di oggi  =  Beata Maria Vergine di Guadalupe; Santa Giovanna Francesca de Chantal; Beato Giacomo Capocci.

 

13  dicembre  (giovedì) –   Colore liturgico rosso.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Il Signore è misericordioso e grande nell’amore. – Dio non ci abbandona nel deserto di questo mondo e offre a noi un segno della sua vicinanza: la missione di Giovanni il Battista.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Is 41,13-20; Sal 144,1.9-13; Mt 11,11-15.
  • – Santi di oggi  =  Santa Lucia, vergine e martire. Sant’Ottilia; Beato Giovanni Marinoni.

14  dicembre  (venerdì) – Colore liturgico bianco.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita. – Prestiamo attenzione alla pedagogia di Dio. Il forte e austero appello alla conversione da parte del Battista e la misericordia senza confini del Signore ci sveglino dalla nostra colpevole inerzia.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  Is 48,17-19; Sal 1,1-4.6; Mt 11,16-19.
  • – Santi di oggi  = San Giovanni della Croce, sacerdote e dottore della Chiesa. Memoria. San Venanzio Fortunato.

15  dicembre  (sabato) – Colore liturgico viola

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi. – Diciamo a volte che servirebbero oggi profeti potenti dalla parola infuocata. È vero, ma lo dicevano anche gli scribi al tempo di Gesù. E sappiamo come lo hanno accolto. Siamo sicuri che noi li accoglieremmo?
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Sir 48,1-4.9-11; Sal 79,2-3b.15-16.18-19; Mt 17,10-13.
  • – Santi di oggi  = San Valeriano; Beata Maria Vittoria Fornari; Beato Carlo Steeb.

 

5. Santità calabrese del passato
San Nicola da Bari, Vescovo (6 dicembre)

E’ uno dei Santi più celebri e più amati in tutti i tempi e in tutti i paesi e nonostante si conosca ben poco sulla sua vita, la diffusione del culto fin dai tempi più antichi, gli meritano il ricordo da parte del Calendario Universale della Chiesa.
Fu Vescovo di Mira, in Licia, nel IV secolo. Nel 1087, con molta abilità, alcuni soldati baresi trafugarono il suo corpo per occultarlo alla profanazione dei Turchi, ed il 9 maggio dello stesso anno, venne collocato solennemente nella Cattedrale di Bari.
Non era comunque un Santo sconosciuto, poiché godeva fama di grande taumaturgo e gli si attribuivano episodi di facile presa sulla devozione popolare, narrati da un certo Simeone Metafraste.
Secondo questi, Nicola nacque da una famiglia ricca e benestante. Il primo giorno che venne lavato, rimase in piedi; diede prova anche di grande temperanza, rifiutando il latte materno il mercoledì e il venerdì.
Proclamato Vescovo, si distinse maggiormente per la grande carità: un suo vicino, divenuto molto povero, avviò alla prostituzione le tre figlie poiché non avevano dote per sposarsi. Per distogliere le figlie da questo orribile mestiere, Nicola gettò di notte, per tre volte, una borsa di monete d’oro.
Un macellaio pagano uccise tre bambini, li squartò e li mise in salamoia. Nicola, saputolo,intervenne prontamente, ricompose i tre piccoli, li resuscitò e convertì il sadico macellaio.
Durante una carestia, i marinai di una nave carica di frumento, gli donarono parte del carico; giunti a destinazione, grande fu la loro meraviglia nell’ accorgersi che dal carico non mancava neanche un chilo di grano.
Altre storie parlano di miracolose elargizioni di cibo, di ingiuste esecuzioni sospese, di giuramenti sacrileghi smascherati.Dovunque vi furono miracolosi interventi.
E’ abbastanza per confermare la fama mondiale di San Nicola, identificato niente meno che con Babbo Natale il cui cappuccio foderato di pelliccia è la trasposizione di una mitria vescovile; conferma arriva anche dal nome: il Babbo Natale nord – europeo, si chiama Santa Claus, derivante da Nikolaus, nome tedesco di Nicola.
Così, per quanto trasfigurato, laicizzato San Nicola resta ancora immagine concreta di generosità e di affetto, simbolo di quell’ amore per il prossimo che ha nel Natale la sua espressione più alta e più cara.
San Nicola è patrono di: bambini, fabbricanti di botti, droghieri, produttori e commercianti d’olio, prestasoldi su pegno, scaricatori, marinai,viaggiatori, ragazze da marito, donne pericolanti; invocato contro: tempeste marine, pericoli del mare, naufragi, carestie, ladri e furti. Patrono di Bari, Lungro, Scalea, Varapodio e Gioiosa Jonica, Gallina.

 San Luca di Melicuccà, Vescovo (9 dicembre)  
Nacque nella valle delle Saline nella metà dell’ undicesimo secolo da Ursino e Maria, i quali gli diedero una buona educazione con profondi sentimenti cristiani.
Ancora molto giovane intraprese la carriera ecclesiastica raggiungendo ottimi risultati, che gli valsero la nomina a Vescovo di Isola Capo Rizzuto.
Per il suo carattere mite ed accogliente, Luca divenne “ un maestro” per tutti; a coloro che chiedevano consigli, egli raccomandava di essere come lui. Svolse il suo apostolato non solo in Calabria, ma anche in Sicilia, nominando molti sacerdoti per le sprovviste comunità.
Desiderò anche recarsi a Costantinopoli ma a Taranto, non potendo imbarcarsi, dovette desistere. Sulla via del ritorno, presso Sibari, udì i pescatori lamentarsi per non aver pescato nulla; Luca, impietosito, fece gettare nuovamente le reti a mare, ottenendo una miracolosa pesca.
A Squillace tutti erano terrorizzati per la presenza di un lupo; conoscendone i meriti, gli abitanti chiesero aiuto al Santo, il quale dopo averli riuniti in Cattedrale, ordinò tre giorni di preghiera e digiuno. Il quarto giorno, il lupo seguì una bambina che portava a casa una brocca d’acqua; un colpo di vento chiuse bruscamente la porta, intrappolando l’ animale, che venne poi ucciso dagli abitanti prontamente accorsi.
Ormai sfinito dall’ intenso apostolato e dalla penitenza, Luca si ritirò nel Monastero di San Nicola di Viotorito, da lui fondato presso Rossano, ove morì il 9 dicembre 1114. Fu sepolto a Solano di Bagnara Calabra; alcune sue reliquie furono portate al Monastero del SS. Salvatore di Messina.
E’ conosciuto con il titolo di “ Grammatikòs” cioè Letterato, anche se di lui non è rimasta alcuna opera. Le diocesi di Oppido-Palmi e Crotone-S.Severina festeggiano San Luca il 9 dicembre.
(da Calabriaecclesia2000.it).

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